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Mistificazione: Vangelo e nuovo business dello shipping

Un fortissimo olezzo di liquami, rabbia e fanatismo si leva dalle tane dei mostriciattoli di mezza tacca, capaci però di moltiplicarsi all’infinito. In un mondo farcito di mediocrità, è considerata normale la versione sporca della politica. E così la mistificazione non è più spazzatura e letame ma cultura e Vangelo. E’ arma letale per la sopravvivenza, il grimaldello e la carta di credito per ottenere benemerenze presso il potente di turno e conservare il posto fisso. E’ l’ipocrisia delle fogne, la grammatica del regime. Mistificare per trasformare il bene pubblico in affari personali, la nuova tonalità nazionale dello shipping. Il ministro Toninelli rivoluziona (o congela) la governance delle Ferrovie proprio quando i possibili investitori reclamano certezze, regole, stabilità e affidabilità. E nelle stesse ore qualche buontempone lancia un progetto miliardario per edificare a Palermo (!) il maggiore terminal container tricolore. Nell’Italia dei buoni sentimenti, con il sistema dei trasporti peggiore in Europa, si avvelenano i pochi campi seminati a regola d’arte. Ma nessuno si ribella. Il vecchio mondo associativo tace, incapace di contrapporre innovazione, impegnato a difendere rendite di posizione anacronistiche: Confitarma e Assiterminal sono gli esempi tangibili della deriva delle istituzioni imprenditoriali. Ma in questa stagione di pataccari, è d’obbligo mistificare, rappresentare un mondo rovesciato, vendere fumo per autotutela.

Furbissimi, arroganti, determinati, i professionisti della mistificazione si avventano su ogni territorio, con fortissima volontà sbranatoria. E’ del tutto evidente, ad esempio, che controllerà il mercato mondiale l’operatore globale capace di offrire alle sue navi lo sbocco nei terminal portuali di proprietà, estendendo la logistica di terra all’offerta ferroviaria. Tema delicato, quello della verticalizzazione dei servizi. Ma di questa rivoluzione epocale, che detterà tempi e regole del business, per ora non c’è traccia nel codice della Commissione europea che sancisce l’esenzione dalla normativa anti trust per le compagnie di linea container. Non se ne deve discutere. Perché la rappresentazione dev’essere circoscritta alle beghe di periferia. Così a Genova si soffre per il Terzo valico perché la politica del nuovo sostiene che i numeri non giustificano l’opera. Eppure con le stesse infrastrutture di dieci anni fa, il porto è già cresciuto straordinariamente del 50% nelle merci e mette nel mirino 1,3 milioni di crocieristi. I livelli di efficienza e produttività sono pari ai migliori scali del Nord Europa, grazie alla qualificazione del lavoro piuttosto che alla riduzione dei costi del personale. Bisognerebbe monitorare l’atteggiamento delle principali compagnie, per capire già oggi se Genova potrà davvero competere con i porti del Nord. Indispensabile agganciare Mercitalia attraverso precise alleanze di traffico, sempre che Toninelli non faccia saltare il banco.

La grande mistificazione oggi avvelena racconti, concorrenza e rapporti di potere nello shipping così come sotto la Lanterna. Il mercato sposta in avanti i desideri, alimenta le ambizioni, costruisce i suoi feticci. La politica sembra paralizzata e cattiva, la sua lingua è arida. Non propone nuovi traguardi di civiltà e benessere, la svolta anche folle di un prodotto e di un’offerta riformatrici. La trasformazione è affogata, appunto, nella palude della mistificazione che lambisce e ridicolizza un po’ tutti. A cominciare, appunto, dalle associazioni di categoria, paradossalmente lacerate tra il mondo della rappresentanza tradizionale e chi si apre ai fondi di investimento e ai global carrier, tra l’autodifesa di interessi consociativi o personali e il salto verso piattaforme su cui già irrompono colossi come Amazon.

Mistificazioni. Come il tentativo di svilire la pesante e sofferta ristrutturazione della Culmv, inquinandola con i sospetti di chi si augura e sostiene che niente cambierà (imprese) e con i codicilli che rallentano la riforma (burocrazia dell’ente portuale). O come il caso di Costa Crociere, vittima della legge del contrappasso: hanno lasciato una prateria aperta a Msc, avrebbero potuto acquistare altre quote in Stazione marittima e invece non lo hanno fatto e ora si accorgono del grave errore. L’ipotesi dell’accosto alle riparazioni navali sembra una storiella: equivarrebbe a eliminare definitivamente il settore da Genova per favorire Marsiglia oltre a cambiare radicalmente il piano regolatore portuale.

Mistificazioni e disattenzioni. Come la proposta del governatore Toti di trasformare l’Autorità portuale in SpA. Tutte le società per azioni pubbliche sono sottoposte agli stessi vincoli delle Autorità di sistema portuale. L’unico risultato sarebbe negativo, cioè quello di dover pagare le tasse sulle entrate derivanti dai canoni demaniali.

E infine, dietro il carosello dei titoli da copertina, ecco il ministro dei Trasporti fantasma nei sotterranei di Porta Pia, simbolo dell’occupazione delle banchine e dello shipping mascherata da seriosa cronaca di costume. Assolutamente incompetente e inadeguato, Toninelli rischia di diventare il ministro più misterioso della storia del Paese. Sembra una rappresentazione grottesca, alla fine può rivelarsi un disastro del potere.

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Commenti inseriti: 106 — pagina 1 di 5

Spedito da: Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 11:41

giorgio.carozzi

@Angelo
La squadra guidata dal mio amico e collega Francesco Ferrari è un bene prezioso per la comunità dello shipping! Ringraziarla e tutelarla è il minimo...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 11:33

Redazione MediTelegraph / Il Secolo XIX

@Angelo
Ringraziamo Angelo per le sue parole. Lo sforzo della redazione è doveroso in questo drammatico momento.

La redazione del MediTelegraph / Il Secolo XIX

Spedito da: genova Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 10:41

ugo

Quindi facciamo fallire, a suon di puttanate urlate in tv, l'azienda che dovrebbe pagare i risarcimenti alle vittime e riparare quello che ha rotto?

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 09:28

ANGELO

GRAZIE DI CUORE AL MEDITELEGRAPH PER GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE SULLA TRAGEDIA DEL MORANDI.
PER NOI OPERATORI SIETE UN PUNTO DI RIFERIMENTO ASSOLUTO.
GRAZIE E BUON LAVORO.
ANGELO GENOVA.

Spedito da: Canova di Magliolo (SV) Pubblicato il: 17 agosto 2018 alle 08:04

Enrico Vigo

LA SOCIETA' AUTOSTRADE REA DI AVER CREATO SFIDUCIA A TRANSITARE SUI PONTI E VIADOTTI.

La Liguria autostradale va monitorata attentamente, ponti e viadotti, si pretenda una relazione dettagliata dalle concessionarie, il Ministero faccia controlli, si pianifichino immediati e massicci interventi di manutenzione.

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 17:06

Matt

Il ministro farebbe bene a guardarsi in casa prima di pensare alle dimissioni di cda di gruppi industriali,
ad esempio guardare al direttore generale della vigilanza sui porti
http://trasparenza.mit.gov.it/moduli/downloadFile.php?file=oggetto_
allegati/161811219360O__Ooperazione_trasparenza_coletta_mauro_cv.pdf.
Anche la presidente dell’AdSP di Spezia ha lavorato a lungo nel settore sia per conto Anas che per la Regione
http://ww2.gazzettaamministrativa.it/opencms/export/sites/default/_
gazzetta_amministrativa/amministrazione_trasparente/_liguria/_autorita___di_sistema_portuale_
del_mar_ligure_orientale/020_orga/010_org_ind_pol/2017/0002_
Documenti_148663583954/1486636823186_curriculum_vitae_2017.pdf

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 16:30

Enrico Vigo

GENOVA APOCALYPSE NOW

Misure immediate:
- ore di interdizione traffico privato auto 7:30 -9:30 e 17:0 -19:00
- veicoli da aeroporto indirizzati solo verso Sestri Ponente
- intensificare frequenze bus AMT
- utilizzo per i camion della strada del Papa ILVA a Cornigliano
- Via Cornigliano interdizione (con presidio e telecamere) del traffico pesante > 35 Q.li
- Nuova Linea bus diretta P.Principe FS/Erzelli (senza fermate intermedie ore di punta mattino/sera)
- Nuova Linea bus AMT Cornigliano Stazione FS – Bolzaneto
- Migliorare frequenza treni locali Voltri-Nervi
- Tregua sociale no scioperi porto, autotrasporto e mezzi pubblici bus treno
- Estensione orari metrò inizio ore 6:00 fine 23:00, migliorare frequenze

Misure da attivare o implementare:
- trasferimenti Sampierdarena/Voltri e viceversa containers vuoti/pieni con chiatte;
- passeggeri via mare Pegli Molo Archetti – Porto Antico migliorare frequenze
- operatività terminals portuali H24 (urgente)
- chiusura del Terminal Derrick Aeroporto (urgente) avvio parcheggio interscambio e stazione FS
- trasferimento a Prà-Voltri dei traghetti Nord Africa
- campagna diffusione telepass autostradale e aumento corsie telepass Voltri/Pegli/Cornigliano/Ge-Ovest/Ge-Est

Cantieri da implementare H24 – 7/7 (aperti e da aprire)
- Lotto-10 (raccordi GE-Aeroporto strada a mare)
- Lungomare Canepa
- Nodo San Benigno
- Metrò a Terralba (fase1) poi San Martino (Fase2)
- Nodo ferroviario di Genova
- Demolizioni e Ricostruzione ponte ex-Morandi, nuova tecnologia ponte strallato (cavi e pendini acciaio)
- Nuova roadmap Gronda riduzione tempi di cantiere
- Terzo Valico riduzione tempi cantiere
- Lavori ultimo miglio ferrovie portuali

NIENTE TIMIDEZZE O PER GENOVA E' FINITA
FORZA SINDACO BUCCI!

Spedito da: Genoa is dead Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 12:25

Ciozz

E' necessario che il genio militare costruisca subito un ponte sul polcevera a valle dell'attuale strada a mare (o raddoppi l'esistente).
Tutto il traffico pesante deve passare da porto , ilva e atraverso l'aeroporto collegarsi al casello di Sestri.
E' l'unico modo di gestire l'emergenza.

Spedito da: roma Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 11:58

massimo

Allora, il governo sembra deciso a revocare la concessione a Autostrade per l’Italia. A parte il fatto che se non verra’ dimostrata una colpa grave (puo’ darsi di si’ ma puo’ darsi anche di no) ci sara’ da pagare una penale miliardaria, vorrei ricordare che la concessione risale al 2002. Chi c’era al governo nel 2002 (e, quindi, ha stipulato il contratto von tutti i pregi e i difetti che adesso verranno fuori)? A Palazzo Chigi sedeva (dal 2001 al 2005) Silvio Berlusconi (era il suo secondo esecutivo e 57esimo della Repubblica). Il suo governo era sostenuto da Forza Italia, Lega nord, An, Ccd, Udc. Salvini era gia’ un autorevole dirigente della LN (tanto e’ vero che nel 2004 venne eletto al Parlamento europeo). Ministro delle Infrastrutture e trasporti era Pietro Lunardi, viceministro (non so se si occupo’ del dossier Autostrade) era Il leghista Giancarlo Giorgetti, oggi autorevole membro del governo. Da chi sono stati eletti Salvini e i leghisti il 4 marzo scorso? Da una coalizione di centrodestra che comprendeva tutte le stesse forze politiche che erano al governo nel 2002. E molte delle persone sono le stesse. Siccome la responsabilita’ penale e’ personale, fossi Toninelli, prima di sparare a palle incatenate, farei una telefonata a Giorgetti e gli chiederei: “Ehm, scusa, ma su questa storia delle Autostrade, voi siete tranquilli?”. No, giusto perche’ qui la storia non se la ricorda nessuno. Eppure bastano 5 minuti su Google...

Spedito da: genova Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 11:41

uno sfollato

Leggo i vostri commenti deliranti preoccupati ovviamente del futuro calo degli utili...poco importa dei morti, feriti o delle oltre 600 persone sfollate che hanno visto cambiare immediatamente la propria esistenza (e ci e' andata bene...)..Genova matrigna con il ponente e valpolcera...addirittura si vuole crocefiggere chi dichiara la propria avversione a tali opere...senza indignarsi del gravissimo crollo, nemmeno da paese africano, dopo che la societa giurava che il morandi avesse resistito 100 anni manutezionato a dovere. Anzi nell'ultimo progetto gronda,sempre redatto da queesta manica di manigoldi, era previsto un nuovo raccordo verso lo stesso con la piena implementazione nel nuovo nodo.
La voglia della piu' opera autostradale europea, anziche' la mera sostituzione del 1,2km di ponte (ma tanto durava 100 anni) ci e' costato tutto cio'... Nessuno si e' nemmeno indignato degli assurdi tempi di realizzazione dei nodi di san benigno, lungomare canepa, del raccordo con con il casello di cornigliano, di cui Sviluppo Genova prometteva una nuova fantomatica messa in opera senza demolire i vecchi raccordi se non nelle ultime fasi...
E intanto l'elefantiaco pilone crolla su se stesso, tra lo spavento di migliaia di persone che hanno assistito o sentito (o peggio..) la scena. Un ponte dalle lunghe campate, geometrie ardite discusse, costruito con un pilone tra le esistenti palazzine, autorizzato dal connivente comune senza nessun esproprio o indennizzo...dopo che le fs avevano dato il loro diniego assoluto alla posa di piloni nei loro parchi ferroviari pieni di quei treni merci portuali...Merci sporche possiamo proprio dirlo,di sangue e spaventi...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 11:12

Toni

ho letto e ascoltato le irresponsabili e francamente incredibili dichiarazioni di Di Maio, Salvini e Toninelli! Se oggi le cose si mettono così, e se con queste uscite si preparano alla manovra di autunno e alla relazione con i mercati internazionali, penso sia saggio pensare di emigrare…..perfino in Turchia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 10:59

Mojo Hand

Osservazioni corrette. Imporrebbero il silenzio per qualche tempo. Ma Toninelli e Di Mail danno tutto il peso su Autostrade perché vogliono depistare sulle responsabilità politiche dei 5 stelle. E dei loro amici.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 10:42

Spediporto


Stiamo discutendo sulle soluzioni da adottare per superare l'emergenza dei prossimi mesi. Pregando per le vittime non possiamo dimenticare che Genova non può fermarsi e non può fermarsi neanche il Porto. Decine di migliaia di lavoratori ed operatori si stringono al dolore delle famiglie ma, nel contempo, dobbiamo superare questa emergenza. Speriamo nella solidarietà del mondo imprenditoriale che probabilmente sarà chiamato a modificare le proprie abitudini operative.

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 16 agosto 2018 alle 10:36

Lungomare Canapa

Condivido tutte le analisi che sono state fatte molto seriamente! Non molliamo, anzi il contrario! Grazie Timoniere, continua a combattere, non mollare e vai avanti!!!!!!!!!!

Spedito da: Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 19:30

Pinhas

Interessante, anche al netto delle cointeressenze paterne con Aspi che lo giustificano (dettano?), l'intervento di d. Maresca. Implicitamente (non ne è ovviamente il fine) mette in luce la demenzialità del sistema concessorio italiano, caratterizzato da assenza totale di trasparenza (sui pef, ma non solo, si pensi ai meccanismi di tariffazione, il terzo segreto di Fatima) e competitività.
Esplicitamente e meritoriamente (nulla ho letto oggi sulla stampa italiana), invece, denuncia responsabilità e inerzia del mit nel suo ruolo di vigilante. Lo fa con dovizia di particolari, ma vista la natura di questo blog vale la pena ricordare che colui che negli ultimi 18 anni è stato il principale responsabile della vigilanza sui concessionari autostradali (di cui varrebbe la pena ricordare gli utili sempre conseguiti, crisi o non crisi) è quello che oggi vigila (?) sui porti...

Spedito da: Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 15:10

Luca

Qualcuno che legge il blog, se si trova in vacanza dalle parti di sestri levante , si prenda la briga di andare a vedere le condizioni dei piloni che sorreggono il ponte dell autostrada che attraversa la vallata fra sestri e i paesini immediatamente a ridosso.
Fa accapponare la pelle

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 14:16

marco

In una situazione come questa occorrerebbe dare priorita' alle opere capaci di ridurre il traffico cittadino e che sono in uno stato più avanzato di realizzazione. Tra queste si trovano il nodo ferroviario di Genova ed il terzo valico.
Il nodo, che era finanziato... avrebbe dovuto già essere stato realizzato ed invece, come sappiamo tutti ed accettiamo troppo supinamente, si trova in stato dormiente. Un bello scrollone a chi di dovere a partire da Rfi e Comune è necessario. Le aree retroportuali sono l'altra priorità , come peraltro spesso rimarcato su pilotina. Poi, anzi prima, ci sono le emergenze immediate che riguardano lo svincolo dell'A10 a Genova aeroporto e i colli di bottiglia sull'Aurelia del ponente genovese. Occorrerebbe da subito prendere in considerazione il potenziamento di Genova aeroporto e riguardo ai colli di bottiglia mi viene in mente Via Puccini a Sestri con la stazione ferroviaria che la costringe ad una corsia per senso di marcia!! In attesa della gronda, chissà quando, o del nuovo ponte, se si farà, invece delle chiacchere bisogna pensare al 19 di questo mese quando la tragicità dell'accaduto si rivelerà in tutta la sua gravità.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 13:56

Enrico Vigo

PRESIDENTE AdSP SIGNORINI, LA RICREAZIONE E' FINITA.

Provvedimenti urgenti ineludibili (force majeure):

1. revoca concessione temporanea deposito "Derrick" - aeroporto
(I camion non possono scorazzare per Cornigliano);
2. parte dei traghetti va spostata a Voltri per alleggerire il Terminal Traghetti;
3. la viabilità portuale (sopraelevata, v.le Africa, S.Benigno, layout dei nuovi gate portuali) va sistemata immediatamente.

Ora è arrivato il momento del fare o togliere il disturbo, se l'apparato AdSP non funziona prenda provvedimenti drastici o ne tragga le dovute conseguenze.

L'ora del cazzeggio verbale è drammaticamente finita con la scia di morti del ponte Morandi.

Fare o abbandonare, non c'è via d'uscita.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 13:35

Spedizioniere Deluso

Bando alle belinate, Giorgio. E basta con l'ipocrisia.
Qui c'è un partito che ha costruito il suo successo cavalcando i "no".
Oggi questa gentaglia dovrebbe espatriare per la vergogna.

Spedito da: Roma Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 11:12

Paolo Uggè

Rivolgo alla Politica le stesse domande poste in seguito ai crolli di Annone Brianza, (ottobre 2016), di Fossano (in provincia di Cuneo) e dell’A14 tra Loreto e Ancona Sud.
Quanti altri cavalcavia dovranno crollare sotto il peso del silenzio e dei controlli non fatti? Quando verranno puniti coloro che per mesi e anni non hanno fatto nulla? Quando verranno chiamati a rispondere di omicidio coloro che non hanno mosso un dito perché altre tragedie non avvenissero?.
Gli sos lanciati da chi denunciava lo scandalo dei trasporti eccezionali sono rimasti inascoltati. Se un trasporto eccezionale transita su un ponte solo ‘eccezionalmente’, come dovrebbe accadere, è un conto, ma che se quel fatto particolare diventa la norma (perché è molto più conveniente trasportare un carico d’acciaio una volta sola su un solo Tir piuttosto che tre volte su altrettanti mezzi), è tutt’altra faccenda. Decine di giganti della strada stracarichi di acciaio o altri materiali che transitano ogni giorno possono mettere a durissima prova la tenuta di un’infrastruttura progettata e realizzata per sopportare altri tipi di peso.
La tragedia di ieri ripropone le stesse domande, che rivolgiamo ancora una volta alla classe politica: chi guida il Paese vorrà rispondere almeno questa volta con azioni concrete?

Paolo Uggè-Confcommercio e Conftrasporto

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 11:04

Davide Maresca

Credo che il silenzio sia la migliore forma di rispetto.
E credo che la peggior mancanza di rispetto sia trattare superficialmente una tragedia.
Tra le molte dichiarazioni superficiali dei politici, suscita maggiori perplessità quella del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (che dovrebbe essere il più cauto e competente) che accusa un po’ a caso essendo contemporaneamente “parte in causa”.
Mi permetto, allora, solo di fare un pochino di ordine sulla ripartizione di responsabilità nella previsione ed esecuzione degli interventi di gestione dell’autostrada.
1. La società concessionaria ha l’obbligo realizzare interventi di manutenzione che sono inclusi in un elenco stabilito dal Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ogni cinque anni (e aggiornato ogni anno) all’interno del Piano Economico Finanziario (PEF), approvato poi dal CIPE (Presidenza del Consiglio). L’eventuale responsabilità della società va, quindi, accertata attraverso la verifica della corretta esecuzione degli interventi previsti nel PEF.
2. È compito del MIT individuare gli interventi da effettuare ad opera del concessionario che non può andare oltre quanto gli viene imposto. Chiaramente vi è una dialettica tra concedente e concessionario ma il provvedimento finale è sempre di carattere autoritarivo. È quindi ipotizzabile una responsabilità del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per non aver eventualmente incluso gli interventi necessari (se possibile) nel PEF.
3. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è, poi, ente vigilante (c’è una struttura ad hoc) con la conseguenza che ha una responsabilità precisa (c.d. Culpa in vigilando), durante l’esercizio della concessione: ogni anno la struttura verifica il corretto adempimento e se la verifica ha esito positivo si aggiorna il PEF con i dati di traffico nuovi. La verifica degli interventi e della corretta esecuzione avviene quindi ogni anno.
4. La revoca della concessione avviene per mutazione del pubblico interesse e comporta un indennizzo al concessionario. Per inadempimento, invece, si applica la decadenza.
5. Anche volendo ammettere che il Ministro parlasse in modo atecnico di decadenza, ciò è incompatibile con la previsione di finanziare le opere con il PEF di Autostrade. Se c’è decadenza, decade anche il PEF, ovviamente.
6. In conclusione, l’analisi delle responsabilità, oltre che alla società concessionaria, deve estendersi anche al MIT stesso in quanto titolare di altrettante competenze.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 11:02

Davide Maresca

Credo valga la pena fare anche un minimo di “fact checking” sulle dichiarazioni del Ministro dell’Interno relative al rischio che “l’Europa” non consenta di finanziare le infrastrutture autostradali con sua conseguente battaglia politica. Si tratta di un’informazione non corretta.
Gli importi per finanziare le infrastrutture autostradali (anche le manutenzioni) sono a carico delle società concessionarie (che sono pagate per assumersi il rischio finanziario): tali finanziamenti non vanno, quindi, a fare parte del bilancio dello Stato. Di conseguenza non sono soggetti ai vincoli di bilancio previsti dal Patto di Stabilità.
Tutt’al più sono soggetti alle regole in materia di aiuto di stato (cioè di concorrenza) nel caso in cui un concessionario consegua vantaggi economici non inizialmente previsti ma, su questo punto, la Commissione europea ha sempre autorizzato senza problemi gli interventi necessari come da Decisione di maggio scorso che ha previsto 8,5 mld di investimenti aggiuntivi.
In conclusione: non c’è alcuna battaglia politica da fare verso l’Unione europea.

Spedito da: La Spezia Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 09:56

Luigi Merlo

Il primo pensiero va a tutte quelle persone che ieri hanno perso la vita nel crollo del ponte Morandi. Alle loro famiglie esprimo il mio personale cordoglio e quello della Federazione che rappresento. Esprimo solidarietà alla gente sfollata dalle case pericolanti. Una tragedia immane della quale non si ha ancora la portata complessiva, ma che avrà conseguenze sulla vita quotidiana, sociale ed economica di Genova.

Il crollo del ponte Morandi rappresenta, oltre che un fatto di una gravità inaudita, una pesante emergenza per la portualità ligure, di gran lunga la più importate d'Italia. Infatti l'inadeguata infrastruttura ferroviaria a completamento del terzo valico ancora in corso e il mancato completamento del raddoppio Genova-Ventimiglia limitano i collegamenti al solo trasporto stradale.

La mancanza di alternativa al ponte Morandi, per l'assurda opposizione alla gronda autostradale, rischia di mettere in ginocchio un’economia che al solo erario statale garantisce ogni anno quasi 5 miliardi di entrate tra Iva e accise generate dalla attività portuale.

Non solo, ma anche il turismo crocieristico, i collegamenti con traghetti per l'Italia e il nord Africa, la cantieristica rischiano un colpo mortale. E in ballo ci sono 50mila posti di lavoro.

Auspico che il ministro Toninelli attivi da subito un’unità di crisi per dare supporto all’Autorità di sistema portuale e agli operatori individuando misure immediate, come ad esempio la creazione di una rete di aree logistiche che possano alleggerire la grave situazione emergenziale in atto.


Luigi Merlo, presidente Federlogistica-Conftrasporto (ex presidente del Porto di Genova)

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 09:49

Matt

In casi come questo la strada da seguire è una sola.
Ognuno deve svolgere il suo compito al massimo delle sue possibilità e capacità, chi non è in grado si deve fare da parte.
Il nostro è un sistema giuridico perfetto che prevede una ripartizione ben definita, dalla legge e dai contratti, di responsabilità e competenze.
Il Governo deve predisporre immediatamente gli strumenti giuridici per risolvere il problema che ha le dimensioni di una catastrofe industriale a livello sovranazionale.
Quello che ci vuole sono idee, organi in grado di valutarle e persone in grado di realizzarle.
La Magistratura farà il suo lavoro con il supporto degli esperti tecnici che riterrà di nominare.
L'Industria deve trovare soluzioni che mantengano, per quanto possibile, la competitività sui mercati.
Da evitare assolutamente la confusione, la politica becera, la caccia alle streghe.
Chi ha tempo a disposizione, invece di parlare a vanvera, può cercare di fare qualcosa per chi ha sofferto direttamente e personalmente in questa tragedia.
Un evento di questa portata era evidentemente imprevedibile, diversamente chi avendone i poteri non ha disposto la chiusura dell'infrastruttura è il peggiore dei criminali, e come tutti gli eventi straordinari richiede misure straordinarie, svincolate dalle procedure standard che nel nostro Paese sono lontane da ogni ragionevolezza e dalle esigenze delle persone e dei mercati.
Non ha senso concentrare l'attenzione di tutti sulle responsabilità mentre la nave affonda, occorre invece unire tutte le forze per cercare di salvarla.
Per i processi c'é la Magistratura, eventuali condanne seguiranno le sentenze.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 agosto 2018 alle 09:49

Mojo Hand

Caro Giorgio, totalmente d'accordo con te.
Leggevo i post di Pilotina sul disastro delle nostre infrastrutture, su perché non si fa questo o quello, sul fatto che anche un demente avrebbe capito che non si sarebbe potuto continuare così.
Ora siamo stati massacrati tutti. Nostra la colpa di non aver mandato a quel paese i no tav, i no opere e i 5 stelle.

Nostra la colpa di non avere evitato questa follia di burocrazia. E invece di pretendere il potenziamento dei controlli durante la costruzione delle opere, abbiamo creato l'Anac che conti alla mano ha distrutto tutto con competenze mediocri e con il risultato che non si fa piu' nulla. Invece di poter prendere direttamente sul mercato i migliori ingegneri, abbiamo esteso le gare sino alla follia. Come se il tunnel del Gottardo fosse stato fatto a seguito di bando di gara sul codice degli appalti....
Colpa nostra dunque. Con lo sberleffo di farci venire a piangere i Conte e i Toninelli, espressione diretta di una delle componenti fondamentali di questo disastro. Ora bisogna mandarli a casa rapidamente e nominare uno con pieni poteri.

P.S. bisogna leggere sulla BBC il drastico calo delle somme impiegate in infrastrutture dal 2006 ad oggi?

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