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Port of Genoa versione Bond 2019: Bersaglio Mobile

Smantellare un aeroporto di scarsa rilevanza per sbarazzarsi di Enac e confraternite varie, restituendo dignità e spessore alle banchine? E’ un paradosso affiorato su Pilotina. Perché la commedia dell’arte cui assistiamo quotidianamente non ha pari nella storia del Paese. E come nelle trame più avvincenti dei romanzi di Ian Fleming, il porto di Genova è ormai un bersaglio mobile nel mirino della peggiore e impensabile indecenza politica, amministrativa e sociale. Solo che non c’è, non si trova oppure è segregato uno straccio di agente 007 con licenza di uccidere.

Il mio nome è Bond, James Bond… Macché! Le portacontainer di Msc dirette nel porto storico di Genova costrette ad attraccare nella tana del nemico, la piattaforma di Vado gestita da Maersk. Non è un’ipotesi surreale, ma la prima e probabile conseguenza delle imposizioni dell’Enac, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che storce il naso e censura l’altezza delle gru e delle macchine di banchina destinate a rivestire il nuovo terminal di Calata Bettolo. Il danno e la beffa, nel più classico e consolidato teorema genovese. Esiste infatti un accordo tra le due potenze marittime unite nel consorzio che collega Far East e Mediterraneo, in base al quale se in un porto di destinazione uno dei due gruppi controlla un terminal, le navi di Msc e Maersk proprio in quello dovranno far tappa. E se Vado aprirà i battenti prima di Calata Bettolo, la mannaia si abbatterà sul colosso guidato da Gianluigi Aponte, alterando delicati equilibri e rapporti di forza sui mari e a terra, dove (è il caso di Genova) Msc sta investendo risorse e denaro. Tre anni, infinite mediazioni e costi aggiuntivi sono stati addebitati a Psa di Singapore per appianare il contenzioso con Enac sul cono aereo di Voltri: se si riproponesse il nefasto copione, il porto di Genova potrebbe chiudere bottega.

Risucchiato nei gorghi della burocrazia che nulla crea e tutto congela, paralizzato dall’assenza di una sponda politica nazionale, frenato dall’incompetenza dell’attuale ministero dei Trasporti, sottoposto quotidianamente al fuoco amico dell’inadeguatezza delle amministrazioni locali, l’economia marittima genovese rischia di pagare un prezzo altissimo. Il potere contrattuale della comunità portuale è inesistente. Incapaci di negoziare con il potere politico reale, le imprese condizionano però le Autorità portuali. Sono contrarie ad ogni forma di liberalizzazione, all’apertura dei mercati nei sevizi tecnico nautici, pretendono proroghe o indennizzi, sostengono un regime a forte controllo dello Stato per proteggere le loro rendite di posizione. Non investono sul lavoro, attingono a risorse esterne nella massima misura possibile, salvo poi far finta di litigare sui bilanci della Compagnia portuale. Economia di guerra? Comparando la realtà al peso dei traffici, le prospettive non sono rassicuranti: sviliti i progetti e il peso dell’unica multinazionale che scommette su Genova (Msc), capitali in pericolo, fiducia volatilizzata, disoccupati in aumento, riforme mille volte promesse e mai attuate, infrastrutture vitali bloccate, la crisi che si estende a macchia d’olio lambendo shipping e porti.

Troppi i ritardi e le inadempienze, clamorosa l’incapacità di giocare d’anticipo prevedendo le possibili conseguenze di un progetto o di un investimento. Ci sarà pure una ragione, del resto, se con sistematico masochismo l’amministrazione portuale e l’imprenditoria continuano a tenere in sospeso il risolvibilissimo problema legato al bilancio della Culmv. Davvero a tutti va bene così? Cioè pochi traffici ma con alti margini da ridistribuire tra i litiganti? Che abbiano in testa di guidare lavoratori dipendenti come sindacato? Modellando quindi un’Agenzia del lavoro gestita dai terminalisti e da Palazzo San Giorgio con la Culmv al governo del sindacato?

E comunque i problemi e la zavorra non sono legati solo al valzer sui conti o alla burocrazia o all’incapacità dei funzionari. Genova ad esempio propone l’unico esempio al mondo di scanner doganale in multi-utilizzo, con appuntamento su fasce orarie dedicate. Propone il caso degli uffici dello sportello unico dei controlli, pronti ed arredati, ma anche abbandonati per inagibilità causa mancanza di atti amministrativi adeguati. Propone il Ped che tutti gli operatori aspettano da 10 anni quando l’idea venne accolta dall’allora governatore ligure Burlando: i fondi per la sua realizzazione nei bilanci dell’Authority ci sono, ma vengono regolarmente ripostati. Non si tratta di grandi infrastrutture, di progetti miliardari ma di semplici miglioramenti operativi già finanziati. Non si tratta neppure delle bitte (!) o dei dragaggi che andrebbero eseguiti in maniera continuativa: nel porto di Genova i fondali pescano 8,50 metri, mentre nei porti crocieristici si deve arrivare almeno a 10 metri.

Ancora una volta la competitività internazionale del porto è sfilacciata. Pesa più che mai l’irrisolto conflitto all’interno di una città edificata sul porto e per vivere di porto, che adesso impone regole che per sua stessa natura il porto non può assorbire. Eppure l’Italia, che esporta massicciamente in Europa, dovrebbe preoccuparsi. Perché oltre il palcoscenico del teatrino genovese c’è un mondo che punta a sovrastarci. Le intese fra Svizzera e Germania sull’asse del corridoio Reno-Alpi e gli enormi investimenti pianificati stravolgono lo scenario nel Nord Ovest, rendendo il porto di Genova marginale rispetto alla politica europea dei trasporti. Le infrastrutture che noi non facciamo, le stanno realizzando la Svizzera (250 miliardi di investimenti in logistica…), la Francia, la Germania e la Slovenia. Mentre Genova è risucchiata nel cono aereo, a Zurigo e Losanna i ragazzi del Politecnico disegnano il futuro dei traffici e degli affari.

Stremata da lunghi anni di degrado, disincanto e frustrazione, la città del porto è diventata una città esausta. Eppure, se appena si riesce a guardare sotto la superficie devastata dall’immobilità e dal servilismo della politica, dall’ossessione speculativa e dai nuovi feroci conflitti tra ultimi e penultimi che la dilaniano, Genova potrebbe ancora sorprendere.

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Commenti inseriti: 469 — pagina 1 di 19

Spedito da: Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 13:51

Luca

@ ne con il capitale ...

Chapeau

Spedito da: Bho? Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 12:15

Maurizio Maresca

Ho la sensazione che non stia succedendo nulla di grave. I giornali sono costretti a riempire le pagine locali con davvero nulla (perché notizie non ce ne sono); terminalisti, operatori, mit, sindacati ecc. fanno finta di litigare (ma davvero su niente) ma poi va tutto come deve ; le pubbliche amministrazioni locali raccontano che Genova è meravigliosa ed e’ senza dubbio la capitale del mediterraneo ed il centro degli investimenti turistici, finanziari ed industriali per i prossimi decenni (lo stesso si dice di Trieste Venezia Napoli Palermo Taranto Cagliari Augusta Manfredonia ecc. ecc. ) . Tutte queste realtà così propulsive e vibranti vivono di università locali ai vertici delle classifiche mondiali (!).
Quindi tutto bene...

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 08:47

Enrico Vigo

@ G.MERELLO
allibito dell'uscita (filobus anzichè tram) che non ha né capo né coda dal punto di vista trasportistico, economico e sociale.


Dear Mr. Bucci (nickname Blek Macigno),

for your guidance a tramway will improve the cities image and assists urban regeneration.
As part of an integrated public transport system, tramways can attract motorists out of their cars and thus reduce the number of vehicles in the city centre, particularly in conjunction with park and ride provision.
Better...Trams.
In large towns or cities, trams are often a good solution – they fill the gap between trains and buses. They can carry large numbers of people and can be integrated with existing public transport.
While trains move lots of people quickly over a long distance and buses move smaller numbers of people, and for shorter journeys, trams are more flexible than trains - because they stop more often - and faster and more reliable than the bus.
It's important we work to get more trams because:
Trams are very popular and they encourage people to leave their cars behind, million car journeys a year no longer happen because of trams.
On average, one in five peak hour passengers on trams previously travelled by car.
At the weekends, half of the tram passengers used to travel by car. The number of people using trams has increased a lot all over Europe.
Trams reduce congestion in city centres by providing people with a quick, reliable, high-quality alternative to the car. They can reduce road traffic by up to an high percentage.
Trams can help us tackle climate change.
Travelling by car produces over three times as much CO2 as travelling by tram.
Trams make cities nicer places to be. They improve local air quality because they run on electricity so don’t produce any pollution at the point of use. They are very quiet and safe.
Trams improve the image of a city and contribute to economic regeneration. A new tram is a visible, permanent way of showing that an area is being invested in for the future. It attracts businesses and tourists, and helps people access jobs and services.
Dear Major, you are kindly requested to re-write the history of Genoa.

Sincerely Yours.

Spedito da: Amsterdam Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 08:42

Piero

Dove è finito il modello della caravella di Colombo che una volta si trovava nell’atrio di Brignole?
Dove è finita la statua del Balilla ?

Spedito da: Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 07:59

giorgio.carozzi

@ Ne' con il capitale ne' con il lavoro...
Amico mio, non hai torto. Ma trascuri anche un particolare essenziale: se continua ad aggrovigliarsi in questo andazzo surreale di cui ho prove certe, il Clan dei Terminalisti riuniti sotto il cappello di Confindustria riuscirà nell'impresa più unica che rara di far esplodere il porto. Eutanasia? Anche, ma soprattutto l'idiota tentativo di mantenere le banchine e quel che gira intorno ancorate ad una realtà che sta andando in frantumi. Un cocktail di cervelli: riusciranno a far apparire la Culmv simbolo del riformismo e del cambiamento...

Spedito da: Amsterdam Pubblicato il: 19 ottobre 2019 alle 02:57

Piero

La tv inglese ha riportato la notizia della bimba Tafida ricoverata all’ospedale Gaslini dì Genova .
Una volta tanto una notizia che mi fa sentire orgoglioso della mia appartenenza

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 ottobre 2019 alle 20:37

G. Merello

Premettendo che non pretendo certo di essere esperto di trasporti terrestri, mi permetto (a lume di naso, eh?) di spezzare una piccola lancia a favore del potenziamento a Genova della rete di filobus già esistente, anzichè della creazione di linee tramviarie, con linee separate ovviamente.
Scusate se nella mia ignoranza vado controcorrente, a me pare che i filobus elettrici (con motore diesel solo d'emergenza) siano parimenti ecologici e a parità di km nettamente meno costosi, non necessitando di binari...ecc.

Spedito da: Genova-S. Teodoro Pubblicato il: 18 ottobre 2019 alle 14:43

Ne con il capitale ne con il lavoro

A Venezia i portuali sciopereranno tre giorni perché con la riduzione dei pescaggio perderanno, se non si draga subito, 100 navi all’anno. E tanti posti e giornate di lavoro per art.17.
A Civitavecchia sciopereranno i portuali perché l’insipienza del Presidente della AdSP metterà in crisi il terminal frutta e farà una gara per la darsena traghetti sbagliata che rischia di ridurre il traffico.
A Napoli e Salerno si sciopera per difendersi dall’autoproduzione e dalla presenza in porto di lavoratori in nero e sottopagati e finti art.16.
A Genova un lavoratore viene ingiustamente licenziato presso GNV. Invece di colpire e costringere GNV a tornare indietro, si estende lo sciopero a tutto il porto. La solidarietà si poteva esprimere facendo partecipare i delegati dei terminal e della CULMV ai presidi e manifestazioni. Quindi l’’obiettivo è politico e non sindacale. Sbagliato. Il sindacato confederale, in particolare la Filt-Cgil, maggioritaria tra i lavorato, per non perdere il contatto con le iniziative del CALP, invece di spiegare i rischi di questa iniziativa, si accoda e fa la “mosca cocchiera “. Avverto il rischio di conseguenze tragiche, sindacalmente e politicamente. Tornare al tempo “tanto di qui devono passare” è una follia. Il rischio è anche quello di ritardare la conclusione del CCNL dei lavoratori dei porti.
Dimenticavo: tanto la CULMV il contratto non lo applica, come non applica, essendo soci, il Jobs Act. Questo vale solo per i lavoratori dei terminal.

Spedito da: porto Pubblicato il: 18 ottobre 2019 alle 12:48

Max

Concordo largamente sulle analisi interpretative di quel che sta accadendo sull'asse Roma.Genova.Bruxelles... Ma poi la merce va dove ha convenienza e dove viene servita meglio, ecco il busillis...
IL PROBELMA è ROMANO, si badi bene, chi lavora qui tra i funzionari fa il massimo, ma gli organici sono allo stremo ed ormai insufficienti.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 18 ottobre 2019 alle 04:55

Enrico Vigo

@ Arcangelo Merella

Arcangelo, nobile e condivisibile il tuo intento, tante sono già le voci autorevoli e competenti che a Genova gridano una soluzione come quella da te auspicata, ma come avevo ampiamente previsto è già uscito un comunicato del Sindaco che persevera nell'errore. Polemica dozzinale col PD quella del Sindaco (ma magari è il suo improvvido ufficio stampa che scrive sciocchezze) con il subdolo intento di scaricare la colpa sul governo romano PD-LEU-M5S, una cosa ributtante, che non si rende neppure contro che le sue enfatizzazioni del piano, che prevede le linee filobus anziché quelle tranviarie, sono risibili perché difendono un piano scadente che va contro tutte le migliori "best practice" delle città europee più evolute di pari lignaggio a Genova. Con questa giunta di centrodestra, fiancheggiata da un Toti che si premura di tagliare nastri a manetta (di questo passo un giorno lo vedremo anche in Corso Italia as assumersi il merito che sorge il solo dietro al Monte di Portofino) non si caverà mai un ragno dal buco, tempo perso. L'apparato che gira attorno al sindaco è il vero responsabile di scelte sbagliate a cui il Sindaco da l'imprimatur mettendoci la firma, diventando l'unico vero responsabile di una politica comunale involutiva. Basta colpetti di teatro d'avanspettacolo, a Genova serve riprendere un cammino interrotto anni fa, quando tu, contro tutto e contro tutti Assessore della Giunta Pericu ci hai regalato la pedonalizzazione di Via San Lorenzo. Grazie.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 ottobre 2019 alle 00:06

Arcangelo Merella

Bocciatura del filobus: lettera aperta al Sindaco Bucci

Caro Sindaco, abbiamo partecipato ( tu con successo,io con orgoglio) alla campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Genova. L' abbiamo fatta rispettandoci, guardandoci con simpatia e stima e trovandoci in molte occasioni d'accordo sulle cose buone da fare per la nostra città. Tra queste ricordo la condivisione, più volte ribadita,della reintroduzione del tram a Genova partendo dalla Val Bisagno. Tu hai meritatamente vinto e una delle tue prime dichiarazioni se non ricordo male fu proprio sul tram. Ricordo al riguardo un articolo su Repubblica.
Poi hai cambiato idea lasciandoti convincere sulla presunta migliore scelta del filobus e inserendo questa indicazione nel dossier inviato al MIT ai fini del finanziamento.
Leggiamo un'anticipazione del Secolo che ci dice che la richiesta ha avuto esito negativo per presunte carenze tecniche.
Possiamo considerarla un'opportunità e non una sconfitta?
Si, se avrai il coraggio e la determinazione che hai ben evidenziato in altre importanti questioni pensando non alla città di oggi ma a quella che possiamo e vogliamo lasciare in dote ai nostri figli e nipoti.
Per questo,anche alla luce delle persistenti e allarmanti dati sulle precarie condizioni ambientali, potresti entro la nuova scadenza del prossimo dicembre avanzare richiesta per il finanziamento della progettazione di un sistema tramviario per la città e poi accedere negli anni a venire ai tanti finanziamenti nazionali e comunitari che consentiranno la realizzazione dell'opera.
Sarebbe per la città una trasformazione straordinaria.
In questa scelta non sarai solo,anzi troverai ancora più amici e leali collaboratori di quanto già oggi tu ne abbia.
Ad iniziare da me.
Con stima e amicizia
Arcangelo

Spedito da: Genoa Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 22:11

Luca

Lo sciopero del porto di genova proclamato per la giornata del 31 ottobre 2019 e’ un gigantesco errore delle tre sigle sindacali confederali, ormai ostaggio del collettivo autonomo del porto.
A fronte di un licenziamento individuale che avrebbe potuto essere contestato con uno sciopero nel solo ambito della società che ha deciso tale provvedimento, si è’ arrivati ad allargare la protesta all intero porto .
Decisione demenziale, che si ritorcerà contro chi la ha presa .

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 20:22

G. Merello

Concordo totalmente con Siterzovalico
Dell'ing Rettighieri, detto Mister Wolf, noto come uomo che risolve i problemi più difficili, basta conoscere un po la storia specie in relazione al Terzo Valico per capire che era ed è tuttora il più indicato come commissario per il nodo ferroviario bloccato, senza bisogno di perdere tempo in burocrazie!
Ma pare fosse antipatico al funesto ex ministro Toninelli e 5 Stelle in genere, per forza, uno che le opere vuole FARLE seriamente...
Vediamo se la ministra De Micheli e il PD, dichiaratamente a favore di tali opere (prima del Conte-bis) vogliono oppure no perdere la faccia!

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 13:45

Matt

Certi soggetti privi del senso del ridicolo, tentano di voltare le carte pur di apparire sulla carta stampata magari confidando sulla scarsa memoria altrui.
Dopo che toninelli e rixi coadiuvati dai suggeritori da buca teatrale, hanno sottovalutato i ripetuti warning delle associazioni, in particolare Assoporti, dopo che un compilatore di atti congressuali, presuntuoso quanto inadeguato, ha sbagliato sia l’impostazione che il contenuto dell’approccio al dialogo con gli uffici comunitari, la colpa sarebbe delle AdSP e delle Associazioni?
Fior di contributi sono stati forniti e sdegnosamente ignorati con cialtronesca supponenza e ora nella migliore tradizione dello scaricabarile italico si cerca di puntare altrove i riflettori.
Eterno problema della politica nei casi in cui la pesca a strascico dell’incompetente eletto o nominato di turno porta come frutto altri raccattati di colore omogeneo quale unico elemento distintivo.
E li mandiamo pure in giro sciolti.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 12:42

Enrico Vigo

@ Davide

Soluzione BREXIT?:
no bolle doganali, si intrastat. Tutto più semplice.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 12:12

#SITERZOVALICO

Articolo del Secolo xix di oggi. Leggetelo con calma
Ahia!!! Aspettiamo la soluzione al blocco del nodo ferroviario da anni.
Il commissario doveva essere nominato a luglio 2019.. Siamo ad ottobre.
La firma finale non e' stata posta da Toninelli, anche se il Dott. Rettighieri era gia' stato individuato come commissario.
Il nuovo governo , ovvero il ministro De Micheli pensa ad un concorso per la nomina... tempi lunghi.
Nel frattempo qui tutto fermo.
Siamo scoraggiati? Un po'.
Siamo arrabbiati? Molto.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 11:50

Davide

Hard Brexit? Soft Brexit? Deal? No deal?
Difficile fare previsioni - certe - e nonostante ieri io abbia partecipato in rappresentanza di Spediporto a due convegni sull'argomento i dubbi restano. Da un punto di vista strettamente professionale una hard brexit sarebbe preferibile perché chiarificherebbe inequivocabilmente l'iter operativo da seguire per l'espletamento delle operazioni doganali, sia import, sia export, da e per il Regno Unito che diverrebbe a tutti gli effetti un Paese terzo e come tale sarebbe trattato all'interno della UE. Molto più complicato ipotizzare lo scenario che potremmo avere d'innanzi in caso di soft brexit perché entrerebbero in gioco troppe variabili difficili da calcolare al momento.
Dalle risposte, talune evasive, ricevute in ambasciata si capisce che qualcosa bolle in pentola, speriamo solo che non si bruci la cena.
Buongiorno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 11:36

Arcangelo Merella

Dal cappio alla riabilitazione! Cosa non si fa per avere consenso!
Il Corsera ci informa oggi che la Lega rivede il suo giudizio politico su Craxi che contribuì a dare in pasto al popolo per distruggerne immagine e reputazione.
Meglio tardi che mai, ma la vera riabilitazione sta nel condividere e rispettare i valori di giustizia e libertà e uguaglianza e lotte per i diritti sociali e umani di cui è sempre stato, da buon socialista, (al di là' e oltre i suoi errori) autentico interprete!!!


Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 11:28

Antonio Fagasta

ATTENZIONE PROF. MARESCA!

A proposito di Europa e dei porti italiani.

Prof. Maresca, basta mandare il pezzo di Davide e di Parola in Adsp.
Inutile mandarlo ad Assoporti. Non sanno neppure di che cosa si parla.


Spedito da: MILANO Pubblicato il: 17 ottobre 2019 alle 11:14

Enrico Vigo

SALTA PER ARIA IL PIANO DELLA MOBILITA' DI GENOVA, ORA CORRETTIVI SERI.

Respinte le istanze comunali relative alla reintroduzione del filobus a Genova ora urge ripensamento radicale entro dicembre 2019 data ultima per gli esami di riparazione. Un altro smacco per la Giunta Bucci, la squadra (dopo l'affaire mancata fusione) per questo settore evidentemente non funziona come dovrebbe. Rimpasti d'apparato in arrivo? Senza il Tram Genova condannata alla mediocrità del passato.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 16 ottobre 2019 alle 13:00

Enrico Vigo

RETTIFICA

CASCATE DEL NIAGARA IERI SUI BINARI A GENOVA VESIMA, SERVIZIO PUBBLICO INTERROTTO DAL FORTUNALE CHE SI E' ACCANITO IERI SULLA ZONA, CHI E' REALMENTE RESPONSABILE? FERROVIE O AUTOSTRADE?

Rettifica: doveroso segnalare che RFI dichiara di aver fatto i lavori previsti (chi controlla? Regione? Ministero?) e un suo portavoce in risposta alle accuse sollevate dall'editore di Primocanale (che si è poi scusato) rilancia la palla nel campo di ASPI, rea (a suo dire) di non aver realizzato opere di canalizzazione delle acque meteoriche della soprastante autostrada. Ma se RFI conosce il problema, per eliminare il rischio di blackout del servizio perché non si è rivolta agli enti preposti o addirittura alla Magistratura? Come stanno le cose? Se c'è un conflitto tra enti credo sia abbastanza intuitivo che non debba rimetterci il cittadino utente. Vogliamo sistemare questa diatriba e garantire il servizio pubblico anche in condizioni meteo oramai particolarmente avverse e stagionalmente ricorrenti? E adesso la Regione come si muoverà?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 16 ottobre 2019 alle 09:18

Luca

@maresca.carozzi
Altro che diritto comunitario e regole di mercato... Il problema è solo comprendere se questo governo intende difendere i diritti dei lavoratori e delle imprese oppure i privilegi dei suoi sponsor. O il caos di una geografia portuale insensata. Caro prof., sappiamo bene che tre o quattro Ap basterebbero, ma l’Italia marinara non è un'entità razionale ma un’incubatrice di interessi particolari… Impossibile sopprimere porti falliti o cacciare a pedate una incompetente e inutile burocrazia e sostituirla, meglio addirittura affrontare tutte le conseguenze di una procedura d'infrazione? Sbaglio timoniere???

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 15 ottobre 2019 alle 13:14

Enrico Vigo

REGIONE LIGURIA, SVEGLIA DAL TORPORE, LE FERROVIE SONO IN TILT

Le Ferrovie nella tratta Genova - Finale Ligure devono mettere in sicurezza idraulica i binari con manutenzioni adeguate, molte già individuate e previste e mai realizzate, per evitare i ricorrenti black-out quando le perturbazioni assumono carattere di rovescio tropicale oramai storicamente più ricorrenti. Poi non meno importante riprendere la questione del raddoppio ferroviario Finale Ligure - Andora.
La Regione Liguria deve difendere il territorio facendo più fatti che propaganda.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 15 ottobre 2019 alle 12:46

CONFETRA

BREXIT DAY
Deal, no deal: ad ormai pochi giorni dalla scadenza del 31 ottobre per l’uscita della Gran Bretagna dall’UE ci sono ancora più dubbi che certezze sulla possibilità di un accordo che eviti la hard Brexit e molti sperano che alla fine si arrivi ad un nuovo rinvio dell’uscita.
In questo clima di incertezze, il cluster della logistica si prepara a operare con tutti gli scenari possibili. Domani, mercoledì 16 ottobre (dalle ore 10 – 12.30 in via Panama 62, Roma, sede di Confetra e dalle 13 in poi presso l’Ambasciata inglese, Villa Wolkonsky, via Ludovico di Savoia 11) Confetra, la Confederazione Generale dei Trasporti e della Logistica, terrà assieme all’Agenzia Dogane e Monopoli e all’Ambasciata inglese il BREXIT DAY, un’intera giornata dedicata a definire tutti i dettagli operativi che riguardano gli scambi UE-GB, soprattutto quelli che riguarderanno le ore a cavallo del cambio di definizione di quegli scambi che da intraeuropei diverranno a tutti gli effetti importazioni e esportazioni. Parteciperanno ai lavori – direttamente e tramite collegamento streaming – i referenti del sistema associativo di tutto il territorio nazionale; sarà una full immersion che consentirà di apprendere le informazioni anche col punto di vista delle istituzioni inglesi delle dogane, dell’agricoltura e dei trasporti.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 ottobre 2019 alle 12:28

Arcangelo Merella

Marco Grasso ci ricorda oggi sul Fatto il serio problema dell'inquinamento portuale citando fonti di Arpal che attribuiscono all'inquinamento prodotto dai fumi delle navi il 62% di emmissioni nocive in atmosfera contro il 26% del trasporto su strada. Come è noto la "guerra" contro l'inquinamento da traffico si è sempre fatta,con più o meno successo e persino con misure draconiane, mentre quella contro i fumi delle navi manco è inziata.L'elettrificazione delle banchine avanza lentissimamente malgrado roboanti promesse e l'individuazione di depositi o comunque di sistemi logistici per il ricorso a carburanti non inquinanti procede con lentezza esasperante.
Evviva, siamo sempre gli ultimi!

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