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A piedi nudi nel porto degli spiedini di nuvole

Il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri è ormai il simbolo della città dei progetti mancati, sinonimo delle complessità burocratiche e dei ritardi che uccidono l’economia. La frantumazione della corretta concorrenza tra imprese (eclatante il caso della gabella Ici imposta al solo porto di Voltri-Pra’) è il pane di una politica grottesca, impegnata solo a rallentare la crescita. E ad alimentare il braciere degli spiedini di nuvole con la legna di una narrazione distorta: perché a Genova i problemi non si risolvono, si accantonano, alzando paradossalmente il livello di promesse e boutade. Da una parte la politica usa le imprese, ma dall’altra viene usata per tutelare posizioni di mercato, concessioni, servizi di interesse generale. Tra allegri e periodici giri di valzer che sanciscono l’incapacità di capire e di incidere sulle scelte strategiche.

Non sono solo gli irrisolti e pesantissimi tormenti finanziari della Culmv (mille portuali) ad inquietare gli operatori e ad allarmare Toti, Bucci e il cardinale Bagnasco che non vorrebbero guai per la loro immagine. I buchi neri sono ormai tanti e tali da lasciare sconcertati gli osservatori internazionali dello shipping che auspicavano una svolta sulla spinta dell’orgoglio ferito. La Torre Piloti? Forse, un giorno… Intanto i moli si sgretolano, treni e retroporto restano una chimera, non esiste un regolamento per i servizi portuali, le sentenze dei Tribunali sono vissute come unica certezza dagli utenti. Perde colpi una delle poche eccellenze riconosciute universalmente nel mondo della cultura, quella della preparazione fornita dall’università del mare. In nessun altro Paese lo shipping continua a trovare ostacoli come in Italia, dove il ministero dell’Ambiente è arrivato a classificare le agevolazioni fiscali riservate alle società armatoriali (Tonnage Tax) come “Sussidi Ambientalmente Dannosi”. Un assurdo, perché negli ultimi anni le emissioni prodotte sono complessivamente aumentate, ma a fronte del raddoppio della flotta di bandiera italiana. E il trasporto via mare è di gran lunga la modalità più ecologica.

Per mancanza di personale a Genova si accumulano disagi addirittura alle procedure di analisi sui prodotti che finiscono sulle tavole degli italiani. Uno scanner per la Dogana costato 6 milioni è utilizzato part-time per assenza di risorse umane. La macchina portuale è complessa, per funzionare a pieno regime ogni addetto, sia pubblico che privato, deve poter lavorare al meglio, l’ottimizzazione del ciclo operativo comporta sensibili risparmi a tutto vantaggio della clientela finale. I tempi di resa della merce sono diventati fondamentali in chiave competitiva, a Genova sembrano un optional. Invece di spingere autorevolmente per un riequilibrio modale, forse sollecitata dai proprietari di autostrade o dai produttori e gestori di camion, la città rifiuta l’unica ferrovia merci che potrebbe supportare la crescita, cioè l’alleanza tra Fs e Svizzera.

Il porto di Genova si è fatto sistema di credenze salvifiche, domina un nuovo familismo amorale privo di valori e solidarietà, che disprezza la dimensione civica, non riconosce il merito, non rispetta i diritti. L’uomo del familismo conosce e riconosce solo il potere, inteso come forza e capacità di costringere gli altri. Non ha morale. Vuole proteggere il proprio benessere, i propri privilegi, la propria evasione fiscale. “L’altro” è il diverso, l’estraneo; è un potenziale pericolo da cui difendersi. L’altro in quanto tale non merita rispetto. Si è formato e tende a prevalere un nuovo blocco sociale reazionario, fatto di operai disoccupati, di ceti medi in rovina e, in più, di una parte di operai e di ceti medio-alti protetti e corporativi. È crollata la cultura della programmazione. Le grandi questioni sono affrontate con la superficialità e l’improvvisazione di uno spot, uno slogan, un tweet, una chiacchiera da bar. L’idea di comunità è evaporata, si è appiattito il livello dello scambio politico.

Visioni, futuro, cultura di sistema? Il presidente Signorini sembra impotente, imprigionato e sconnesso da una struttura di Palazzo impalpabile nella sostanza ma rigida nell’imbrigliare, specchio di una città refrattaria alle regole, che respinge competitività e concorrenza, che consuma più di quanto produce e che protegge le rendite di posizione per evitare l’apertura al mercato alle imprese più competitive. Ad esclusione di Msc che continua tenacemente a scommettere, non c’è una sola compagnia internazionale che trasformi Genova nella sua base di traffico. L’export non è più una soluzione vincente ma solo una scialuppa di salvataggio.

La via della seta? Una politica seria, dovrebbe immaginare un’alleanza di nuovi traffici con la Cina, con la conseguenza che Cosco investe, costruisce e gestisce un grande terminal e la diga. Niente di tutto questo, solo fumogeni. E così il maggiore pericolo diventa quello della deriva. C’è qualcuno che sta cercando di capire come sarà il sistema dei trasporti tra quindici, vent’anni? I grandi vettori marittimi stanno scendendo a terra, occupano le infrastrutture dei porti, estendono la loro presenza anche alla catena logistica terrestre, svolgendo attività di trasporto ferroviario e stradale. Porti e shipping vivono una stagione di enormi cambiamenti e nessuno s’interroga su un futuro nel quale presto potranno anche apparire nuovi modelli di business dominati dai grandi venditori via Internet, che si stanno costruendo le loro navi, le loro grandi catene di distribuzione. E Genova rischia lo spazio di una figurina.

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Commenti inseriti: 166 — pagina 2 di 7

Spedito da: Pubblicato il: 15 maggio 2019 alle 13:49

Fiom Cgil Genova

RIPARAZIONI NAVALI:SOLIDARIETA’ PER GMG E CAMPANELLA

Ieri mattina i lavoratori di GMG e Campanella, aziende operanti nelle Riparazioni Navali del Porto di Genova, si sono recati in sciopero in Consiglio Regionale per denunciare la grave situazione che stanno vivendo: da mesi senza stipendio e con forti preoccupazioni per il futuro lavorativo. L’Ordine del giorno scaturito dalla riunione tra capo gruppo e lavoratori impegna il Consiglio in una serie di atti a favore delle maestranze che comprendono anche la definizione di un Accordo di Programma dedicato al settore delle Riparazioni Navali.
Inoltre, è stato fissato un appuntamento con la Presidenza della Regione e con l’Autorità di Sistema Portuale e Confindustria per giovedì 16 maggio, in concomitanza del quale è stato proclamato lo sciopero dell’intero comparto delle Riparazioni Navali del Porto di Genova in solidarietà ai lavoratori GMG e Campanella.

Fiom Cgil Genova

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 maggio 2019 alle 12:42

antonella

@carlo mitra
a proposito dell'invito di Blek Macigno Bucci, ci sarebbe davvero bisogno del ritorno/rinascita di grandi sindacalisti come carlo mitra per riaggregare e dare un po' di identità alle tre sigle sindacali che annaspano nel buio, soprattutto in tema di porto-logistica-trasporto merci ferrovia-industria navalmeccanica ecc... Ma anche quei tempi e quegli uomini ce li siamo fumati...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 maggio 2019 alle 12:16

G. Merello

RINA E PROGETTAZIONE NUOVA DIGA DI GENOVA

Alcune modestissime impressioni personali sul caso RINA-Progetto nuova diga di Genova.
- Innegabile l'importanza, in un porto strutturalmente rimasto fermo ad oltre 100 anni fa (il molo Duca di Galliera è del 1874) di una nuova diga che quando completata e con il secondo sbocco a Ponente permetterà non solo le megaportacontainer a Bettolo ma soprattutto rilancerà tutto il bacino di Sampierdarena, ora asfittico. Dove sarebbe anche possibile la creazione di un nuovo moderno Terminal crocieristico.
- Innegabile pure che è estremamente impegnativo il progetto di una diga su fondali medi di 40 m (a quanto pare la seconda al mondo in tal senso) e soggetta a mareggiate da record.
- Tutti odiamo i ricorsi su gare di appalto, ma in questo caso il RINA pare avere valide ragioni, se come si è letto il suo punteggio tecnico è stato superiore e la veronese Technital (quella del Mose) ha vinto per un soffio solo grazie al ribasso.
- Domanda da profano: Si potrebbe evitare le lungaggini di un ricorso, unendo in una associazione temporanea RINA e Technital?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 14 maggio 2019 alle 22:39

Carlo Mitra

Buon compleanno Confcooperative!!!
oggi Confcooperative ha festeggiato i suoi primi 100 anni di vita e di presenza nella realtà sociale, democratica ed economica dell' Italia.
una presenza straordinaria, una storia di milioni di Donne e Uomini che solo grazie a questa virtuosa e geniale idea di economia solidale, hanno potuto riscattarsi da endemiche fragilità e realizzarsi come Persone e generare valore e valori.
Una storia che mi ha visto come parte per un importante tratto di strada, dove ho cercato di dare sempre il mio piccolo contributo e resto riconoscente per la ricchezza dell'esperienza vissuta.

Spedito da: Pubblicato il: 14 maggio 2019 alle 22:35

Maurizio Maresca

Ho scritto il mio post prima di leggere le osservazioni di blek macigno sulle quali concordo. E' alcuni giorni che in molti stiamo lavorando proprio per promuovere Genova come centrale dei traffici di corridoio: non sempre riscontrando segni di entusiasmo.
Una situazione in cui (i) Genova non alimenta per nulla il corridoio internazionale ed anzi fa fatica a gestire il suo hinterland, (ii) il traffico è totalmente sbilanciato all’export, (iii) le diseconomie portuali sono ancora numerose (lavoro e attività d’imoresa) e specialmente (iv) non vi sono segnali sul fronte del c.d. “riequilibrio modale” malgrado ferro/mare bonus (perché la quota della gomma e’ intorno al 5% - non al 70 come in Svizzera) è molto importante capire come le forze locali - per vero non sempre così coese - possano rovesciare la situazione (ammesso che ne abbiano l’interesse).

Spedito da: Monaco Pubblicato il: 14 maggio 2019 alle 13:34

Rolando

@maurizio maresca
Per la Germania un primo successo conseguito è rappresentato da un aiuto di Stato di 350 milioni di euro approvato dalla Commissione europea a favore della promozione del trasporto di merci su rotaia appunto in Germania. Con tale contributo si intende rimborsare alle imprese fino al 45% dei diritti di utilizzo della rete che esse devono versare appunto per l'utilizzo della rete ferroviaria. Di conseguenza, i costi dei gestori caleranno, aumentando così notevolmente la competitività dei trasporti di merci su rotaia.
L’obiettivo è anche promuovere gli investimenti in materia di digitalizzazione e automazione. Un esempio consiste nell'automazione dell'accoppiamento, dello smistamento e della spinta dei vagoni merci. Misure che hanno tuttavia senso soltanto se i vagoni merci di tutte le compagnie ferroviarie sono allineati nell'utilizzo di tale tecnologia. Al fine di avviare innovazioni, Sarah Stark, Responsabile Politica europea, tecnologia ferroviaria e trasporto su rotaia presso il Deutsches Verkehrsforum, invoca un programma di lancio sul mercato sovvenzionato dallo Stato del valore di oltre un miliardo di euro! La Stark ritiene che l'inclusione di una voce di bilancio "Programma per il futuro del trasporto merci su rotaia" nel bilancio federale del 2020 costituisca una pietra miliare.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 maggio 2019 alle 12:33

Gianni

Bucci-Maresca
La miglior risposta possibile a Blek Macigno l’ha data cinicamente e con dovizia di particolari il prof. Maresca. Dispiace, e tanto, perché non sono di quelli che non riconoscono al sindaco la voglia e il coraggio di fare anche se con limitate conoscenze portuali. Ma la situazione è quella descritta da Maresca. Dunque la domanda da porsi sarebbe: dove possiamo ancora andare stante questo quadro politico italiano? Bucci il miracolo dovrebbe farlo aggregando lui le poche forze politiche migliori per rovesciare il quadro sul modello svizzero, unico vincente. Ma a quanti imprenditori, esempio, interessa a Genova un’operazione di questo tipo???

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 maggio 2019 alle 11:08

Enrico Vigo

IL RINA PONE LA QUESTIONE DELLA SUA PERMANENZA A GENOVA IN TERMINI MELO-DRAMMATICI

Si apprende dai media che iIn risposta al Presidente Toti che si è premurosamente speso per scongiurare il ricorso del RINA (gara progettazione nuova diga) il Dr.Salerno suo massimo responsabile impietosamente mette a nudo la risaputa carenza infrastrutturale di Genova, una presunta palla al piede allo sviluppo del RINA rispetto alla più appetibile e meglio collegata Milano.

Vero o pretestuoso che sia l’intervento, sta di fatto che innanzitutto non ci voleva certo tanta scienza per ricordarlo, e comunque perlomeno un ufficio milanese già esistente e dichiarato già con un budget in espansione non dovrebbe pregiudicare assolutamente nulla relativamente allo sviluppo del RINA e il trasferimento degli uffici genovesi mi pare assolutamente superfluo per innumerevoli ragioni. Certo non faccio i conti in tasca a nessuno, ma ricordo che il rimanere sempre sul palcoscenico (gratis) implica perlomeno qualche dovere…, giova ricordarlo.

Però non vorrei lasciare l’argomento privo di qualche ulteriore doverosa riflessione. Le motivazioni di un paventato ricorso del RINA riguardano i rischi che il porto di Genova potrebbe correre a causa di una presunta inadeguatezza del vincitore della gara o è solo una mossa (lecita) di preservazione del business?

Nel primo caso l’intervento del Presidente Toti risulterebbe lesivo degli interessi collettivi e del porto, nel secondo caso tale intervento invece risulterebbe essere un “buon consiglio” per non martoriare Genova con ritardi e lungaggini burocratiche che allontanano il tempo del riscatto di questa nostra città lenta, oleosa e grigia, un intervento da applaudire a scena aperta.

Ebbene non credo che questo sia un argomento da poco, da sottovalutare o da lasciare relegato in qualche stanzetta dorata lontano dalle telecamere, dove si bisbiglia, che emerga tutta la verità, si faccia estrema chiarezza su questo punto senza omissioni o forzature, massima trasparenza, qui non si sta decidendo di chi è il punto in una partita a bocce dove scorrono fiumi di vino bianco di Coronata, c’è in gioco l’interesse collettivo ed il futuro di Genova, e qui non si può scherzare.

Caro autorevole Timoniere Giorgio Carozzi, indaghiamo?

Spedito da: Roma Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 23:27

Cesare

Gentile Blek Macigno, riconosco da imprenditore che lei può anche avere le sue buone ragioni, ci sta eccome. Ma prima dovrebbe rivitalizzare il ruolo delle istituzioni preposte anche ad aggregare e stimolare, a cominciare da una a mio modesto avviso debolissima e quasi inesistente Autorità di Sistema. E far viaggiare i cantieri a ritmo di formula uno (mercedes). Le pare?

Spedito da: lagaccio Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 22:31

robert zimmermann

Quando ho letto le dichiarazioni di Giampaolo (ex Empoli) "dire che che perderemo apposta con l'Empoli è un insulto" e ho visto Tonelli (ex Empoli) che non è riuscito a stendare Farias la prima volta e allora lo ha rincorso per buttarlo giu' e provocare il rigore per l'Empoli, ho capito ancora una volta di più l'orgoglio di essere Genoano e di non essere come quelli là.


Spedito da: Janua Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 22:12

Dottor Mabuse

E pensare che io ero rimasto all’adagio “...la classe imprenditoriale genovese non esiste più, quel poco che c’è fa il paio con la più famosa corazzata fantozziana....”.
Ringrazio l’Altissimo per avermi dato la possibilità di leggere un passo così illuminato frutto di un grande statista moderno.......
Bucci mi raccomando sotto il ponte dopo il botto all’amianto via spedito con la riqualificazione del quartiere che gli immobili devono crescere di valore altro che comitati e piagnistei ( ben pagati ) !!
Cordialità botti amianto e “ scusi lei è di Genova?........”

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 15:52

G. Merello

Credo che tutti su Pilotina condividiamo l'invito del Sindaco alla comunità imprenditoriale genovese di promuoversi nel mondo specie in quello dello shipping, cosa "non ancora fatta".
Insomma di svegliarsi, investire e richiamare investimenti.
Penso che su Pilotina ci sia però un plebiscito sulla necessità urgente, a Genova, di una "sveglia generale" per tutti coloro che potrebbero e DOVREBBERO fare molto di più per lo sviluppo materiale e immateriale di una città in grave crisi.
La necessità più impellente, caro Blek Macigno, è quella di aprire gli innumerevoli CANTIERI, a partire dalle infrastrutture, che continuano a restare sulla carta, spesso pur già finanziati. E RIaprire quelli bloccati, molte volte per il fallimento di imprese che troppo spesso vincono gli appalti grazie a gare al massimo ribasso.
Personalmente credo più che giusta e motivata la sua decisione, mi auguro condivisa a tutti i livelli, di accelerare la demolizione del Morandi con l'impiego di microcariche esplosive, pur con tutte le necessarie e previste misure a tutela della salute pubblica.
Il tempo è tutto per una Genova in emergenza..

Spedito da: Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 14:35

Maurizio Maresca

Da una recente occasione di confronto con il mondo scientifico ed economico svizzero, e’ utile segnalare alcuni punti interessanti per chi deve pensare allo sviluppo del nostro paese e di Genova.

A. Nella programmazione 2020/2035 la Svizzera pianifica di investire 250 miliardi (di euro ! ) nella ferrovia per costruire ad esempio tre grandi tunnel nuovi ( due tra Zurigo e la Germania ed uno sotto Ginevra - una linea parallela al corridoio mediterraneo ), raddoppiare la capacità drl Loetchberg ( ben consapevoli che di qui c’e Il Sempione che risale al 1900), costruire un certo numero di inland ports e stazioni attrezzate cittadine (la più importante e Stadelhofen a Zurigo - dove pianificano un investimento importante - Zurigo, anche se capitale economica, e’ molto più piccola di Genova e Stadelhofen è una stazione secondaria a supporto principalmente delle Università ma non solo );

B. Si preoccupano che “solo” il 70% della logistica Svizzera sia su treno mentre si pongono l’obbiettivo (investendoci molto ) del modal shifting per recuperare l’altro 30% (noi siamo al 5 sic!!!! ).

C. Gran parte degli investimenti sono in tecnologia insieme ai due politecnici di Zurigo (ETHZ) e Losanna (EPFL) (dove lavorano e crescono ragazzi di tutte le nazionalità).


Spedito da: Palazzo Tursi Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 12:48

BLEK MACIGNO

Una brevissima considerazione, che vorrei condividere con gli amici di Pilotina alla luce di un dibattito che può trovare sbocchi concreti anche (o soprattutto) grazie all’impegno delle componenti sociali.
Sono convinto che gli imprenditori genovesi sappiano combattere e vincere nel business mondiale, soprattutto e storicamente sulle piazze dello shipping globale. Ma sono altrettanto certo che la comunità degli imprenditori genovesi non lo ha ancora fatto! La comunità imprenditoriale genovese non è conosciuta, il che può provocare ricadute negative. Non è un auspicio, ma una necessità impellente: noi vorremmo che la comunità degli imprenditori si organizzasse finalmente per promuoversi nel mondo! Sarebbe un evento paragonabile a una svolta produttiva per tutti!
Cari saluti a tutti!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 10:30

Enrico Vigo

@ Dr.Rossi di Primocanale/GENOVA.

Si fermi!

Oggi dal sito web di PRIMOCANALE Lei da editore Dr. Rossi lancia un messaggio che mai più avrei voluto ascoltare per il bene della città di Genova.

Ultimamente (purtroppo) ci ha abituati ad affermazioni poco condivisibili, prima sulla GRONDA autostradale e ora sull’AEROPORTO.

In pratica Lei dichiara di sconsigliare alla società di gestione dell’Aeroporto di fare investimenti, in quanto la scadenza della concessione al 2027 metterebbe in pericolo l’esistenza della società stessa, con condivisibile argomentazione.

Forse Lei Dr.Rossi si dimentica che gli ultimi rinnovi di concessione ENAC vennero fatti presentando piani di investimento poi sempre largamente disattesi, e da anni GENOVA TUTTA (Associazioni di ogni ordine e grado, cittadini-utenti, e sopratutto i vettori che investono, etc.) si aspetta un upgrading infrastrutturale dell’aeroporto proprio per consentire alla società di gestione di evitare l’ennesimo passo falso nel redigere il capitolato di messa in vendita ad un socio industriale (privatizzazione) delle quote societarie.

Se da una parte condivido l’auspicio di un prolungamento della concessione per mettere al sicuro il progetto di privatizzazione, questione di buon senso che va sicuramente affrontata, ma giammai oggi vanno bloccati gli investimenti che sono già in folle ritardo, e che seguendo il suo consiglio rischiano di risultare promesse fasulle non mantenute, o altro meglio visto qualora la Magistratura volesse metterci lo zampino (cosa di cui non mi meraviglierei per nulla se accadesse, si ricordi che siamo a Genova) o se ENAC volesse chiedere conto dell’operato e degli impegni disattesi, con le conseguenze del caso per la società e per i suoi amministratori, e per GENOVA.

Caro Dr. Rossi, per la stima che ho in Lei e per le sue condivisibili battaglie, abbia la compiacenza di fermarsi e di non regalarci più primizie indigeste come queste sue ultime, veramente irricevibili.

Grazie.

Spedito da: Vado Ligure Pubblicato il: 13 maggio 2019 alle 07:52

Jimmy Jack

@quartodisecolo
Andate a lavorare!!!

Spedito da: Carasco Pubblicato il: 12 maggio 2019 alle 20:46

Un quarto di secolo

Buonasera signori, sono un portuale da un quarto di secolo, e bellissimo vedere che in 25 anni di frequentazione dell'isola che non c'è, non sia passato di moda il giochino di dare la colpa agli altri per nascondere RESPONSABILITA'e INTERESSI. SIAMO TUTTI responsabili, e attori principali di un film, che nessuno ne scriverà mai il finale....
BUONA VISIONE A TUTTI E BUON DIVERTIMENTO

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 12 maggio 2019 alle 18:37

Enrico Vigo

CONTINUANO GLI ATTACCHI ALLA GRONDA AUTOSTRADALE DI GENOVA

C'è troppo odio irrazionale verso il porto in città, causato da amministratori incapaci di rendere accettabile la servitù senza vessare l'abitato, e in questo humus germogliano detrattori impreparati che approfittano del loro pressapochismo per lanciare fatwe contro l'infrastruttura. In questo terreno fertile si annida di tutto, capipopolo raccatta voti, ambientalismo monoculturale, negazionismo preconcetto, rare sono le posizioni autorevoli ed argomentate, peraltro rispettabili. Bisogna alzare la voce e riprendere il bandolo della matassa, la gronda non può finire nel dimenticatoio.

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 11 maggio 2019 alle 20:22

Enrico Vigo

SAMPIERDARENA, CALATA BETTOLO, BINARI ULTIMO MIGLIO, CAMPASSO, MOLO NUOVO

Calata Bettolo (partorita in 15 anni) entrerà in servizio gradualmente a partire da fine anno 2019, per le infrastrutture ferroviarie 4/5 anni da quando partiranni i cantieri, e nel frattempo la cittadinanza si dovrà "succhiare" ogni disagio. Genova meravigliosa? Porto dei records? Ma questo è un gran casino ...

TIRRENIA (ONORATO) IN CERCA DI SPAZI A GENOVA

Ma che aspetta Signorini a liberare il Terminal Rinfuse e a spazzare via la Ex-Centrale Enel dismessa? Cominciamo a togliere i pantaloni corti e a diventare adulti?

Spedito da: MILANO Pubblicato il: 11 maggio 2019 alle 16:22

Enrico Vigo

NUOVA PIATTAFORMA PORTUALE DI VADO LIGURE

Chiunque abbia pensato di costruire una impattante piattaforma portuale vicino a Bergeggi é insano di mente e odia la Liguria, quindi la radice del male è lontana e qui concordo con "walter". Ma il fatto di ritrovarci oggi lo scempio oramai in avanzato stato di realizzazione, a infrastrutture del comprensorio invariate, aumenta a dismisura l'insanità mentale e l'odio.
Vado Ligure sarà invasa in modo intollerabile da una caterva di camion in movimento e parcheggiati in ogni spazio casuale o anfratto che il fragile centro urbano metterà a disposizione. Già oggi nel weekend il casello autostradale di Savona in tutti i suoi raccordi, persino sfacciatamente e pericolosamente in curva, è un bivacco inspiegabilmente tollerato dalla Polizia Stradale, fino a quando non ci scapperà il morto, ed allora vorrò vedere come la Magistratura si orienterà a vagliarne le cause e a comminare condanne ai responsabili diretti e indiretti che da anni tollerano un diffuso sfacelo incivile.
Tra pochi mesi leggeremo le cronache di un disagio annunciato e programmato, monteranno le proteste e le indignazioni, e ci ritroveremo la solita schiera di affabulatori a raccontarci le solite incredibili musse, nei prossimi 5 anni bisognerà convivere con disagi inenarrabili, nella speranza che qualcuno si svegli dal torpore e si rimbocchi le maniche a recuperare il tempo perso, anche se una cosa è certa, il ritardo accumulato è un guaio inevitabile per alcuni annistinguibile e nessuno anche volendo possiede la bacchetta magica.

Spedito da: savona Pubblicato il: 11 maggio 2019 alle 11:45

walter

guarda caro vigo che la ciliegina sulla torta o tortone del terminal di vado l'ha messa proprio l'ex governatore prima di questo che c'è, se ci avesse pensato bene o avesse desistito e si fosse fermato invece di fare una colossale bel....., le cose sarebbero andate diversamente. Anche per la Culmv che avrà problemi seri come anche il porto di Voltri. Un bel casino ha combinato, e in cambio di cosa??? Nessuna ricaduta surplus sul territorio, un bel regalo a Maersk e cinesi.
E il bello deve ancora venire! questo per dirti che ce n'è per l'asino e per chi lo mena!


Spedito da: genova Pubblicato il: 10 maggio 2019 alle 23:51

Blek Bloc

Fincantieri: 75 milioni per il bacino di carenaggio di Palermo.

Fincantieri (nota costruttrice di ponti) capocordata per la ricostruzione del ponte Morandi.

I fatti superati dalle (scusate: separati) dalle opinioni

Spedito da: Milano Pubblicato il: 10 maggio 2019 alle 14:42

Enrico Vigo

VADO LIGURE > DELIRIUM TREMENS PROSSIMO VENTURO

Più passa il tempo più rifletto sconcertato sullo stato disastrato dell'ultimo miglio porto-città ed in ambito retroportuale, del valico ferroviario savonese SV-TO, per non parlare del ritardo del nodo di Genova. Il tutto condito da strade inadeguate e dalla mancanza di un casello autostradale ancora per molti anni. Pesnsiamo solo al volume di merce che viaggerà via camion ad impattare la Riviera di Ponente e ci rendiamo conto che siamo di fronte ad una operazione mal programmata. Ma oramai in questo clima decadente ci siamo abituati alla sconvolgente realtà che qui in Liguria si fa campagna elettorale con le inefficienze strutturali raccontate a rovescio, con affabulazioni che oltrepassano persino il confine invalicabile della peggior "mussa" che sia immaginabile raccontare. E questa gente ha anche un seguito, e si pavoneggia con leaders mediocri che non renderanno mai conto a nessuno del loro operato. E lo dico con grande rammarico, perchè credo che la crescita dello shipping ligure sia una strada importante per riportare benessere e occupazione in una terra oramai impoveritasi, ridotta a spartirsi le macerie di periodi di ben altro spessore e ricchezza. Non ho più speranza che si cambi il ruolino di marcia con gli attori attuali, il nuovo ha clamorosamente fallito.

Spedito da: Udine Pubblicato il: 10 maggio 2019 alle 12:30

Maurizio Maresca

È davvero incredibile quanto una università di successo sia portatrice di sviluppo e contemporaneamente segno di vivacità di una comunità territoriale. Per fare alcuni esempi si pensi a Ginevra, Losanna e Zurigo , si pensi a San Gallo, a Pisa, a Nizza, a Trento . In Italia si pensi a Torino il cui politecnico , insieme a Milano , Losanna e Zurigo e’ estremamente competitivo . Molto generoso e coraggioso è stato l’approccio della politica e dell’industria friulana nel 1976 : che a seguito del terremoto ha rinunciato ad una montagna di aiuti a persone ed imprese per costruire una sua università per trasformare un territorio allora ancora agricolo.
Boston ( Harvard, mit, fletcher, bu) , Oxford , Cambridge , heidelberg, ratisbona, tubinga non sono grandi città : eppure sono da secoli il segno della intelligenza e del successo dell’aree molto innovative.
La capacità di una realtà è quella di capire la crisi della sua università e di investire sulla stessa con calore non pensando ai ragazzi locali che ci studieranno ma ai ragazzi ed ai docenti stranieri che vi si stabilizzeranno !

Spedito da: Janua Pubblicato il: 10 maggio 2019 alle 12:10

Dottor Mabuse

Caro il mio Fragolone pessima categoria umana sia la mia che la tua....rassegnati hai l’età per farlo.

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