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A piedi nudi nel porto degli spiedini di nuvole

Il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri è ormai il simbolo della città dei progetti mancati, sinonimo delle complessità burocratiche e dei ritardi che uccidono l’economia. La frantumazione della corretta concorrenza tra imprese (eclatante il caso della gabella Ici imposta al solo porto di Voltri-Pra’) è il pane di una politica grottesca, impegnata solo a rallentare la crescita. E ad alimentare il braciere degli spiedini di nuvole con la legna di una narrazione distorta: perché a Genova i problemi non si risolvono, si accantonano, alzando paradossalmente il livello di promesse e boutade. Da una parte la politica usa le imprese, ma dall’altra viene usata per tutelare posizioni di mercato, concessioni, servizi di interesse generale. Tra allegri e periodici giri di valzer che sanciscono l’incapacità di capire e di incidere sulle scelte strategiche.

Non sono solo gli irrisolti e pesantissimi tormenti finanziari della Culmv (mille portuali) ad inquietare gli operatori e ad allarmare Toti, Bucci e il cardinale Bagnasco che non vorrebbero guai per la loro immagine. I buchi neri sono ormai tanti e tali da lasciare sconcertati gli osservatori internazionali dello shipping che auspicavano una svolta sulla spinta dell’orgoglio ferito. La Torre Piloti? Forse, un giorno… Intanto i moli si sgretolano, treni e retroporto restano una chimera, non esiste un regolamento per i servizi portuali, le sentenze dei Tribunali sono vissute come unica certezza dagli utenti. Perde colpi una delle poche eccellenze riconosciute universalmente nel mondo della cultura, quella della preparazione fornita dall’università del mare. In nessun altro Paese lo shipping continua a trovare ostacoli come in Italia, dove il ministero dell’Ambiente è arrivato a classificare le agevolazioni fiscali riservate alle società armatoriali (Tonnage Tax) come “Sussidi Ambientalmente Dannosi”. Un assurdo, perché negli ultimi anni le emissioni prodotte sono complessivamente aumentate, ma a fronte del raddoppio della flotta di bandiera italiana. E il trasporto via mare è di gran lunga la modalità più ecologica.

Per mancanza di personale a Genova si accumulano disagi addirittura alle procedure di analisi sui prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani. Uno scanner per la Dogana costato 6 milioni è utilizzato part-time per assenza di risorse umane. La macchina portuale è complessa, per funzionare a pieno regime ogni addetto, sia pubblico che privato, deve poter lavorare al meglio, l’ottimizzazione del ciclo operativo comporta sensibili risparmi a tutto vantaggio della clientela finale. I tempi di resa della merce sono diventati fondamentali in chiave competitiva, a Genova sembrano un optional. Invece di spingere autorevolmente per un riequilibrio modale, forse sollecitata dai proprietari di autostrade o dai produttori e gestori di camion, la città rifiuta l’unica ferrovia merci che potrebbe supportare la crescita, cioè l’alleanza tra Fs e Svizzera.

Il porto di Genova si è fatto sistema di credenze salvifiche, domina un nuovo familismo amorale privo di valori e solidarietà, che disprezza la dimensione civica, non riconosce il merito, non rispetta i diritti. L’uomo del familismo conosce e riconosce solo il potere, inteso come forza e capacità di costringere gli altri. Non ha morale. Vuole proteggere il proprio benessere, i propri privilegi, la propria evasione fiscale. “L’altro” è il diverso, l’estraneo; è un potenziale pericolo da cui difendersi. L’altro in quanto tale non merita rispetto. Si è formato e tende a prevalere un nuovo blocco sociale reazionario, fatto di operai disoccupati, di ceti medi in rovina e, in più, di una parte di operai e di ceti medio-alti protetti e corporativi. È crollata la cultura della programmazione. Le grandi questioni sono affrontate con la superficialità e l’improvvisazione di uno spot, uno slogan, un tweet, una chiacchiera da bar. L’idea di comunità è evaporata, si è appiattito il livello dello scambio politico.

Visioni, futuro, cultura di sistema? Il presidente Signorini sembra impotente, imprigionato e sconnesso da una struttura di Palazzo impalpabile nella sostanza ma rigida nell’imbrigliare, specchio di una città refrattaria alle regole, che respinge competitività e concorrenza, che consuma più di quanto produce e che protegge le rendite di posizione per evitare l’apertura al mercato alle imprese più competitive. Ad esclusione di Msc che continua tenacemente a scommettere, non c’è una sola compagnia internazionale che trasformi Genova nella sua base di traffico. L’export non è più una soluzione vincente ma solo una scialuppa di salvataggio.

La via della seta? Una politica seria, dovrebbe immaginare un’alleanza di nuovi traffici con la Cina, con la conseguenza che Cosco investe, costruisce e gestisce un grande terminal e la diga. Niente di tutto questo, solo fumogeni. E così il maggiore pericolo diventa quello della deriva. C’è qualcuno che sta cercando di capire come sarà il sistema dei trasporti tra quindici, vent’anni? I grandi vettori marittimi stanno scendendo a terra, occupano le infrastrutture dei porti, estendono la loro presenza anche alla catena logistica terrestre, svolgendo attività di trasporto ferroviario e stradale. Porti e shipping vivono una stagione di enormi cambiamenti e nessuno s’interroga su un futuro nel quale presto potranno anche apparire nuovi modelli di business dominati dai grandi venditori via Internet, che si stanno costruendo le loro navi, le loro grandi catene di distribuzione. E Genova rischia lo spazio di una figurina.

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Commenti inseriti: 444 — pagina 6 di 18

Spedito da: Camaldoli Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 15:05

Me tastu

Anche no. Manica di incapaci. Contship ha avuto dallo Stato italiano azzerate le tasse d’ancoraggio e delle merci a Gioia T. e Cagliari. Hanno ottenuto alleggerimento a carico dello Stato di 400 lavoratori inseriti nella Agenzia del lavoro a Gioia T.. La pressione dell’unico cliente a Gioia T. per ottenere tariffe più basse di Tangermed e la richiesta di investire al 50% nel terminal li ha messi fuori gioco.
Toninelli esulta per l’ingresso degli Svizzeri nel terminal come unici proprietari. Non capisce, forse nessuno gli spiega, che le conseguenze per Cagliari erano evidenti. Il traffico non è sparito è andato a Tangermed. Dopo aver guadagnato, anche grazie agli aiuti dello Stato, chissenefrega dei lavoratori di Cagliari che sono ben più di 200 quelli fottuti. A Gioia T. Si erano presi impegni gli Svizzeri a diversificare a cominciare dal bacìni di carenaggio. Nulla. I 400 nella Agenzia non vedono futuro, se non l’assistenza se ci sarà alla scadenza. Per non parlare diz Taranto. Anche li, azzerate le tasse nulla è valso a far tornare il traffico. Lo Stato ha speso 400 milioni in opere. Ad ora niente. Si aspettano i turchi, che se va bene utilizzeranno 100 lavoratori dei 500 nella Agenzia. La produzione industriale sta calando, i traffici pure. Non dico che è necessario trovare una soluzione, ma almeno il quadro di quello che sta accadendo chi governa cerchi di capirlo.

Spedito da: Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 13:52

Il carbonaio

Due milioni di passivo, nel 2019. Chi li mette i soldi per ripianare il bilancio della Culmv quest'anno? Quelli di Lotta comunista? Le associazioni pacifiste? Mi viene da ridere

Spedito da: porto Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 11:50

Max

FESTA DEI CAMALLI domani e sabato a San Benigno??? Si mangia, si beve e si canta e si suona? Cosa si festeggia? E poi A CASA NOSTRA??? Ma non è proprietà dell'Autorità portuale??? bah...

Spedito da: Liverpool Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 11:38

Red Hook

Giusto, come butta compagni??? Che ne è della Compagnia travolta dalla mutazione che ripropone scelte ormai incomprensibili come fossero dogma salvo poi legarsi sottobanco a tutte le forme di imprenditoria, anche quella che ha regalato ai populisti l’egemonia sulle masse???

Spedito da: Roma Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 11:20

Trasportounito

PER IL TERZO VALICO - EMARGINATI GLI AUTOTRASPORTATORI LIGURI -
Ditte di autotrasporto non liguri e quindi non presenti sul territorio e contemporaneo strangolamento tariffario con una richiesta inaccettabile di sconti.
Questo in sintesi il j’accuse contenuto in una lettera denuncia che come Associazioni degli Autotrasportatori Cna Fita – Confartigianato Trasporti – Fai – Trasportounito abbiamo trasmesso all’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria Dr. Benveduti.
Conclusa la parte dei lavori affidata a COCIV, l’incarico di realizzare e completare i lavori sul versante genovese del terzo valico è stato affidato a Pavimental, che quindi va a gestire anche prestazioni dei servizi di trasporto, erogati da imprese residenti sul territorio.
Il nuovo soggetto incaricato si è presentato comunicando la volontà di ridefinire gli incarichi dei servizi di trasporto, coinvolgendo aziende che non hanno sede operativa in Liguria e revisionando inoltre i contratti con le aziende di trasporto, con un significativo abbassamento tariffario che andrà a pregiudicare le condizioni minime di garanzia della sicurezza stradale e della regolarità delle condizioni di lavoro.
Il rischio di chiusura di aziende liguri di autotrasporto è altissimo in uno scenario di crisi e sofferenza finanziaria che costringe già oggi la maggioranza delle imprese a operare sul confine della sopravvivenza.
Si prospetta quindi una nuova grave crisi occupazionale per il territorio che richiede da parte delle istituzioni un intervento immediato, senza il quale le Imprese avvieranno l’apertura dello stato di agitazione.


Spedito da: Torino Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 09:26

Enrico Vigo

@ G.Merello

NUOVA SEDE JOINT FINCANTIERI-NAVAL

A Ponente le servitù zozze e a Levante i posti di lavoro pregiat, Bono questa volta ha ciccato, lo fischieremo alla prima occasione. Nessuno mai a Genova fa rilievi di questo genere, è talmente radicata l'abitudine a gettare monnezza solo a Ponente che oramai ci si può aspettare di tutto. Ma pian piano la città martoriata si rubella, i vecchi mansueti serbatoi di voti sono saltati, il fugace passaggio elettorale di protesta via M5S e Lega sta mostrando tutta la sua inutilità, presto saranno "cavoli amari" per qualsiasi amministratore comunale protempore, il Ponente si è svegliato!

Spedito da: Topolinia Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 08:40

Topolino e Minnie

Inerente all articolo di stamattina che i camalli rifiutano di imbarcare, come se un dottore rifiuta di visitare, un avvocato di difendere, un fruttivendolo di vendere frutta , ma parlate con i vostri padri cosa facevano, o nel dopo guerra .. , voi non vi avvicinate nemmeno a quel modello lavorativo di 40 anni fa .
Paride Batini se ci fosse vi manderebbe al x vte pra" di mezzo a calci , ma lui non c è e voi credo proprio siete alla fine di un grande percorso .

Comunque dopo grandi salti ci sono sempre grandi cadute .

Fate uno sciopero per la Piaggio e siete stati solidali alla Piaggio e poi ... Ma sapete cosa fanno alla Piaggio oppure vivete per fare sagre e scioperi ? Sapete cosa servono i droni militari oppure credete che servono per fare selfy quando mangiate ?
Perché se aiutate i lavoratori piaggio a tenere il loro lavoro oppure Fincantieri e poi boicottate i vostri traffici marittimi ... Ma chi vi sta seguendo nelle vostre scelte ?
Tanto ora sono tutti dedicati alla sagra , escono sui giornali che non hanno i soldi e sono tanto agitati che festeggiano .

Buon divertimento per la sagra , io nel mentre vi guardo e guardo come una grande organizzazione sta riuscendo a sparire .

Spedito da: Milano Pubblicato il: 20 giugno 2019 alle 07:36

Pioggio

Camalli CGIL UIL Cisl - camalli sindacato , carico fermo una volta per i camalli, una volta per il sindacato, ma alla fine sono sempre loro .
Scendono in piazza per il lavoro, questi portano lavoro e. Boicottano.
Sarebbe da chiedere cosa ne pensasse Paride.
Questa culmv è alla balìa delle onde.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 giugno 2019 alle 18:40

G. Merello

@ Enrico Vigo

In effetti sulla sede italiana della nuova società Fincantieri- Naval Group per le navi militari, che nelle intenzioni di Bono e dei francesi sarebbe l'inizio per un polo europeo della difesa, si legge l'interesse particolare per l'ex ospedale psichiatrico di Quarto.
Capisco le perplessità, personalmente non credo che tale ubicazione (se confermata) sarebbe per "faraonismo", a parte che non si parla finora di numero di addetti.
Credo però che non a caso per l'IIT di Morego si pensò a tale ubicazione, scartata forse a quanto ricordo perchè non adatta come struttura a certe apparecchiature dell'IIT.
In sostanza forse si pensa a tale ubicazione (di proprietà CdP) da ristrutturare, come a un piccolo "parco tecnologico" nel verde e con spazi per parcheggi.
A differenza di quello degli Erzelli, in zona ben collegata con mezzi pubblici, oltre naturalmente da connettere in rete con il mondo.
Tutti da vedere gli sviluppi, ma ci sono buone premesse quando c'è di mezzo l'AD Bono.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 19 giugno 2019 alle 10:39

CONFETRA

Confetra guarda con grande interesse al "Progetto speciale per la digitalizzazione del-le procedure doganali nei porti", presentato ieri, a Roma, dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli(ADM).
Gli obiettivi di velocizzare e omogeneizzare le procedure doganali presso i nostri porti e semplificare gli adempimenti amministrativi,attraverso le nuove tecnologie digitali, riducendo così tempi e costidell'intero processo di sdoganamento, non possono che trovare ilnostro convinto sostegno, rispondendo alle criticità piùvolteevidenziate dagli operatori del nostro settore. In particolare, ècondivisibile e strategico non solo per la filiera dei trasporti edella lo-gistica, ma per l'intera economia italiana,l'obiettivo indicato nel suo intervento dal di-rettore di ADMBenedetto Mineo, di "arrivare a una catena logistica senzasoluzione di continuità in cui merci sdoganate in mare transitinocelermente nel porto grazie alla gate automation, per indirizzarsiquindi a destinazione lungo un fast corridor", conl'in-tenzione di "contribuire alla riduzione delle inefficienze nella movimentazione multi-modale delle merci, così daaumentare la competitività del sistema portuale nella rete transeuropea e attrarre nuove correnti di traffico".Itempi di transito delle merci nelviaggio tra origine edestinazione sono un elemento decisivo di competitività dei sistemiproduttivi, al pari di quelli più tradizionali (costo del denaro, credito, flessibilità del lavoro, produttività, oneri burocratici).Occorre quindi superare un vecchio approccio che vede i due settoridella produzione e della logistica come universi separati. Oggi iclienti sono globali, dal punto di vista sia del prodotto che del servizio. Dunque, la competitività del sistema Paese dipende dallariuscita del matrimonio tra manifattu-ra e logistica e dalle sinergiedi sistema.E a dimostrazione della funzione strategica per la nostra economia di"una catena lo-gistica senza soluzione di continuità", unflusso merci senza tempi morti, colli di botti-glia e diseconomie,occorre sempre ricordare che le attività dei terminal portuali, del cargo merci ferroviario e diquello aereo, l'autotrasporto, l'attività logistica dei magaz-zini e dei corrieri, gli interporti,i servizi postali, le imprese di spedizioni internazionali e tutte lealtre attività economiche legate al nostro settore, rappresentano il 9% del Pil nazionale, 108 mila imprese e 85 miliardi di valore.
Un altro progetto strategico di ADM, complementare alladigitalizzazione delle proce-dure doganali nei porti, la cui realizzazione sta particolarmente a cuore a Confetra, è lo"Sportello unico doganale e dei controlli" (SUDOCO), che porterà sotto la gestione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli glioltre 80 tipi di controlli diversi cui oggi lemerci possono esseresoggette in entrata e in uscita dai porti. Sarebbe una rivoluzione alungo attesa, frutto di una nuova concezione del rapporto traamministrazione pubblica e operatori economici,che, orientato allosviluppo, con-sentirà agli stessi operatori di interagire per viatelematica attraverso una "interfaccia’ unitaria per larichiesta, il controllo e lo scarico dicertificazioni, nulla osta e autorizzazioni.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 19 giugno 2019 alle 07:00

Enrico Vigo

A QUARTO EX-PSICHIATRICO LA SEDE JOINT VENTURE ITALO FRANCESE (NAVI MILITARI)?

Faraonismi d'altri tempi, il grattacielo vuoto ex-Ansaldo di Sampierdarena va 100 volte meglio per logistica, tempi, ubicazione.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 18 giugno 2019 alle 13:21

G. Merello

Leggendo Pilotina, credo fuori equivoci meglio dire chiaramente che a Genova, dentro a quel "pacco" che è stata la Legge Genova (e Ischia) con le misure post catastrofe Morandi "filtrate" dai 5 Stelle, c'è solo la Zona Logistica Semplificata, che certo è meglio di niente e da far fruttare.
Ma che non è la Zona Economica Speciale, ben altra cosa elargita a piene mani nell'Italia speciale a tempo pieno..

Spedito da: Torino Pubblicato il: 18 giugno 2019 alle 08:59

Enrico Vigo

@GP BOTTA

ZES e ZLS in ValPolcevera

per informare urbi et orbi delle potenzialità bisognerebbe produrre una tabella di excel di facile lettura, sintetica al massimo, con tre colonne, indicante in dettaglio i vantaggi in ognune delle tre situazioni:

1. oggi - 2 con ZES - 3 con ZLS

In questo modo si riuscirebbe a trasmettere al pubblico e ai cittadini della Valpolcevera (che secondo me si aspettano ben altro che non l'andirivieni di mezzi pesanti nella loro valle) il messaggio Spediporto. Parliamo però di infrastrutture prima di tutto vanno completati gli svincoli della foce del Polcevera, sponde DX e SX, altrimenti aggiungiamo solo danni ad un territorio sacrificato e martoriato.

Spedito da: SPEDIPORTO Genova Pubblicato il: 18 giugno 2019 alle 01:41

Giampaolo Botta

La nostra proposta è semplice ed è diretta a valorizzare la logistica di primo miglio del Porto di Genova, la Valpolcevera. Come ha ben testimoniato anche il nostro sindaco Marco Bucci esistono potenzialmente nella valle oltre 800 mila mq di aree disponibili. La sfida di Spediporto è anche quella di chiamare a raccolta le migliori professionalità della città, i tanti validissimi professionisti, ingegneri, architetti, commercialisti, avvocati, doganalisti, fiscalisti, tributaristi, geometri, giuslavoristi etc... chiederemo loro di donare qualche ora del loro tempo per provare a disegnare insieme una bozza di convenzione pubblico/privato che possa essere il cuore delle proposte di semplificazioni volte ad attirare investimenti nazionali ed esteri. Perchè i numeri dicono che dove si sono sviluppati modelli di Zone Economiche Speciali o di Zone Logisticeh Semplificate tutto l'indotto ne ha immensamente beneficiato.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 12:51

Forum della Logistica e della Portualita’

Forum della Logistica e della Portualita’ nella sinistra.

Abbiamo svolto al Teatro delle Muse a Roma il nostro incontro sui temi della portualita’ e della logistica. Un incontro che ha visto la partecipazione dai porti italiani di lavoratori, rappresentanti sindacali, di associazioni del cluster marittimo portuale, parlamentari. Si è svolta una discussione sui temi tracciati nell’appello con cui i promotori hanno indetto l’assemblea. Una discussione che ha rilanciato aspettative e entusiasmo e voglia di azione politica dopo tanto tempo di torpore. Il desiderio politico comune è quello di ritrovare una capacità di dialogo e ascolto tra quanti operano nella portualita’ e nella logistica nelle diverse posizioni e i parlamentari di riferimento e le responsabilità di partito.
L’obiettivo è quello di far emergere una visione e una elaborazione comune e collegiale che vada oltre i settori produttivi in cui la sinistra ha un radicamento. Per queste ragioni abbiamo dedicato attenzione,nella riflessione che abbiamo svolto, alla logistica nel suo insieme e in particolare a quei settori produttivi oggi scarsamente sindacalizzati e che la politica non considera sufficientemente.
Alcuni numeri che ci fanno capire quanto sia importante occuparci politicamente della logistica intesa in modo ampio: sono 900 mila i lavoratori nel settore, di cui solo nel magazzinaggio 350 mila. Questi lavoratori, in gran parte, non hanno protezione alcuna, gran parte immigrati, occupati in cooperative spurie dove vige il caporalato. Avvertiamo il rischio che questa situazione che prevale nella logistica possa imporsi, con azioni tese a deregolamentare e a mettere in crisi anche le imprese che operano in un mercato regolato,anche nella portualita’.
I partecipanti all’incontro hanno deciso di costituirsi in Forum permanente della Logistica e della Portualita’ nella Sinistra. Un luogo di dibattito, confronto e iniziava politica capace di far crescere l’attenzione e di stimolare il coinvolgimento di quanti, a cominciare dai Parlamentari, hanno a cuore i problemi del settore. L’attività del Forum dovrà servire per scambiarci esperienze, indire iniziative di studio e approfondimento e manifestazioni e incontri pubblici. Vi chiediamo di confermare la vostra adesione al Forum ed estenderla ad altre persone interessate, in modo da mettere in rete i contatti e per facilitare le comunicazioni. Chi è interessato può scrivere a
logiporf.forum@gmail.com
Buon lavoro a tutti.

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 12:14

marco

Anch'io penso, e come me molti altri, che il ponente genovese sia in credito. Non so però se sarà fattibile l'expo a ponente vista la riottosità storica a traferire colà, metaforicamente parlando, "eccellenze" essendo più agevole trasferirvi servitù, e qui mi butto, per osmosi forse, visto che le servitù ci sono già.
A testimonianza di ciò crescono le pile di vuoti che non sono alberi della vita come quelli dell'expo, casomai fattori di inquinamento e deturpazione del litorale. Fatta la premessa vengo al dunque. Da quando sono state assegnate le aree al gruppo Spinelli a ponente presso il depuratore di Voltri è aumentato l'inquinamento, certamente quello sonoro, oltre alle polveri.
A ponente sono state fatte lotte coronate da successo per l'insonorizzazione dell'A10 e ora bisogna di nuovo tenere le finestre chiuse per il rumore insopportabile. Senza entrare in polemica ma una volta tanto facendo una proposta operativa (quella delle dune l'avevo già fatta prima che la situazione peggiorasse): perché non utilizzare i pannelli fonoassorbenti installati sull'autostrada per realizzare un tunnel nel quale fare le manutenzioni;non so se colpiscono con mazze o magli ma il rumore credo vada oltre i decibel consentiti dalla legge tanto più che queste lavorazioni avvengono in aree prossime all'abitato. Un po' di buonsenso non guasterebbe prima di arrivare ai soliti scontri. E non si dica poi che sono i comitati quando la protervia di certuni se le va a cercare.
Dulcis in fundo, se faranno orecchie da mercante, proporrei che la Circoscrizione si attivasse per installare una centralina di registrazione per verificare se ci sono superi non consentiti. La soluzione c'è, basta la buona volontà.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 11:03

G. Merello

NUOVA SOCIETA' FINCANTIERI-NAVAL GROUP

Sembra sfuggita su Pilotina l'importanza della notizia di prima pagina alla quale ho accennato sabato scorso.
Nell'oceano di cose negative riguardanti Genova (e di cose positive riguardanti "Trieste first", che da sempre gode di potenza politica e ottima stampa) è sfuggita l'importanza della firma, a bordo di una fregata a Spezia, sulla nascita della nuova società (Poseidon?) paritetica fra Fincantieri e Naval Group francese nel campo navi militari.
Con sede logicamente a Genova.
Con l'occasione ricordavo ai tanti smemorati (compreso Wikipedia che alla voce Fincantieri-storia è totalmente disinformata) che non a caso la sede della nuova società italo-francese, con prospettive economiche, tecnologiche e lavorative importanti, è stata richiesta dagli stessi francesi, come ha detto Bono, a Genova.
Nella tradizione di auto-svalutazione e memoria corta genovese, persino il Secolo XIX nei suoi ampi servizi non ha detto chi e dove è la più "nascosta" sede d'Italia, ossia la Direzione Navi Militari Fincantieri di Genova, nel grande palazzo di via Cipro. Infatti nell'intervista di sabato a Giuseppe Bono in tale luogo si leggeva "..nel salone dell'austera sede genovese di Fincantieri" stop.
Per me è stata l'occasione per ricordare uno dei tanti "scippi" in campo industriale subiti dalla solita Genova politicamente indifesa, in particolare ad opera del padrone IRI Prodi.
Il quale nel 1984, quando vi fu la fusione in Fincantieri dei Cantieri Navali Riuniti (sede via Cipro Genova, officine e bacini a Genova e cantieri sia mercantili che militari a Riva Trigoso, Muggiano/Spezia, Palermo e Ancona) con Italcantieri Trieste ed altri cantieri minori, Prodi & C politicamente assegnarono la sede centrale Fincantieri non a Genova ma a Trieste, seppure posta al confine d'Italia.
Ogni tanto bene ricordare i fatti..

Spedito da: Milano Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 10:02

Enrico Vigo

EXPO2030@PEGLI

Esilarante, qualcuno ha abboccato. Intanto si parla di candidatura in competizione col mondo, che ha tutto il sapore di doping elettorale di questo centrodestra nullo su tutti i fronti, a cui resta solo l'opzione di far sognare e raccogliere per questo consensi nell'immediato, una cambiale che non sarà mai pagata.
Ponente di Genova inadatto a qualsiasi evento, tra 11 anni è vero che avremo una Genova migliore, (nonostante questo centrodestra sterile), ma ricordiamoci che sono finite i tempi delle elargizioni per eventi come EXPO. Qualora EXPO fosse va messo in gioco il vero potenziale della città, magari a macchia di leopardo diffusamente, a Pegli si può andare a bere una granita fresca alla menta e poco più.

Inshallah.

Spedito da: Capo Verde Pubblicato il: 17 giugno 2019 alle 01:58

Piero

Ottima l’idea di una Expo a Genova, fra cinque sei anni la città sarà meglio infrastrutturata.
Io avrei l’idea di fare questa Expo non in centro ma a ponente a Pegli località con un passato turistico di qualità e credo che con un adeguato restauro Pegli possa tornare ad essere un richiamo visto i tesori le bellezze nascoste e per la qualità della vita.
Una Expo a Pegli coinvolgerebbe di conseguenza Sestri Pra e Voltri .
Una Expo richiama investimenti, Genova centro e levante sono già belle e vivibili così mentre il ponente ha solo dato e mai ricevuto adeguati compensi per il suo sacrificio

Spedito da: savona ma sono Ge9se Pubblicato il: 16 giugno 2019 alle 19:32

Gianetto Antonio

Nuova diga di Vado Ligure: dai test risultati positivi
Sono state effettuate nei giorni scorsi presso i laboratori dell'Istituto di Idraulica di Padova le prime prove di stabilità della nuova diga, in progettazione per proteggere il bacino portuale di Vado Ligure
Le speciali vasche del laboratorio consentono di effettuare test su un modello in scala 1:50, per verificare il comportamento della struttura rispetto alle sollecitazioni derivanti da onde crescenti, corrispondenti ad eventi meteo marini che statisticamente ricorrono in periodi variabili dai 10 anni ai 500 (situazione di onda estrema). Le prove hanno dato risultati molto favorevoli: la struttura ha retto ottimamente alle crescenti sollecitazioni, permettendo di compiere un'importante passo avanti nella definizione del progetto e di superare uno degli adempimenti espressamente richiesti
dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel voto di approvazione.
Fonte: https://www.portsofgenoa.com/
Le dighe non servono anche per proteggere le navi in manovra? Con tempo cattivo, se saranno troppo corte, cosa succederà?

Spedito da: Pubblicato il: 16 giugno 2019 alle 14:04

giorgio.carozzi

@Amico Alex
Ti ringraziamo per questa ventata di parole antiche ma sempre fresche e vere...E anche perché finalmente rilanci il tema cruciale di una sinistra che pare si decida a ritrovare un minimo di identità e sostanza. Amico, dialogare con te eleva il livello qualitativo dello spirito e attenua lo sconforto dilagante...

@errico
hai ragione da vendere, Amazon premia pochi e fa terra bruciata di molti.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 16 giugno 2019 alle 13:36

AMICO ALEX


METTETE DEI FIORI NEI VOSTRI MITRA

Vecchio Baciccia,
Abbiamo affidato il nostro Vecchio Cuore Rossoblu ad un timoniere retrocesso. E' come affidare un'Autorità di Sistema in crisi di futuro ad un boiardo di Stato anonimo e dipendente o come affidare il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ad un perito assicurativo.
Il risultato è la situazione del Porto di Genova o quella del MIT. Nel primo caso si naviga a vista in quell’oblio della classifica, un purgatorio che ad ogni partita può diventare inferno o paradiso. Nel secondo si retrocede, senza paracadute.
Da quando il buon Mitra ha lanciato il sasso ricevo messaggi di cordoglio per l'iniziativa, battezzata dal diluvio ma illuminata dal sol dell'avvenire.
Voglio quindi approfittare della tua generosa disponibilità, Vecchio, per dissipare le incertezze di Carlo e cancellare le speranze dei soliti uccellacci: l'iniziativa degli autoconvocati è stata un nuovo inizio per la sinistra portuale nonostante Tullo e tutti.
Partiamo dalle certezze: la FILT neppure la sala ha concesso, quindi non è stata un'iniziativa retrosindacale per fortuna della sinistra, aggiungo io. Mariani ha superato brillantemente l'esame ma non la prova costume a giudicare dal dress code casual, standing da Amministratore Delegato, giaccone di pelle aperto da navigator.
Dalla Sala Donatella Turtura al Teatro delle Muse il passo è breve. La platea pare la spiaggia dei Sassolini di Scauri: molti napoletani, rappresentanze dei promotori, Tullo seduto all'estrema destra dell’emiciclo poiché il manifesto di autoconvocazione recita senza se e senza ma “Avvertiamo, con sempre maggiore forza, la necessità di riprendere un percorso di elaborazione, riflessione e iniziativa da parte delle forze di sinistra e di progresso nel nostro paese sui temi portuali e della logistica”.
Il tema centrale, riassunto dal dispaccio numero 1 circolato nei giorni successivi al Forum della Logistica e della Portualita’ nella sinistra, è stato “il desiderio politico comune di ritrovare una capacità di dialogo e ascolto tra quanti operano nella portualita’ e nella logistica nelle diverse posizioni e i parlamentari di riferimento e le responsabilità di partito. L’obiettivo è quello di far emergere una visione e una elaborazione comune e collegiale che vada oltre i settori produttivi in cui la sinistra ha un radicamento”.
Suggerisco a Franco di ragionare il nuovo soggetto come iniziativa da collocare all'interno del centrosinistra per evitare di circoscrivere troppo il perimetro di azione. Se il PD infatti è la forza a cui proporre la sintesi dell'elaborazione, passo dopo passo, provvedimento dopo provvedimento, coinvolgendo anche i gruppi parlamentari che non possono esaurirsi con l'intervento e la presenza della Lella, così si deve evitare l'errore di specchiarsi a testa in su nella tettoia di Norman Foster al Vecchio Porto di Marsiglia. La dialettica, per tornare ai fondamentali e da lì ripartire, è dinamica, è movimento.
Caro Mitra, sparare a salve non so se aiuti e a vincere le battaglie, certamente è utile a perdere le guerre. E qui di battaglie ne abbiamo perse già troppe.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 giugno 2019 alle 13:27

Errico Malatesta

E' incredibile come nessuno abbia fiatato sulla ventilata entrata di Amazon in porto...
Eppure sarebbe una mossa epocale che stritolerebbe tutti ma dico tutti gli equilibri dello scalo genovese. A cominciare dalla Compagnia Unica per finire a questi sedicenti operatori portuali che si vedrebbero piano piano divorati da chi, come Amazon, ha un solo obiettivo: distruggere ogni corpo intermedio della catena produttiva.
Bravi. Fatevi fregare dalle sirene di qualche decina di nuovi assunti....per sostituirne centinaia.



Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 giugno 2019 alle 05:34

Mojo Hand

@davide maresca

Caro Davide,
solo Lega e 5stalle sono riusciti a superare l'esilarante versione dei "patrioti" organizzata da Berlusconi qualche anno fa per tentare di rilanciare (!) Alitalia. Ma continuano a restare al Governo mentre i treni (gli aerei cerco di non prenderli) fanno sempre più schifo (ma i loro uomini li hanno piazzati, eccome).
Quello che non capisco è perché non vi sia davvero una sollevazione generale contro questi. Come la nettezza urbana, l'Amiu, nel nostro piccolo. Un degrado totale.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 giugno 2019 alle 15:43

G. Merello

Un breve cenno alla notizia prevista da tempo e ufficializzata con la firma ieri a Spezia, su una fregata Fremm, della nascita della società mista Fincantieri/Naval Group francese campo navi militari, con sede a Genova.
Forse nella stessa sede in via Cipro della Direzione Navi Militari, già storica sede centrale dei gloriosi Cantieri Navali Riuniti, operante nelle navi mercantili e militari, prima della fusione con Italcantieri Trieste in Fincantieri.
Imperante Prodi nell'IRI, con sede centrale portata naturalmente e politicamente a Trieste.
Insomma, un piccolo risarcimento, oltre che dettato dalla logica e realtà delle cose, come spiegato da Giuseppe Bono.

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