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Genova tra porto e politica: far finta di essere sani

Bassa pressione (stazionario altrove) nell’ineffabile e multiforme città senza luce. Governo e Regione Liguria dichiarano di condividere l’idea di una Genova portuale impostata su alleanze internazionali di traffico, per riconquistare protagonismo e mercati oltre le Alpi. Sarà vero? Di sicuro c’è che la politica si ripete negli annunci e nelle promesse. Ma a dispetto della scienza e della competenza assume quasi sempre decisioni prive di logica.

E’ vero che, malgrado una inconsistente riforma della portualità, il Governo non ha interrotto l’impegno sul Terzo Valico e sulle infrastrutture di accesso al Gottardo. E persino la gronda ora prende finalmente corpo. Ma se davvero esiste una convergenza fra governo centrale e Regione intorno ai traffici internazionali, è sempre più difficile comprendere le strategie di un’Authority genovese così radicalmente titubante, impalpabile, sensibile ad ogni fruscio. Perché dunque Governo e Regione, pure in una logica lottizzatoria così evidente, continuano a proporre una sequenza interminabile di oscillazioni? La lentezza e la ritrosia nel concedere nuovi spazi al più importante operatore mondiale (Msc), essenziale per il rilancio, sono accompagnate dal riemergere della Genova piagnona, della Savona livorosa e dagli interessi contrapposti. Timori reverenziali nei confronti delle Procure. Balbettii in attesa di ordini superiori che provengono sempre dai capi di partito.

Dal decisionismo rivoluzionario di Roberto D’Alessandro al trionfo dei vecchi e nuovi protagonisti del sottogoverno locale: in poco meno di trent’anni la Genova che imponeva la sua leadership riformatrice è ripiombata nell’oscurantismo. Non è casuale che uno dei pochi errori commessi da D’Alessandro sia stato in seguito allegramente cavalcato e continui a pesare come un macigno, paragonabile ai tanti famigerati “accordi di programma”: assegnare il 25% della società aeroportuale alla Camera di Commercio. Regalare cioè una ricchezza della comunità non agli imprenditori ma alla burocrazia degli imprenditori. Non esisteva nel 1985 fondamento morale per quella attribuzione. L’idea affiorò e si impose esclusivamente perché all’epoca il geniale e vulcanico Gian Vittorio Cauvin, presidente della Camera di Commercio, riuscì ad intortare D’Alessandro, convincendolo che il modello vincente sarebbe stato quello di Nizza, dove l’aeroporto era gestito appunto dalla locale Camera di Commercio...

Dal Cristoforo Colombo imbalsamato ai terminal portuali. Altro che business trascinati da multinazionali e scelte coraggiose impostate sui grandi traffici. Lo stesso board che a Palazzo San Giorgio in alcune sue componenti sembra dettare il compito al presidente Signorini, si occupa di altro, vola basso, esprime una linea opposta al disegno di corridoio, ideologicamente contraria alla realizzazione di un nuovo grande e moderno terminal a Sampierdarena e della diga relativa, basi indispensabile per triplicare la capacità ricettiva del porto di Genova e da affidare alla gestione di una joint venture internazionale. Visione, quest’ultima, che contrasta nettamente con gli interessi di gruppi territoriali. Si spera ancora in un segnale forte di discontinuità lanciato dal sindaco Bucci.
Con la speranza che il nuovo inquilino di Tursi non coltivi l’idea che siano diverse da quelle portuali le chiavi per rimediare al declino della città. Soprattutto perché in questo scenario contano più di tutto i rapporti personali e diretti tra Msc e i governi italiano e francese. E non è certo un mistero che entrambe le parti guardano con interesse e attenzione a Trieste, che per Msc costituisce lo strumento per servire Baviera ed Est europeo, mercato ritenuto in crescita. In una galassia complessa come quella dei trasporti, la responsabilità sociale di costruire una vera politica industriale passa per Genova. Ma l’asse Delrio-Serrachiani continua a marciare allegramente sulle disattenzioni, le furbizie e le inadeguatezze genovesi.

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Commenti inseriti: 422 — pagina 1 di 17

Spedito da: Ortonovo Pubblicato il: 16 dicembre 2017 alle 00:13

Don Lurido

Stupisce chi si stupisce.
Stupisce chi crede ancora che sia possibile discorrere civilmente, in mezzo a tanta suggestiva inciviltà.
Stupisce chi si stupisce dei nomi farlocchi, delle fake news spacciate per verità, dei campioni di morale con la mazzetta nel primo cassetto a sinistra della scrivania.
Stupiscono i sepolcri imbiancati, le vergini da bordello, i cercatori di pizzo che pretendono di essere omaggiati come cercatori di salvezza.
Guardatevi in faccia, signori del circolo virtuale. E scambiatevi l'iban, visto che i segni di pace sono andati esauriti. Come la nostra pazienza.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 15:38

G. Merello

@ Carozzi

Mi pare che solo Penultima Thule, che si è incrociato con il mio post precedente, abbia commentato la "pernacchia" fuori onda dell'esimio Dott (in scienze politiche) Ivano Russo, co-autore con Delrio della vera BOIATA RIDICOLA = Nuova Riforma dei Porti..
Personalmente spero solo che con il prossimo governo spariscano dall'entourage dei Ministeri figure come Russo e pure Cascetta, da circoscrivere credo a problemi locali eminentemente napoletani.
Sulla sparata ineducata quanto dilettantesca del suddetto Russo sui porti-Spa: se ci fosse qualcuno con gli attributi gliela farebbe rimangiare, con le sacrosante obiezioni/ragionamenti di Penultima Thule.
Al quale mi associo in particolare quando scrive- "E' incredibile che nessuno dica: c'è un modello vincente, perchè non lo copiamo"?
PS: Non ho però ottenuto il richiesto parere sulle interessanti dichiarazioni del Presidente D'Agostino concernenti la particolare impostazione di RAM nonchè i vincoli sulle AdsP, che non credo siano gradite a Russo & C.

Spedito da: GE (riatria) Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 15:18

TheYellowOne

Buongiorno
Tanto per tornare coi piedi per terra:

shanghai automazione pronta
RINA dice : navi senza equipaggio
CU con doverosa tredicesima in bilico
PIL Germania inarrivabile

Poi io le beghe d’ufficio di questi pseudo ministeri le leggo pure, ma non ci arrivo al 27…
TYO

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 13:53

Enrico Vigo

AL PASSO DEI GAMBERI (INDIETRO) E SALMONI (CONTROCORRENTE)
ATTENTI A QUEI 2: SIGNORINI & ODONE (PARDON, 5)

E così lorsignori zitti-zitti hanno pensato di rinnovare il contratto dello scempio del deposito containers vuoti provvisorio Derrick in area prossima all'aeroporto (dove c'erano le case ex-Aeronautica).

Povero Medio-Ponente ricettacolo d'ogni servitù, si sta creando un alibi all'Aeroporto SPA e alla Ferrovie (che non vedevano l'ora e si fregano le mani) per non far partire nessun cantiere a breve medio termine, per tutta quella sbrodolata di progetti cartacei che vengono agitati come Madonne in processione da anni, per riempire la bocca agli affabulatori di professione capaci di infarcire boccaloni e tonni di mirabolanti sviluppi di Genova e dell'Aeroporto: cabinovie, parcheggi, stazione FS.

Progetti vitali per Genova, la mobilità e l'aeroporto, che si spostano sempre più avanti nel tempo ad libitum, senza più neppure arrossire o provare vergogna.

Ma come si può pensare di rilanciare davvero la città con questo procedere senza mai decidere, senza mai mostrare gli attributi per dare una svolta vera e non solo a parole a questa città malata di inedia, piena di litigiosità e di veti incrociati.

Mi chiedo se abbiamo o meno bisogno di lorsignori a governare il futuro di Genova. Ovviamente della paranza, tutti uniti e concordi, non mancheranno di certo Bucci-Toti-Rixi (cinquina e tombola!) con il loro beneplacito consenziente assenso.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 10:36

giorgio.carozzi

@merello
Penultima Thule a Antonio Fagasta ti hanno già risposto meglio di quanto avrei potuto fare io… Chissà se ci saranno candidature blindate anche per i pretoriani di Renzi che hanno fatto terra bruciata non in tutti i porti ma NEL PORTO per eccellenza. Simboli dell’incompetenza e dei sotterfugi. Purtroppo non è lecito sperare a prescindere in quelli che verranno dopo.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 07:53

Enrico Vigo

AEROPORTO, ANNUNCI E FRAGOLE

Ma il Deposito provvisorio container Derrick non si schioda ed i cantieri per il restyling dell'aerostazione e la sua infrastruttura Dione non hanno un cronogramma operativo. Siamo alla fase chiacchierata, al vuoto prologo del nulla, la corazzata di centrodestra capeggiata dalla Troika Toti, Bucci Signorini e dallo scudiero Rixi, e il profeta Odone, dispiega tutto il suo repertorio affabulatorio, ma nessuno infila le chiavi nel cruscotto delle ruspe che continuano inoperose in parcheggio. In questo clima natalizio surreale Doria e Bernini, i generali della meritata Waterloo, epocale per Genova, del Centrosinistra si leccano i baffi, al grido di: [sono come noi]. Alegri!

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 01:20

Penultima Thule

Non volevo più intervenire, aspettando l'onda lontana genovese a favore del Porto Società per Azioni prendesse civilmente piede senza clamore ma con tanto stile nel mondo degli addetti ai lavori. Ma oggi Medi Telegraph mi sbatte in faccia un fuori onda del Dott. Russo che bolla come "ridicola" e "boiata" tale idea. Di ridicolo ci sono solo le argomentazioni portate a discredito della tesi aborrita dal Dott. Russo e quindi dal Governo. La prima è che ormai le Società per azioni pubbliche hanno gli stessi vincoli degli enti, per cui è inutile che cerchiate maggiore libertà nel modello S.p.A. E c'è del vero e del metodo in questa follia: le società pubbliche sono state ingessate come fossero ministeri (che poi così ingessati non mi paiono per tutti: vedi RAM..) proprio da ......... loro (riforma Madia!). Seconda obiezione: i trasferimenti a favore delle S.p.A si configurerebbero quali Aiuti di Stato. Obiezione ancora peggiore: certo se si sono creati i mostri di Gioia Tauro e di Taranto, questi mostri stanno in piedi solo se hanno aiuti che in una situazione di mercato normale sarebbero qualificati "di stato" illegittimi.
Ma la terza obiezione è un gioiello: le società per azioni vanno bene solo per i Porti del Nord Europa, come si fanno a trapiantare qui dove ci sono 15 adsp che magari potrebbero fallire: Non gli sfiora neanche per la testa che Genova, Savona e La Spezia potrebbero (anzi: dovrebbero) fare corsa a sè e che loro sì potrebbero seguire il modello che ha fatto la fortuna del Nord e che potrebbero esserci strade diverse per situazioni diverse.
E' incredibile che nessuno dica: c'è un modello vincente; perchè non lo copiamo?
Ora Russo è una persona capace ma è troppo poco tempo che sta sul pezzo portuale. E anche questo è un problema. Anche Del Rio è una persona capace; ma si è improvvisato ministro dei trasporti con una folle idea di poter guidare un ministero così importante senza conoscere da anni e per anni la materia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 15 dicembre 2017 alle 00:44

Antonio Fagasta

Non è esattamente vero che la pseudo assemblea di Assoporti sia stata di nessun valore e di nessuna utilità. Al contrario è stata utilissima al partito del taroccamento continuo di ispirazione romana, ove si è ancora una volta contrabbandata la tesi di una portualità nazionale viva e vegeta e soprattutto omogenea se non omogeneizzata e comunque omologata.
Continuano a voler far credere spargendo camomilla che porti irrilevanti siano rilevanti e soprattutto coesi. Ma la camomilla serve ed aiuta: si spaccia Trieste per un mega Porto e si consente loro di fare quello che vogliono all'ombra della Serracchiani. Se Signorini avesse anche per un solo giorno fatto società con i portuali lo avrebbero messo alla gogna e chiamato i caschi blu. Ma là si può fare e qualche non particolarmente informato applaude pure.


Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 20:19

G. Merello

Caro Timoniere

Sarebbe interessante un tuo commento sull'articolo del Secolo XIX e del Meditelegraph di oggi "Il MIT silura l'ipotesi Authority SPA".
In cui il "grande consigliere" di Delrio Ivano Russo con assoluta arroganza definisce "Un'idea ridicola, una boiata", l'idea Porti-Spa avanzata da più parti e in ultimo da Signorini presidente della prima AdsP italiana.
Sull'argomento Spa-Porti mi pregio riportare, da SUPRA'TUTTO del 23 novembre scorso, il seguente link: http://www.supratutto.it/i-porti-italiani-trasformati-in-s-p-a-parliamo-di-questa-opportunita/
Da cui si trae che, applicando il sistema Rotterdam-Spa, stando alle relative quote partecipative (33% tra Stato e Provincia e il restante 66% al Comune) a conti presto fatti rimarrebbero a Genova la bellezza di 2 miliardi euro/ANNO. Senza dover elemosinare scarse briciole a Roma!
Cosa che certo fa rabbrividire Russo, Delrio e relativa fallimentare Riforma ad hoc sul clichè assistenzialistico pro-Sud.
Sarebbe interessante il tuo parere in particolare sul finale dell'articolo. In cui, dopo la sparata di Russo, sul tema Società pubbliche il presidente Assoporti Zeno D'Agostino porta l'esempio di RAM, la società del MIT per le Autostrade del Mare, e fa interessante domanda riferita alla sua impostazione: Azionista unico MEF, Società in house MIT, Amministratore unico Cascetta
Chiedendosi poi se vale la pena mantenere il vincolo per le AdsP che impedisce di avere la maggioranza nelle società cui partecipano.
Sbaglio oppure anche D'Agostino ha perplessità "ridicole" secondo la visuale governativa di Russo?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 15:13

G. Merello

Personalmente sottoscrivo il post di Gian, dalla prima all'ultima parola. Credo che la maggioranza della ciurma veda in Pilotina uno strumento democratico di discussione possibilmente informata innanzitutto sui grandi problemi comuni.
E in chiaro, non in codice please. Credo che alla maggioranza non interessi il meccanismo per decifrare..

Spedito da: Autogrill Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 09:20

Victor Lustig

@gian

E cosa vuoi che ne pensi, è lui il primo nickname... È solo un circo

Spedito da: Porto di Genova Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 07:58

gian

@PER TUTTI
Per favore, non ricominciate a parlarvi tra di voi in codice... Fatelo solo secondo la mia opinione se scrivete di grandi problemi comuni e importanti per tutti del porto, della città, della politica, delle amministrazioni. Se invece avete dei conti da regolare, vi detestate, appartenete a schieramenti diversi e contrapposti o ci fate capire bene tutti con nomi, cognomi, circostanze, soggetto e complemento... oppure vedetevela al bar. A me piace l'ultima piega che ha preso Pilotina, anche quando si scherza o si fa gossip su grandi temi. Ma belin, attenzione a non svilire tutto...
Non so che cosa ne pensa il Timoniere???

Spedito da: Milano Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 06:58

Enrico Vigo

Nani, ballerine, clowns, saltimbanchi, mangiafuoco, croupiers, giocolieri, contamusse.

Sì sprecano annunci roboanti in ogni campo, tutti rigidamente con l'avverbio di tempo scritto in piccolo "poi". Sono cominciate le danze di una campagna elettorale che si preannuncia ad effetti speciali, promesse regalate a badaluffo, inflazione di sogni, caterva di rassicurazioni e promesse. Ma se prendiamo il coraggio di restare freddi e coscienti, e ci guardiamo negli occhi, incollando i piedi per terra, rifiutando le overdose di doping affabulatorio, facilmente comprendiamo che ad oggi nulla c'è di concreto ancora per tutto il mese di dicembre 2017.
Domani è un altro giorno, vedremo "poi". Game over.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 14 dicembre 2017 alle 06:03

Antonio Fagasta

@timoniere

Non si capisce bene: RAM e' una società a capitale Mef cioè Ministero delle Finanze che l'ha in house del Ministero dei Trasporti? E che c'azzecca?

@mojo hand

Avevo letto un bell' articolo di Sabino Cassese sul corsera. Sapete perché la P A e' ferma ? Perché i funzionari pubblici come si muovono sono fulminati dalla corte dei conti e dall'Anac. Risultato: non firma piu nessuno.

Spedito da: in viaggio verso Rovigo Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 23:52

Victor Lustig

@matt

Sei davvero un tipo curioso, Matt. Accusi me di diffondere gossip anonimi, quando questa pare essere la tua principale attività.
Siete un bel gruppo di furbetti, amici miei. E siete oltremodo divertenti quando fate finta di non capire. Il venditore di bottiglioni, poi, è il più miserabile tra i miserabili. Indossa il vestito del moralizzatore, proprio lui che per anni si è venduto al miglior offerente su piazza. Coinvolgendo anche l'ignaro datore di lavoro.
Poi c'è l'altro tizio, il barcaiolo grasso, che da Levante sparge letame sui nemici, stringendo accordi sotterranei con la toga mancata, l'ominide a caccia di ribalta, quello che vive di buffet a sbafo ma si crede giustiziere.
Ma torniamo a noi, Matt. Hai mai avuto il coraggio di affrontare a viso scoperto coloro che cerchi di ridicolizzare per via telematica? O sei uno dei tanti onanisti del web, tipo il Makiko per capirci?
Su, ragazzi, siate coraggiosi e coerenti. Dai... Fateci divertire, se ne siete capaci.
Lo spettacolo può cominciare.

Spedito da: Istanbul Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 22:14

Natasha Romanoff

Chiedo scusa, riprovo a pubblicare il mio intervento.
.......................

Che strane alleanze vengono consacrate sulle frizzanti pagine di pilotina.
Molto suggestiva quella fra il lacchè del piccolo potentato spezzino e l'induista con partita iva (a proposito: mi dispiace, non ti hanno pagato nemmeno a questo giro).
Piccole disperazioni che diventano amicizia. Che miracolo, Timoniere!

Spedito da: Istanbul Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 21:57

Natasha Romanoff

LA STRANA ALLEANZA TRA CALUNNIATORI E AMBIZIOSI FALLITI

.........................................

Davvero curiosa l'alleanza consacrata sulle frizzandi

Spedito da: Foce Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 15:44

Gilberto

@Matt

Svizzero? No, Novi.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 11:31

Enrico Vigo

GAZZETTA UFFICIALE USCITA, + 5 MESI PER IL PENSIONAMENTO

Il Governo Gentiloni-PD ha prodotto due problemi velenosi:

1. la pubblicazione in G.U. del provvedimento che sancisce lo spostamento in avanti dell'età pensionabile a partire dal 2019/20;

2. nessun prepensionamento per i lavoratori portuali, benché svolgano mestiere usurante.

Commento? Immaginabile.

Il Governo a guida Gentiloni-PD ha tare imperdonabili, inutili le grida nella savana di Tullo e Damiano, sinergiche forse a raccattare un pugno di voti a sinistra in una emorragia oramai travolgente e giustamente inarrestabile. Benvenuti (CULMV) si rassegni, un albero di mele non prurrà mai ciliegie, occorre cambiare musica e musicanti.

Spedito da: VeraCroce - Home Port Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 11:30

El Makiko

19-7-2017: ricordo un bell’articolo su Ship2Shore scritto come spesso accade su quella testata in tempi non sospetti http://www.ship2shore.it/it/porti/assoporti-spesi-340mila-euro-per-due-missioni-estere_65042.htm Assoporti, spesi 340mila euro per due missioni estere

L’assemblea approva il bilancio, nomina Mariani segretario generale per due anni e modifica lo Statuto per sopravvivere alla creazione della Conferenza delle AdSP

Delegazione e stand di Assoporti alla fiera Transport Logistic di Shanghai 2016
Bisognosa di un rinnovamento della propria identità dopo la riforma portuale che ha creato in seno al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la “Conferenza nazionale di coordinamento delle AdSP”, l’assemblea di Assoporti ha modificato ieri il proprio statuto.
La principale modifica, introdotta “con l'85% dei voti assembleari e la quasi totalità dei neo-Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale oltre ad altri associati”, ha riguardato, come spiegato in una nota dell’associazione, proprio la Conferenza, la cui prima riunione, peraltro, è prevista per domani: “Tra i compiti contenuti nello statuto dell’Associazione, oltre a quelli di supporto tecnico agli associati e di rappresentanza unitaria nelle sedi relative alla contrattazione di settore e nelle sedi Europee e Internazionali, Assoporti fornisce ‘ogni utile consultazione e collaborazione in tema di portualità, trasporti e logistica nell’ambito della politica dei trasporti e, tramite la struttura tecnica associativa collabora con l’organismo di cui all’art. 11-ter’” della legge 84/94.
“Un traguardo importante che ci rende più funzionali e operativi come struttura tecnica per gli associati, ma anche più dinamici e autorevoli nelle sedi dell’Unione dove l’Italia ha necessità di essere più incisiva. In autunno svolgeremo la nostra Assemblea programmatica, alla presenza del Ministro, delle istituzioni e di tutto il "cluster" marittimo-portuale. In quella occasione, come recita il nuovo Statuto, saranno assegnate le deleghe ad ogni Presidente di AdSP sui diversi argomenti che come Assoporti tratteremo sia in sede nazionale che europea” ha dichiarato il presidente Zeno D’Agostino.
Durante l’assemblea è anche stato nominato il segretario generale. Si tratta dell’ex presidente del porto di Bari Francesco Palmiro Mariani, che, contrariamente a quanto prospettato dallo stesso D’Agostino in ragione del suo status di pensionato, resterà in carica non pochi mesi ma due anni, percependo, si legge nello statuto, “un’indennità fissata di anno in anno nell’ambito del bilancio di previsione”.
Che, per il momento, non è stato reso noto, mentre in quello consuntivo, approvato dall’assemblea di ieri, il costo del personale ammonta a 522mila euro, seconda voce di spesa dopo quella da 705mila euro per acquisto di beni e servizi. Fra essi, oltre a 86mila per ‘consulenze diverse’, né legali né contabili, ci sono 340mila euro spesi per la partecipazione alle fiere di Fort Lauderdale e di Shanghai, che, specifica l’associazione, “in parte sono stati restituiti dalle singole Autorità Portuali (166mila al 31/12/2016, qualcos’altro in seguito). Ma nel 2017 abbiamo speso molto meno, perché non abbiamo preso lo spazio che era una volta dell’ICE (Istituto per il Commercio Estero, nda)”. Il risultato è stato comunque in utile per circa 11mila euro, grazie a entrate per 1,4 milioni: i suddetti 166mila euro e 1,23 milioni di contributi associativi degli enti pubblici membri (Autorità Portuali, Camere di Commercio e Aziende Porto).
In rosso quasi per la stessa cifra (ricavi per 114mila euro a fronte di spese per l’acquisto di servizi per 122mila), invece, Assoporti Servizi Srl, la controllata di Assoporti, amministrata dall’ex presidente dell’associazione ed ex parlamentare, il 69enne Francesco Nerli (60mila euro di emolumento annuo), di cui la stessa Assoporti, come confermato anche dal nuovo statuto, può “avvalersi” per lo svolgimento delle funzioni tecniche cui è chiamata.
Ciao Matt, a presto,
El Makiko

Spedito da: VeraCroce - Home Port Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 10:38

El Makiko

Ciao Matt, it's a pleasure to meet you!
Il buonsenso di Mojo invece è e resta una certezza.
A prestissimo con succose news e buona navigazione in queste acque agitate,

El Makiko

Spedito da: Genova Pubblicato il: 13 dicembre 2017 alle 09:25

giorgio.carozzi


@Matt
Svelami la tua identità, se per caso dovessimo incontrarci… Intanto l’encomio te lo sei già guadagnato come reporter dal Palazzo, una cronaca che vale una pagina di giornale.
Avrei una domandina da sottoporre all’amico Maresca e agli abituali frequentatori delle romane stanze: dove e a chi posso presentare il mio cv per Assoporti Servizi, perché la faccenda si fa intrigante! Un posticino in Ram no? Dice: dai, sono ben altri i problemi… Già, ma potendo contare su quelle parcelle anche le sollecitazioni di Mojo Hand si affrontano a cuor leggero, non vi pare?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 dicembre 2017 alle 23:14

G. Merello

ALLARME PER ANSALDO ENERGIA: QUOTAZIONE IN BORSA SAREBBE FOLLIA!

Leggendo sul Secolo XIX e Meditelegraph di oggi "Ansaldo Energia, gli ordini diventano un caso", si scopre un possibile nuovo caso di decisioni politico-economiche scellerate a danno di Genova e dell'Italia! ceurgente che a Genova e Roma qualcuno intervenga subito ad impedire l'ennesimo harakiri ai danni dell'industria genovese e nazionale!
Dopo la grande partenza con l'acquisizione della licenza Alstom per le turbine a gas di ultima generazione, con l'ottenimento di una banchina a Genova per l'imbarco dei macchinari dove si è costruito il nuovo stabilimento e con l'ottima prospettiva del mercato cinese grazie al socio di minoranza di Shanghai, adesso si mette tutto in pericolo??
Prima con la sostituzione come AD dello storico Giuseppe Zampini (divenuto presidente) con Filippo Abbà, che insieme ad altri managers ex Foster Wheeler è finito sotto indagine dell'organismo antifrode e anticorruzione del Regno Unito. Il quale Abbà, da quando insediato in gennaio risulta del tutto latitante nel suo ruolo, tanto che CdP starebbe pensando di sostituirlo con un esperto dirigente di CdP e di AEN come Guido Rivolta. E non sembra un caso che nonostante le ottime premesse non è stato annunciato nel 2017 alla stampa nessun nuovo ordine di turbine.
In tali condizioni, con una industria nazionale di alta tecnologia e grande futuro in pieno guado, sembra FOLLIA se non voluto suicidio andare avanti con il progetto di quotazione in BORSA che invece appare accelerato dopo che da ottobre si è affidata l'operazione all'advisor Rothschild!
Come ha fatto notare nei giorni scorsi il presidente della Commissione Bilancio della Camera Francesco Boccia, la quotazione improvvisa e senza alcuna strategia industriale collegata rischierebbe di far perdere all'Italia il controllo su una grande industria nazionale che detiene centinaia di brevetti strategici!
Urgente che a Genova e a Roma si intervenga con decisione per fermare un nuovo potenziale HARAKIRI dell'industria genovese e nazionale!

Spedito da: torino Pubblicato il: 12 dicembre 2017 alle 21:49

beppe berta

La più inutile delle assemblee, come dice Matt, confermo. Associazione inutile, discorsi inutili, temi inutili, una cerimonia autoreferenziale. se un marziano fosse piovuto lì non avrebbe cAPITO DI cosa parlavano. siamo ancora alla via della seta, l'ultimo miglio...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 12 dicembre 2017 alle 21:39

Mojo Hand

Va bene quello che dice Maresca, ma bisogna affrontare temi altrettanto importanti di quelli enunciati.
La domanda fondamentale è: perché non si fanno le opere? Perche' non si aprono i cantieri? ripete giustamente la ciurma con Vigo e Merello in testa? Andatevi a vedere quello che dice l'associazione nazionale dei costruttori e forse qualcosa si capisce o si intuisce.
Giuliano Campana infatti ha detto ancora recentemente "Il codice degli appalti più che inefficace è inesistente". E "i bandi d'appalto per le grandi opere sono aumentati ma i cantieri non partono e le ore lavorate in un anno addirittura diminuiscono". E sui subappalti, la grande "piaga" da sempre: "..non sono i subappalti la fonte di tutti i problemi. A noi costruttori interessa un progetto unico ed esecutivo come accade nel resto d'Europa."
Bastano i numeri: nel 2016 272 milioni di ore lavorate nei subappalti; nel 2013 300 milioni e a confronto del 2008, il crollo è stato del 46%.


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