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Modello Genova, le anomalie del rischiatutto in porto

Non esiste più il modello Genova indicato come esempio virtuoso dai ricercatori della prestigiosa università americana di Princeton. Oggi si celebra semmai l’anomalia della decadente roccaforte dello shipping. E’ una Pasqua da rischiatutto in porto e la liturgia non è rassicurante. Ripropone infatti lo storico dilemma: lasciare che Genova si strozzi metaforicamente, appesa alla fune di una bitta taroccata, oppure tentare una rivoluzione radicale per rilanciare il valore del lavoro e piegare, insieme alla burocrazia, la vocazione consociativa sfociata nel protezionismo degli interessi contrapposti al bene comune. Un tema ricorrente: quali città e classe dirigente corrispondono a un’industria portuale in pieno sviluppo, pronta al salto di qualità? Per rivitalizzare il proprio appeal, Genova dovrebbe rappresentare davvero il porto, il suo cosmopolitismo, la sua cultura, la dimensione globale. E garantire economicamente ricadute sociali e occupazione soprattutto con investimenti in infrastrutture, istruzione e cultura. Rifiutando compromessi con le vecchie comunità operaie, imprenditoriali, politiche e sindacali. Trovando un antidoto al dilagare dell’automazione e vie di fuga davanti a una nuova ondata tecnologica di espulsione del lavoro.

L’unità d’intenti sembra essere condivisa da Regione, Comune e Autorità portuale. Ma, nei fatti, le dichiarazioni di principio si scontrano con impasse fumose e incomprensibili, a cominciare dalla scelta definitiva del rappresentante di Tursi all’interno del board di Palazzo San Giorgio. Fortunatamente l’amministrazione non pensa più, come in passato, che il porto debba restituire i suoi beni alla città. Ma l’assenza di decisioni coraggiose costituisce un freno allo sviluppo. Si disquisisce su leggi speciali che non hanno alcuna possibilità di essere varate, si rallenta sull’autonomia finanziaria. Cancellata in extremis dalla pessima e finta riforma Delrio, una modesta autonomia potrebbe almeno bilanciare il clientelismo del ministero dei Trasporti a favore del Sud e le risorse dilapidate in opere inutili come la piastra logistica di Taranto.

Impiccarsi alla bitta o tentare di prevedere quello che accadrà. Una Autorità portuale che si proponga di modificare lo stato delle cose, non può eludere il nodo del futuro: non le basta capire come intervenire sulla situazione data, le occorre anche cogliere i movimenti profondi della struttura sociale che, se lasciati a sé stessi, orienteranno l’evoluzione collettiva. E’ in grado e soprattutto ha la volontà l’Authority guidata da Paolo Signorini di proporsi come punto di equilibrio fra i vari soggetti in campo, di “regolare” da un lato ma dall’altro, magari temporaneamente, di sporcarsi le mani sostenendo la Culmv in uno dei passaggi più delicati della sua storia, quello che deve portare al riequilibrio dei conti, al risanamento e alla ristrutturazione interna? In un porto grande e importante come quello di Genova, nessuno ce la può fare da solo. Il ruolo del soggetto pubblico è centrale. Con le norme del “correttivo”, è possibile varare un piano di interventi sociali e di formazione con risorse a carico della stessa Authority, nei limiti del 15% delle entrate per tasse sulle merci. In questo scenario si può chiedere alla Compagnia Unica di affrontare i problemi di efficienza interna. Ma non si possono pretendere i salti mortali senza una rete di protezione. Il piano del lavoro è oggi la priorità assoluta. Quanto vale un portuale in termini di ricadute sul territorio, indotto, tenuta sociale? Quanto vale rispetto allo scandalo Alitalia e dintorni, alle speculazioni, agli sciacalli delle banche, gli avvoltoi dell’impresa, alle voragini finanziarie provocate da manager senza scrupoli né morale che hanno lasciato sul lastrico migliaia di risparmiatori? Quanto vale l’uomo nel ciclo produttivo, all’interno di mercati finanziari intrinsecamente inegualitari che favoriscono la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi big players. Anche il dibattito sull’ “Agenzia del lavoro” è stato abbondantemente strumentalizzato. Non possono essere i terminalisti a lanciarlo ma, semmai, dovrebbe partire tutto dall’Autorità di Sistema Portuale.

Non può più essere tollerata nemmeno l’insostenibile pesantezza della burocrazia che attraversa in lungo e in largo gli apparati della pubblica amministrazione portuale, a Genova come a Roma. Troppi i ritardi e troppo alti i costi per la merce, gli importatori e per la reale credibilità del nostro sistema portuale rispetto ai concorrenti: il numero delle nostre autorità di controllo non ha uguali al mondo e anche quando l’Unione Europea produce norme valide, nel percorso di recepimento l’Italia riesce sempre ad aggiungere clausole peggiorative sotto il profilo della burocrazia e delle spese che poi indeboliscono l’intero sistema.

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Commenti inseriti: 695 — pagina 1 di 28

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2018 alle 11:44

Arcangelo Merella

È proprio vero che viviamo un periodo tristissimo dove la bugia ha sempre ragione sulla verità. Non passa giorno che quotidiani,non dico autorevoli ma almeno rispettabili,non rilanciamo come assolute verità delle palle colossali. Dopo sta storia dell'IVA ( vecchia almeno di due anni e spacciata come nuovo successo dell'attuale governo),riemerge questa colossale "Mussa" del superporto siciliano. Che Eurispes conti delle palle prendendo in giro un bel po' di coglioni ci sta ma che un autorevole magazine che si occupa,in genere bene,di porto la rilanci ,senza aprire gli occhi ai lettori, è un colpo ferale all'autorevolezza di quel periodico.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2018 alle 10:37

G. Merello

@ Caro Piero

Avrai letto, in particolare riguardo ai vaneggiamenti di Eurispes su un fantasioso megaporto transhipment a Palermo, i commenti di Vigo e miei.
Chiaro che Eurispes, questo Ente privato di Studi politico/economico non si sa bene da chi finanziato, è in questo caso una fabbrica di bolle di sapone, magari in contatto (azzardo io) con RAM, società in house al MIT del mitico prof Cascetta.
Ma pur parlando del Sud (l'altra Italia dove per legge divina si riversano da una vita risorse nazionali a fondo perso a colpi di leggi speciali, come adesso le ZES) nel caso megaporto transhipment Palermo tutto lascia intendere che sia talmente basato sul NULLA da abortire subito.
Eurispes non ha neppure considerata la situazione della vicinissima Gioia Tauro, il megaporto transhipment nato dal nulla su verdi pascoli, e attualmente in crisi profonda, con prospettiva di annullamento traffici come Taranto...
Eurispes parla di 16 milioni container e 435.000 addetti...Hanno le visioni come Giovanna D'Arco...
Parlando di cose serie, speravo in qualche commento di Pilotina al mio post di sabato sulla questione parziale autonomia dei porti liguri, il principale sistema del Paese..

Spedito da: Genova Pubblicato il: 30 luglio 2018 alle 10:25

Mojo Hand

@merello

Ma non mi pare che gli elettori abbiano eletto il governo 5 stelle lega. Se ne sono dette di tutti i colori in campagna elettorale.
Ma pur di andare al potere si sono abbracciati chi si sputava in faccia. Ma non stiamo parlando del 22. Stiamo parlando di qualche mese fa. E ora siamo alla follia dei no tav e dei vertici delle ferrovie azzerati e del tavolo "a 62" per l'ilva. E rixi cosa fa? Cerca di convincere Toninelli. Come si fa a non avercela con Toti?

Spedito da: Janua Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 22:47

Dottor Mabuse

Miliardi a Palermo, miliardi in Campania.....io darei anche qualche spicciolo a Gioia Tauro (chiedendo prima il permesso agli onorabili ).....noi intanto aspettiamo l’autonomia (parziale).
Ci lamentiamo del governo attuale ma tanto è dal ‘22 che ci lamentiamo ma prima o poi scopriremo chi sono queste entità aliene che votano al posto nostro....
Intanto in questa afosa estate il tempo scorre languido ed inconcludente proprio come piace a noi, caldo, maccaioso, vuoto, tremolante di desiderata irrealizzabili.....ma siamo noi stessi ad immaginarceli irrealizzabili.....maniman.
Ps: se fosse possibile abbassare o ancora meglio silenziare completamente i microfoni e le casse acustiche di quei belin di animatori su quei cassoni bianchi in porto sarebbe cosa gradita visto che triturano abbondantemente le balle specialmente dopo pranzo.....cordialite’

Spedito da: Rostock Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 20:29

piero

Sono scioccato dalla notizia del porto di Palermo, scherzano o ci prendono per i fondelli?
L'assurdo in questo paese non ha mai fine. Che vadano a lavorare a Palermo piuttosto , conosco abbastanza l'andazzo che gira laggiu', con 5 miliardi farebbero la pacchia per i prossimi 20 anni e noi a pagare tasse e tirare la carretta come sempre e a lavorare in un porto fatto da Mussolini con ferrovie dell'800

Spedito da: Canova di Magliolo (Savona) Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 17:57

Enrico Vigo

COLPO DI SOLE ESTIVO: EURISPES PALERMO PORT HUB

Persino il padre di uno dei più folli progetti portuali del secolo, quello di Paolo Costa per Venezia, si limita a fare il gentleman nel cassare l'idea stratosfericamente balzana venuta in mente a gente che certamente non è del mestiere.

A quanto riferiscono i media pare che però qualcuno nelle istituzioni siciliane abbia anche applaudito, speriamo che in scilia il 118 stia allertato.

Non vorrei passare per "menabelini" ma sarebbe tosto ora che si sollevasse un muro di risate a "scompiscio" a una idea di progetto insulsa e faraonica che non ha un numero che sia uno sensato: costo, tempi di costruzione, occupati, volume di traffico.

Gioia Tauro è nei guai seri col "transshipment", Taranto addirittura è stato chiuso il terminal container dove peraltro si sono spese cifre rilevantissime per rimetterlo in sesto (dragaggi etc.), vanno a mille invece Tangermed, Ageciras, Marsa Scirocco (Malta), Pireo e Damietta (Malta), facendosi l'un l'altro una Guerra spietata.

Persino Pasqualino Monti, glissando sul progetto forse per imbarazzo istituzionale per Palermo ha parlato più opportunamente di crociere e traghetti, speriamo che qualcuno a Palermo in Regione e a Roma al Ministero lo ascolti, tra tanta follia questa volta perlomeno uno sano s'è fatto sentire.

Conforta che Rixi si sia espresso (peraltro con elegante voce insolitamente flebile) contro questa pazzia.

Timoniere una parolina nell'orecchio a THE MEDI TELEGRAPH dovresti pur proferirla ... imbarazzante la mancanza di un commento a demolire l'intento folle.

Spedito da: Genova Foce Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 14:15

Dipendente

@genovese
Verissimo.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 13:29

G. Merello

Raramente mi azzardo a parlare di politica.
Ma leggere che secondo qualcuno "il peggio è rappresentato da Toti, che adesso strilla che le grandi opere si devono fare"...
Chiaro che questo governo "strano" nella stranissima Italia di oggi è criticabile, specie a mio parere per le ideologie grilline condensate nel vecchio slogan della "Decrescita Felice", e tuttora sospinte dalla base No Tav..
Della iniziale "benevola astensione critica" di Berlusconi, di cui ora resta solo la critica, sappiamo che era per non rompere con il vecchio alleato Lega. Toti ha fatto solo il mediatore, data l'antica irruenza dell'ex cavaliere.
Personalmente penso che Toti (con tutti i suoi limiti) non da ieri si stia battendo "pro sviluppo" Liguria e Nordovest comprese grandi opere, come può, in un Paese dove è estremamente difficile passare dalla parole ai fatti.
L'elettorato ha espresso questo strano governo, in un paese già semidistrutto da tempo da passati governi che l'hanno portato alle soglie della bancarotta..



Spedito da: Canova di Magliolo (Savona) Pubblicato il: 29 luglio 2018 alle 06:45

Enrico Vigo

L’ORO DELLA LIGURIA SENZA COLLEGAMENTI E’ PATACCA DI TOLLA

Ci ostiniamo anno dopo anno a vivere i disagi di una regione priva di adeguati collegamenti stradali e ferroviari, con porti arretrati infrastrutturalmente, specie nei mesi estivi, impreparati a gestire i flussi straripanti di turisti che affollano i traghetti per le isole e per il nord Africa. I riti estivi si ripetono, liturgie rodate fino al parossismo, le istituzioni che s’ingozzano, pavoneggiando, di inconcludenti convegni e tutto resta come prima.

Cosa si aspetta a sistemare il raccordo Autostrada A10 Voltri-Prà con il VTE per dare un assetto definitivo al collegamento? Bisogna consentire al VTE di far partire prima possibile la Fase-2 del progetto di upgrading ferroviario (ultimo miglio) per consentire l’allestimento dei treni a standard europeo di m.750, ma occorre anche disegnare in porto l’area per i traghetti destinati al nord-Africa, per decongestionare l’inferno dantesco di San Benigno che ospita ogni anno, in un crescendo senza fine, scene raccapriccianti di gente ammassata sulle banchine all’imbarco, e la città inebetita capace solo di mandare una sparuta pattuglia di Vigili Urbani a presidiare l’elicoidale, reazione che farebbe scoppiare dal ridere persino qualsiasi negligente-stregone assessore al traffico di un villaggio africano di una tribù del Sahel.

Tutta qui, cara Genova, la tua reazione agli eventi? Dimenticavo, le autostrade chiamate a dare informazioni coordinate sul traffic, bel passo epocale!!!

Savona, figlia di un dio minore, poi è messa anche peggio, quando partirà la piattaforma Maersk-Cosco di Vado Ligure sarà una tragedia, il territorio è impreparato all’evento, avremo conflitti con le popolazioni per le interferenze che deflagreranno con estrema violenza, mentre gli amministratori pubblici di ogni ordine e grado, incluso quelli del porto, svogliati e inconcludenti, paiono accontentarsi di programmi di infrastrutturazione inadeguati e fatiscenti; il peggio del peggio poi è l’approccio al problema da parte della concessionaria autostradale, che ingozzandosi belluinamente di pedaggi lucrosi in crescita da anni (quelli dei mezzi pesanti già oggi in transito, troppi) non riesce neppure a fare dei rutti, gonfia di profitti da fare schifo. Il casello di Bossarino-Vado in ritardo folle. Per non parlare della ferrovia di costa a binario unico e di valico d’oltregiogo savonese congelato a standard ottocenteschi.

Anche il 2018 passa imperterrito a ritmare inefficienze infrastrutturali devastanti, in una regione che fatica ad uscire dall’involuzione e ad emanciparsi, gli operatori economici possono solo ululare alla luna folkloristicamente, non hanno nessun peso nel teatrino della politica che sembra una compagnia d’avanspettacolo di terz’ordine.

Intanto altri giovani liguri diplomati e laureati stanno pensando di fare l’abbonamento del treno per Milano per guadagnarsi il futuro.

Prefetture di Genova e Savona, fatevi un regalo, dismettete l’approccio notarile e se ci siete battete finalmente un colpo!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 16:36

Mojo Hand

Domani avremmo dovuto votare.
Lo dovremo fare comunque presto visto la totale assurdità di questo governo che si e' già incartato da solo.

Il peggio però è rappresentato da Toti che adesso strilla che le grandi opere di devono fare... Sapeva benissimo cosa sarebbe successo ma con la sciagurata "benevola astensione" ha consentito questa mezza orgia di potere che sta distruggendo il paese.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 12:06

G. Merello

PARZIALE AUTONOMIA PORTI LIGURI

Sul Meditelegraph di ieri : "Intesa San Paolo, sostegno a ZES Campania con 1,5 miliardi".
A seguito riconoscimento alla Campania (come a quasi tutto il Sud..) di Zona Economica Speciale, si aprono nuovi importanti finanziamenti alle imprese assegnatarie di appalti per opere portuali.
Attraverso due vie: una è il finanziamento diretto di Intesa S. Paolo attraverso la "controllata" (ossia salvata..) Banco di Napoli, che ha già messo a disposizione, tanto per cominciare, un plafond di 1,5 miliardi. L'altra è attraverso l'agevolato regime fiscale della ZES.
Origine del tutto ovviamente è il solito Pantalone..
Come non pensare al porto di Genova, primo in Italia, fermo come infrastrutture specie marittime a circa un secolo fa? Con il problema di reperire un miliarduccio per spostare a mare la diga foranea + nuovo sbocco a Ponente, non solo per il terminal di Bettolo (primo stralcio) ma per l'intero bacino di Sampierdarena, ora con specchi acquei per i "vapori" di una volta!
Appare sacrosanta la richiesta ufficiale di Toti & C già avanzata al governo di una parziale autonomia dei porti liguri, per ottenere una certa quota degli 8 (otto) miliardi/ANNO tra IVA e accise procurati allo Stato italiano.
E appare logica, alla faccia delle attuali AdsP scaturite dalla pseudo Riforma dei porti, la contemporanea richiesta di unica Authority per il sistema dei tre porti liguri.
Che ne pensa Pilotina?

Spedito da: Canova di Magliolo (Savona) Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 10:37

Enrico Vigo

PIEMONTE TAV TO-LI, LIGURIA RADDOPPIO FINALE-ANDORA, LOMBARDIA QUADRUPLICAMENTO PV-MI

La TAV nel breve termine (pronta tra 15 anni), qualora fosse terminata, non darebbe nell’immediato grandi vantaggi all’economia del Nord-Ovest, fino a che i furbastri francesi non realizzeranno le tratte che hanno castrato e sodomizzato a loro insindacabile piacimento, rendendo nel concreto l’AV Torino – Lione una tratta da Luna Park o poco più.

Resta la valenza importantissima della costruzione del tunnel di valico, un’opera grandiosa (del secolo) come lo sono state il Frejus ed il Gottardo, che prima o poi farà rinsavire francesi (egoisti, provinciali, gnucchi e superbi) e gli ita(g)liani (poeti, santi e musicisti) ridicolizzando le scelte fatte prima e dopo il valico, facendo rinsavire due governi, perché quella tratta non può restare la linea ferroviaria del voglio ma non posso con carenze infrastrutturali imperdonabili, il valico è già tanto ma è troppo poco. Forse tra 30 anni avremo governanti meno pavidi e incompetenti, ai posteri l’ardua sentenza.

Inutile dire che il raddoppio Finale-Andora ed il quadruplicamento PV-MI sia dal punto di vista economico e sociale 1000 volte più importante della TAV TO-LI per merci e passeggeri, nell’immediato, capace di avvicinare il pregiato comprensorio nizzardo con Genova e Milano, e di dare un impulso a turismo, merci e passeggeri di gran lunga superiore (non c’è partita al confronto). Non ci resta che insistere per riportare ragionevolezza nelle stanze che contano, ma finora non c’è traccia di buon senso.

Spedito da: Albaro Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 08:17

Genovese

Qui dentro c'è un tizio che pontifica, ironizza, insulta, vede e prevede, ma dimentica di dire che dalle sue parti si stringevano accordi con la peggio umanità del mondo fino a poco fa.



Spedito da: Pubblicato il: 28 luglio 2018 alle 02:57

giorgio.carozzi

@giampaolo speranza
Ci illuminerà in proposito il sempre puntuale Comitato di Gestione dell'Authority di GE&SV, sullecitato con veemenza dal sindacato e dai cittadini inferociti! O magari Amleto Mestizia che sa far le pulci al suo compagno di banco, oppure il segretario generale della stessa Authority... Una vergogna infinita, amico mio.

@Temistocle
Dunque il tuo amabile vaticinio è che anche la Lanterna sarà rimpiazzata da un bordello?

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2018 alle 20:32

Temistocle

@ Carozzi
quando fra due anni la mia galea solcherà di nuovo il mediterraneo e dall Egeo risalirà Fino all ‘ alto Tirreno per poi attraccare di fronte alla lanterna di genova, e porterò meco alcune anfore contenenti pregiato vino rosso Greco che costituiranno la posta della nostra scommessa, ebbene quando tutto ciò avverrà ho come il presentimento che....lascio a lei le conclusioni

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2018 alle 15:49

Giampaolo Speranza

E' sfuggito forse ai più che la Grandi Lavori Fincosit (che si occupa per conto della APMT/Maersk della costruzione della Piattaforma di Vado) è stata ammessa al concordato preventivo.
Dal 23 luglio, tutte le attività del cantiere per la realizzazione della piattaforma container sono state affidate ad una società neo-costituita, Fincosit Srl (che bel nome originale, eh?), con sede a Genova, dove sono stati fatti confluire i lavori marittimi del consorzio Grandi Lavori Fincosit.
E' evidente che l’istanza di concordato blocca il pagamento dei fornitori, con molte aziende, anche locali, che vantano crediti maturati prima del 12 luglio e ora a serio rischio di riscossione.
Nel limbo restano anche i lavori eseguiti tra il 12 e il 22 luglio, mentre per quelli futuri è inevitabile che i fornitori dovranno chiedere garanzie più stringenti di quelle che può dare una Srl novella con 10 mila euro di capitale.... che tristezza!
Ennesimo pasticciaccio brutto all'italiana... eppure i soldoni sonanti dall'Autorità Portuale di Savona arrivavano...dove sono finiti? Perché ci dobbiamo sempre rimettere noi? Cosa ci dice il sempre brillante Canavese a proposito?

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2018 alle 10:28

giorgio.carozzi

@Temistocle
Mio caro nobile e geniale arconte ateniese, non solo accetto con gioia la scommessa (posta da stabilire...) ma auspico con tutto il cuore di esserci ancora per poterci trovare e divertire su Pilotina tra un paio d'anni!!! Naturalmente a quell'epoca il potere a San Benigno sarà saldamente nelle mani di robot che avranno le sembianze di jennifer lopez, che si riuniranno al venerdì nelle segrete stanze del partito di Lotta Cibernetica!

Spedito da: Genova / Calatafimi Pubblicato il: 27 luglio 2018 alle 10:05

Dr Mafiuse

Baciamo le mani a vossia, don Mabuse.
Rispettiamo tanto i parenti.

Spedito da: Pubblicato il: 27 luglio 2018 alle 06:26

Temistocle

@ Carozzi

Piurtroppo, visto il mio ruolo, devo tornare ad Atene dove mi aspetta una intensa attività riformatrice a favore dei ceti meno abbienti .
Ma tornerò , diciamo fra un paio d'anni, in questa terra sventurata e scommetto con lei che al mio ritorno le cose qui non saranno affatto cambiate .
Accetta la scommessa ?

Spedito da: Hamburgo Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 19:41

Piero

Grave perdita per l’italia la morte di Marchionne. Ci vorrebbero diversi Marchionne nel nostro paese ,al governo ,all’Alitalia , all’Ilva, etc. mi dispiace riposi in pace

Spedito da: Ghetto Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 18:55

Trilussa

...e poi ce stava quell'artro, quello sempre 'n prima fila a cerca' de fasse fotografa' ... Quello che faceva li sordi co' a ditatura ma 'a sera annava a prega' 'a Madonna.
Che bello, er monno dei siori der mare!

Spedito da: Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 14:54

Pericle

caro Temistocle, caro Timoniere,

per alimentare il vostro fecondo dibattito, suggerirei una deviazione culinaria.

Ma tranquilli, la CULMV c'è dentro (eccome...)

https://it.dplay.com/dmax/unti-e-bisunti/genova/


Spedito da: Genova Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 13:09

G. Merello

MEGATERMINAL CONTAINER DI PALERMO: COLPO DI CALDO EURISPES

Leggendo sul Meditelegraph di ieri (oggi già sparito..) i vaneggiamenti del "progetto Eurispes" sul "mega terminal container di Palermo" presentato in Regione Sicilia, concordo con il commento di Vigo.
Parlare di un progetto da 16 milioni di container/anno (si presume teus) al costo (superottimistico!) di 5 miliardi e che darebbe lavoro a 435.000 persone (?!) veramente toglie a questo Ente privato di studi politico/economico/sociali molta credibilità...
Pur considerando che l'ipotetico Palermo sarebbe mero transhipment ossia trasbordo da meganavi a navi feeder, in cui le statistiche contano due volte lo stesso container, raddoppiandone i numeri ufficiali.
Come avviene quindi per i 3 milioni di teus citati per Gioia Tauro (a due passi da Palermo) pesantemente in crisi.
Sulla "serietà" di questo "progetto sulle nuvole" d'altronde si sono già espressi non solo il sottosegretario Rixi ma lo stesso presidente dell AdsP di Palermo Pasqualino Monti...
Insomma cara Eurispes...segui i consigli dei medici per i malati e gli anziani nel gran caldo, Stai a riposo e curati!!

Spedito da: Coronado Pubblicato il: 26 luglio 2018 alle 08:38

Matt

Non voglio entrare nelle vicende della CULMV, un po' per rispetto dell'istituzione storica un po' perchè occorrerebbe conoscere meglio alcune dinamiche sfuggenti. Credo tuttavia sia ora che i vertici comincino ad affrontare il tema dell'automazione delle banchine, a partire da Vado per arrivare a Bettolo passando per VTE e SECH che non potranno evitare di adeguarsi.
L'automazione e gli ingenti investimenti che necessita, investimenti in equipment tra l'altro pressochè irrilevanti sotto il profilo della durata della concessione e dell'ammontare del canone, traguarda maggiori volumi, riduzione delle tariffe e porterà fisiologicamente ad una riduzione della forza lavoro.
La maggior capacità di programmazione avrà l'effetto di ridurre i picchi di lavoro a fronte di una migliore organizzazione, anche se il gigantismo navale e il numero di movimenti/nave, che nei terminal più efficienti ha già superato i 5.000, pare andare nel senso opposto.
In realtà aumenterà la necessità di spazi a terra, l'aumento della velocità del turnover e collegamenti stradali e ferroviari veramente efficienti con altrettanti investimenti.
Andrà riducendosi la necessità di ore/lavoro e il personale sarà sempre meno richiesto per ridurre l'impatto sulle tariffe.
Sarebbe bene cominciare a pensarci ora invece di attendere il risanamento dei bilanci con interventi esterni, la cui legittimità mi pare piuttosto discutibile.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 25 luglio 2018 alle 23:37

Dottor Mabuse

Ma Giorgio, perbacco ma che solco e solco nessuno vuole cambiare proprio niente o magari avete nascosti in qualche cassetto mille soci nuovi di zecca in sostituzione degli attuali?
Fate un giro tra le calate e chiedete invece di correre con la fantasia nel caso sono quelli con le braghe blu e la maglia rossa...

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