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Genova al palo: il golpe sui moli delle colombe al potere

L’ingessamento burocratico che da mesi caratterizza il porto di Genova, è il miglior alibi possibile escogitato per coprire ricorrenti conflitti di interesse e comode sponde offerte a imprese private concorrenti. La vicenda del Terminal Rinfuse, su cui i nuovi concessionari (Msc e Spinelli) vorrebbero dirottare navi e lavoro, è un caso da Corriere dei Piccoli. “Le regole vanno rispettate”, si strepita nel porto tradizionalmente più restio all’applicazione delle norme, territorio di indagini e inchieste. Ma quando si tratta di tutelare rendite di posizione e frenare i traffici altrui, anche regole che non esistono vengono bene per impaurire chi dovrebbe decidere e non lo fa. I

l presidente dell’Autorità portuale di Genova e Savona può emanare ordinanze e regolamenti per assicurare il funzionamento e lo sviluppo del porto, può modificare per decreto le destinazioni d’uso di un terminal. Lo può fare autonomamente, perché il Comitato di Palazzo San Giorgio ha funzioni meramente consultive, oltre a rivelarsi un panino imbottito di conflitti di interessi e di veti politici. Anche un bimbetto capirebbe che per Genova l’alleanza con Msc, che ha acquistato il Terminal Rinfuse insieme al gruppo Spinelli, è strategica. Diciamo un po’ più strategica e opportuna rispetto agli interessi di bottega di altri operatori privati o dell’alleanza Savona-Torino (Orbassano ). Un delirio, insomma. Che indebolisce ulteriormente la credibilità di un’Authority molto organica ad uno schieramento politico, non autonoma, già imbrigliata dal ministero dei Trasporti e sottoposta consapevolmente ai condizionamenti quotidiani del governo regionale, cioè Toti e la Lega. Quali progetti realizzare, quali persone nominare, quali imprenditori promuovere, la sostanziale rinuncia ai traffici internazionali…

Del resto la sistemazione di Paolo Odone ai vertici dell’Aeroporto di Genova equivale, per strategia politica, al siluramento del direttore del’Agenzia delle Dogane, Giuseppe Peleggi, rimpiazzato da un magistrato ed ex parlamentare dei Ds-Ulivo, Giovanni Kessler. Il primo ha lavorato molto per innovare il sistema informatico e dialogare con gli operatori, spossati da controlli e cavilli. Il secondo i porti li ha visti solo in cartolina. Contemporaneamente capita che nel valzer di poltrone dei superburocrati del ministero dei Trasporti, chi si occupa di autostrade finisca a dirigere i porti, mentre l’esperto di pesca in acqua dolce è destinato a saggiare le perforazioni dei valichi. A insaputa di Genova, un golpe strisciante sta rivoluzionando equilibri e assetti sulle banchine nazionali, distruggendo secoli di storia e di autonomia. La regia unica viene sbandierata dal ministro Delrio come una conquista e celebrata con foto di gruppo in cui gongolano beati, accanto al ministro, i presidenti dei porti che già sgomitano per conquistarsi una poltrona romana prossima ventura. Pieni poteri solo a Roma, con quel che ne consegue in termini di pianificazione, interventi infrastrutturali, finanziamenti, scelte e nomine. La violenza delle colombe al potere è peggio del clientelismo e del consociativismo. Prende forma e sostanza un disegno centralista che porta a Genova rappresentanti fedeli ad una visione addirittura antitetica a quanto voluto nei secoli da Genova e Savona. Competenze, progetti di trasformazione e sviluppo, federalismo, sussidiarietà? Ma neppure per sogno. L’importante è devitalizzare quanto di ancora vivo (poco) si nasconde sotto la cenere.

Camomilla a ettolitri e via a inseguire i disegni di conquista dell’elettorato del Sud. L’eclettismo era la caratteristica dei porti liguri, l’indipendenza la scelta espressiva, l’inquietudine e il cambiamento costante la loro biografia. Oggi qual è il ruolo di Regione, Comune e Autorità portuale all’interno di questo disegno di disgregazione? Si tratta solo di un grossolano errore di valutazione tattica? Eppure le normative che inchiodano Genova all’immobilismo gestionale sono di facile consultazione. Ma nessuno prova a spiegare quel che sta accadendo: cioè il colossale furto perpetrato ai danni di Genova e della sua auspicata vocazione europea. Da queste parti sono altri gli interessi in gioco, non si vogliono né studiare né replicare i modelli vincenti. Il sindaco di Rotterdam governa il “porto-città”, macina profitti e ci viene anche a prelevare la merce sotto casa. Perché in Italia i Comuni sono fuori dai porti. Nel Comitato non siedono i rappresentanti dei sindaci, ma tecnici presunti che tuttavia non riportano né rappresentano le istanze municipali. In passato un sindaco aveva un ruolo molto importante anche nella scelta del presidente. A Genova, Bucci ha firmato una delega in bianco ad Amleto Mestizia.

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Commenti inseriti: 353 — pagina 1 di 15

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 15:57

G. Merello

GENOVA DEINDUSTRIALIZZATA FACCIA VALERE I PROPRI DIRITTI!

ILVA è la goccia che trabocca il vaso di una deindustrializzazione di Stato selvaggia iniziata da Prodi-IRI e mai smessa fino a sfiorare ora l'estinzione industriale!
Da Internet un articolo di Repubblica del 2/4/2010, "Cento aree dismesse all'asta sulla rete..."
Sette anni fa a Genova si parlava di "squadra allargata, dal Comune agli Industriali, Costruttori, Cam di Commercio, Sviluppo Genova che fra un paio di mesi (!) varerà un programma con database per mettere in rete un centinaio di aree industriali dismesse per circa 1 milione di mq, non solo in Valpolcevera e Valbisagno ma seminate a macchia d'olio lungo tutta la città". NB: e SENZA CONTARE aree ILVA e aree ferrovie come Trasta. Si parlava di MARKETING TERRITORIALE ecc. Pie intenzioni sulla carta..
Veniamo ad OGGI.
Sole 24 ore di giugno: "Arrivano le ZES-Zone Economia Speciale. Il Governo fa rotta a SUD". Ossia.. "trattative con Bruxelles per valutare criteri e benefici per certe AREE CIRCOSCRITTE CON PARTICOLARE VOCAZIONE PRODUTTIVA E DI APERTURA AI MERCATI INTERNAZIONALI" e ritenute in piena CRISI". Ma è la FOTO DI GENOVA, città con grande vocazione ma ridotta in crisi peggio di tante zone del Sud!
Il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti indica Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia e in particolare Gioia Tauro, Napoli, Salerno, Bagnoli, Taranto...e persino Matera, per lanciarla come capitale europea cultura 2019....
Essendo le ZES un'evoluzione delle Zone Franche in ambito doganale e di agevolazioni fiscali con l'obiettivo di ATTRARRE INVESTITORI, di questo necessita Genova per offrire le aree dismesse con buone speranze di risultati! Genova è in crisi anche peggiore di Savona che è stata riconosciuta "area di crisi industriale complessa".
In aprile scorso Spediporto Genova proponeva una ZES lungo l'intero perimetro portuale e oltre, comprendente i retroporti. Si parta da questo tenendo conto delle vocazioni genovesi sia mercantili che industriali, e che Victor Uckmar ottenne una zona franca già con legge nazionale 202 art 2 del 1991! In aggiunta alle vitali infrastrutture finalmente partite come Terzo Valico e Gronda.
Ma ora basta timide richieste. La SVEGLIA per Genova, con Istituzioni e politici in testa, è assordante. Far valere i propri DIRITTI!

Spedito da: San Benigno Genova Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 12:25

Luca CU

@GiuseppeAnatrelli

stai scherzando o sei serio?

Spedito da: Rapallo Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 10:31

Massimo Quadrati

Spero che quella di @anatrelli sia una fake news. Il console in tv a parlare di Genoa e Sampdoria nel momento più difficile per il mondo del lavoro genovese sarebbe davvero troppo.
Potete confermarmi che si tratta di bufala?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 09:14

Enrico Vigo

MINISTRA PINOTTI SOLIDALE CON OPERAI ILVA

L'assenza di freni inibitori e di pudore spinge sfacciatamente la Ministra della Difesa Roberta Pinotti ad essere solidale con gli operai, dimenticandosi che presiede uno dei ministeri chiave del Governo Gentiloni e siede autorevolmente nel Consiglio dei Ministri apponendo la firma sugli atti ufficiali. "Che fa il nesci, eccellenza, o non l'ha letto?...(cit. A.Manzoni)"

Mi chiedo cosa ci stia a fare allora nel Governo, che sta gestendo per mezzo con i Commissari la vendita dell'ILVA alla cordata straniera, con sponsor locale Emma Marcegaglia (il cui nome è giunto recentemente alla ribalta in rapporto a debiti spazzatura con nota banca) che ha prodotto un capitolato di gara che contempla i livelli produttivi ridotti per più anni, che generano un automatico calo degli occupati.

Questa solidarietà appiccicosa mi indigna profondamente, da un governo di centrosinistra non mi aspetto l'infamia di 4.000 esuberi (escluso l'indotto, perché contando quello i numeri si triplicano).

Imperativo categorico ora, a latere della trattativa peraltro su queste basi ha fatto bene CGIL-FIOM di Genova a non partecipare al tavolo negoziale perché la piattaforma di partenza è illegale, incivile e offensiva, individuare le aree da strappare dalle sgrinfie dell'ILVA da destinare alle nuove attività portuali e industriali, comunque vadano le trattative.

Rinnovo l'appello di una soluzione alla francese, ritorni tutto in mano pubblica fino a risanamento completato, spazzando via tutti i profittatori che come avvoltoi si sono buttati su una carogna lasciata marcire da un Governo disattenti, incapace di politiche industriali che rilancino l'Italia nel mondo da troppi anni.

Le elezioni sono incombenti, i cittadini elettori sapranno fare giustizia nell'urna, e il segnale delle recenti amministrative è stato solo un assaggio.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 09:02

Seguace di Olaf Palme

La ciurma ha ragione da vendere sul caso Ilva.
Spero non succeda niente, che si stia trattando segretamente, che non sia tutto così improvvisato. Non si può partire come al Bazar dicendo che gli esuberi sono 600 o quel che è per poi arrivare ad un numero inferiore in trattativa..Una moderna politica industriale avrebbe già aperto e chiuso una negoziazione sulle "persone in più" e le avrebbe ricollocate tutte, almeno a Genova, pianificando il ritorno di quelle aree, o di una loro parte, alla loro destinazione e vocazione storica ed imprenditoriale (industria legata al Porto, Porto e Logistica).

Come noterete non entro nella pochezza della soluzione escogitata a Roma sul futuro della siderurgia...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 09 ottobre 2017 alle 01:48

mojo hand

E dimenticavo l'Agenzia dei lavoratori di Taranto.....516 !

Spedito da: Via Napoli, GE Pubblicato il: 08 ottobre 2017 alle 21:30

Giuseppe Anatrelli

Ma vi pare normale che alle 21.30 di stasera, alla vigilia di una giornata pesante (Ilva) e a pochi giorni dal nuovo caso di autoproduzione in porto, il console della CULMV sia in tv a parlare di calcio?

Spedito da: Janua Pubblicato il: 08 ottobre 2017 alle 20:50

Dottor Mabuse

@ciozz
Esatto.....ci siamo arrivati alla fine.
Solo che finirà lavorare poco in pochi.
Anche perché a Madre Teresa da Sorrento il gruista ultra 40enne con perdita di diottrie e discopatia, fumatore e sovrappeso proprio non piace anche perché non ha le stesse performance della super Gru Automat a controllo psichico che si può manovrare dal CERN con l’utilizzo di un topo robotico coreano.
Ma a noi va bene così tutti in fila a battere le manine, io non avrò mai dato risposte ma neanche ne ho ricevute e quindi riformulo: preso per assunto che l’età media nel bacino di sampierdarena è alta e gli addetti alle operazioni di banchina non raggiungeranno mai certi numeri e senza performance sei fottuto, domanda, cosa ne facciamo!?

Spedito da: Zena Pubblicato il: 08 ottobre 2017 alle 08:49

Ciozz

@malatesta
@mabuse

Io credo che qui dentro Malatesta e Mabuse (pur afflitto da un pessimismo cosmico) abbiano ben chiaro dove si annidi il pericolo maggiore per il porto e per il paese. Politici e consulenti dei miei stivali continuano a riempirsi la bocca di parole come industria 4.0 senza nemmeno sapere di cosa stanno parlando.
E l'automazione spinta ragazzi!! non la potremmo fermare ne io ne Mabuse ne la Camusso ne Landini.. ma questo significherà enormi perdite di posti di lavoro nel giro di 5 / 10 anni max. Chi comincia a parlare di politiche sociali 4.0 allora??? Nessuno!! Io non sono un sociologo ne un giuslavorista e non ho ricette. Nella mia ingnoranza l'unica soluzione la vedo è nel classico "lavorare meno per lavorare tutti" (aka 35 o 30 ore).. ma il povero Bertrand Russel giace nella tomba inascoltato ormai da decenni.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 08 ottobre 2017 alle 06:08

Enrico Vigo

GENOVA - ILVA
Accordo di Programma 2005
mai attuato, nessun politico intervenuto, 2017 all'inferno.

Fin dall'inizio i Riva pro-tempore padroni di ILVA non hanno mai rispettato l'Accordo di Programma prendendosi gioco di tutti, e nessuno, nell'ordine Governo, Enti Locali, Autorità Portuale ha mai impugnato l'accordo per farlo rispettare. Ora dopo 12 anni nell'era della globalizzazione, con un capitolato colpevolmente redatto all'italiana che limita le produzioni e condiziona l’acquirente negativamente, e avallato dal Governo, si pretende che l'acquirente lo rispetti? C'è pazzia nel solo pensarlo. Ci vuole una svolta alla "francese", torni tutto allo stato, e basta sceneggiate. Questo Governo Gentiloni a guida PD va cacciato a calci nel sedere e ricordato perché coloro non tornino più ad avere leve di potere per guastare l’Italia, e con loro tutti gli amministratori locali degli ultimi 12 anni, ugualmente corresponsabili. Mettere 4000 famiglie nella disperazione in questo contesto è infamia grave e non possono più passarla liscia.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 22:14

Monitore Sociale

Ma hanno già archiviato le indagini su Henry John Woodcock e la Sciarrelli?
Coloro i quali hanno aspettato anni la loro archiviazione non si scorderanno tanto facilmente di questa velocità ed efficienza.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 21:26

mojo hand

Crolla il traffico contenitori a Gioia tauro? 377 portuali a carico dello Stato dal 1 agosto 2017. Sarebbe come se a un terminalista di genova crollasse il lavoro e i lavoratori in eccedenza li assorbisse tutti lo Stato.
Non mi fa nessun orrore la notizia. Mi fa orrore invece che tutto un armamentario di soloni e di ipocriti (dal Ministero delle Finanze al Fatto quotidiano, per esempio) non faccia un piego. E tutti i "pieghi" li facciano invece qua.........

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 17:27

G. Merello

GENOVA: ILVA DECIMATA, AREE PRODUTTIVE DA RECUPERARE, ZES

Solo rabbia nel leggere il "piano choc" della nuova proprietà ArcelorMittal per la siderurgia italiana.
L'immancabile fregatura per Genova è che mentre gli impianti di Novi sono più recenti quelli di Cornigliano hanno linee buone per la zincatura ma quelle per la banda stagnata sarebbero da rinnovare. Si parlava di 120-150 milioni d'investimento, che AM però non vuole cacciare, anche se c'è grande richiesta dal mercato!
La morale è nei numeri: Genova passerebbe dagli attuali 1500 a soli 900 addetti con ben 600 esuberi.
Il famigerato "Accordo di programma" 2005 che prometteva di mantenere tutti i dipendenti...morto e sepolto!!
CONCLUSIONI: cade l'ultima maschera su una preziosa area produttiva sul mare di oltre 1 milione di mq che darà lavoro a soli 900 addetti!!
La città, Istituzioni in testa, recuperi spazi Ilva
inutilizzati per nuove attività produttive, per le quali opportuno offrire incentivi come il riconoscimento di ZES/Zona ad Economia Speciale!

Spedito da: GENOVA Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 16:37

UNDER GROUND

ROSSIBOTTINI SCHIAVO DEI PIRRINI

Spedito da: Genova Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 16:24

Monitore Sociale

letta la bella intervista di Quarati con il rappresentante di Stx se non ricordo male. Ad un certo punto la verità è venuta a galla. A Quarati che incalzava su "ma voi avevate già fatto un accordo con l'Italia prima delle elezioni di Macron" l'interlocutore ha risposto: ma c'erano delle ambiguità nella proposta italiana, ad esempio il ruolo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste che deteneva il 6%, tanto da diventare l'ago della bilancia (non avendo Fincantieri il 51%).
Poca la soddisfazione di vedere che la Pilotina aveva già tirato fuori il problema...tanta la preoccupazione per una stampa che ci ha rotto i zebedei per tutta l'estate su Italia si/Francia no quando quello era il primo tema da ripensare.

Ora per evitare ulteriore disinformazione, la Pilotina vorrebbe sapere quali sono i "paletti" messi dai francesi che farebbero scattare il loro diritto a riprendersi l'1% prestato a les italiennes... Anche perchè quello diventa l'esempio per altre operazioni del genere.....

Spedito da: Milano Pubblicato il: 07 ottobre 2017 alle 09:02

Enrico Vigo

VERTENZA ILVA CORNIGLIANO: SOLIDARIETA’ ALLE MAESTRANZE

Dichiarati 600 esuberi a Cornigliano, 60 a Novi Ligure, sono numeri falsi in partenza, gli acquirenti ILVA sanno di dover trattare e hanno già in tasca il numero vero, dopo una finta trattativa e rituali sceneggiate si assesteranno lì dove hanno già idea di arrivare prendendosi gioco di tutti, operai, sindacati, Governo. Riduzioni generalizzate di stipendi. Una mala storia già vista troppe volte per digerirla, la reazione corale dei sindacati e degli enti locali deve essere proporzionata all’infamia.
Un piano industriale che fa acqua da tutte le parti ed offende il buon senso comune.
Un accordo di programma, nato male, mai rispettato dalla vecchia proprietà ILVA e neppure dalla gestione commissariale, saltato per volontà del gruppo acquirente che relega sole 900 unità in uno stabilimento a Cornigliano che occupa una porzione sconfinata di preziosissimo terreno strappato al mare, con un rapporto addetti per ettaro oramai ridotto a barzelletta.
Accondiscendente il Governo Gentiloni colpevole mediatore (a guida PD con Renzi dietro le quinte), distaccato e freddo, un capitolato di gara sbalorditivo, indegno di un paese civile, crudo senza clausole sociali adeguate, irrispettoso verso le comunità di Taranto, Cornigliano, Novi Ligure, Racconigi, Milano, Marghera e dell’Italia tutta.
Questo lo schiaffo finale, l’ultimo il più doloroso sferrato alle giunte di Sinistra di Genova che, sbagliando i conti clamorosamente (sapendo di farlo?) , hanno firmato un accordo già a suo tempo ritenuto da molti impossibile, pur sapendo che ILVA non lo avrebbe mai rispettato. Questa di oggi è la laurea (dis)honoris causa che certifica l’incapacità conclamata della sinistra genovese. Anno dopo anno abbiamo assistito a sceneggiate irripetibili per decenza, e a pagarne il conto sono gli operai e negli anni scorsi i cittadini di Cornigliano.

Spedito da: Janua Pubblicato il: 06 ottobre 2017 alle 21:09

Dottor Mabuse

@fragola
Per favore non sparate sul pianista......svizzero....vabbè svizzero più o meno.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 06 ottobre 2017 alle 16:22

G. Merello

Sul Meditelegraph di oggi si leggono due articoli sulle crociere riguardanti ovviamente anche Genova. Sul primo, riguardante le previsioni di Risposte Turismo per il 2018 sulle crociere in Italia, come passeggeri movimentati si legge 1^ Civitavecchia, 2^ venezia, 3^ Napoli (poco più di 1 milione), 4^ Savona (950.000 +12,6%), 5^ Genova (920.000 +0,5%.
Nel secondo articolo, sugli incrementi di MSC crociere nel 2018, si legge di un suo aumento in passeggeri del 4,5%, di cui beneficerà in particolare Genova come noto porto base di MSC. E in effetti MSC porta a Genova oltre ad altre navi già la nuova ammiraglia (fatta da STX Francia) Meraviglia e nel 2018 porterà l'altra nuova ammiraglia (fatta da Fincantieri) Sea View.
Lasciando comunque perdere le piccole differenze nel totale crocieristi tra Napoli, Savona e Genova, sempre più risalta a Genova che la quasi totalità delle crociere è opera di MSC (sì, quella dell'antipatico Aponte..) mentre raramente si vedono navi di altre compagnie.
Ad es in ottobre oltre a MSC fanno fugace apparizione due di Costa Crociere (la piccola Neoriviera e la media Mediterranea) probabilmente per sovraccarico di Savona, mentre come navi "serie" si nota la Queen Victoria della Cunard.
Assenti totalmente altre grandi compagnie, con Royal Caribbean in testa, e persa come noto la P&O che portava passeggeri dalla G. Bretagna tramite voli al Colombo (un fly & cruise che funzionava benissino, portato via da Malta).
Stazioni marittime, quando non ci sono MSC, spesso desolatamente vuota.
Ora c'è pure il problema alla banchina Andrea Doria, da risolvere d'urgenza! Credo che si possa fare di più per attrarre altre compagnie!

Spedito da: Milano Pubblicato il: 06 ottobre 2017 alle 11:19

Enrico Vigo

NUOVA STAZIONE FERROVIARIA SIFFREDI-ERZELLI & DEPOSITO PROVVISORIO CONTAINERS VUOTI DERRICK AEROPORTO.

Il Presidente Odone della SPA dell’Aeroporto annuncia sui media che il 2019 è l’anno dell’avvio del cantiere per la costruzione della nuova stazione ferroviaria vicino all’aeroporto Cristoforo Colombo, dalla duplice utilità come sistema modale complementare al servizio dell’aeroporto, e al servizio della città di Genova con un importante parking di interscambio di cintura (tanto caro ai progetti del Sindaco Bucci per la mobilità urbana). Ma su queste opere cade la spada di Damocle della persistenza, ogni peggiore previsione, del deposito temporaneo container vuoti “Derrick”, che tarda a ricondurre la sua attività nella sua sede originaria di Borzoli, tra l’altro oggi ben servita da gallerie Borzoli-Casello A10 di Genova Aeroporto (di Cornigliano e non Sestri Ponente, come spesso erroneamente i media sbagliando indicano), quelle gallerie funzionali al terzo valico ferroviario, inaugurate poco prima delle elezioni amministrative. Il deposito, impropriamente ubicato, aveva addirittura causato col suo generare un abnorme andare e venire di camion in un luogo palesemente inadatto il blocco della circolazione verso l’aeroporto e la Marina di Genova Aeroporto, suscitando le ire di tanti viaggiatori che hanno avuto problemi con i voli. I containers vuoti appilati nel Deposito-Manhattan dell’aeroporto hanno raggiunto cime altissime, evidentemente l’intenzione di sloggiare tarda a venire. Mi chiedo se non sia il caso che il Presidente Signorini, azionista dell’aeroporto e in quanto AdSP ente che rilascia le concessioni su quei terreni, metta mano seriamente alla pratica “Derrick-Aeroporto”, perché il futuro di Genova non può essere infettato da scelte sbagliate a cui apparentemente non si riesce a porre rimedio in tempi decenti neppure dopo lo storico ribaltone elettorale. Genova da sempre si fa male da sola, speriamo tuttavia che il “vento nuovo” inizi a spirare davvero, di certe trappole mal confezionate, retaggio e residuato bellico di gestioni a regia di una sinistra in taluni casi fin troppo perniciosa, si fa volentieri a meno. L’aeroporto, Erzelli e Genova devono correre verso il futuro speditamente, la questione è talmente delicata e urgente che non sono più ammessi errori o distrazioni, si intervenga con risolutezza e presto.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 05 ottobre 2017 alle 09:24

Enrico Vigo

LA PREOCCUPANTE VICENDA ERICSSON & ERZELLI ALLA MOVIOLA

Una ragione in più per mettere il turbo al progetto Erzelli per Università, Ospedale e Parco ci viene suggerita dalla devastante notizia dei licenziamenti a rate, in modalità poco apprezzabile, della nota multinazionale a cui difettano impatto con la socialità e stile d’impresa. Presidente di Regione, Sindaco e Rettore dell’Università abbiano la compiacenza di fare fuoco e fiamme per mettere fine in fretta al defatigante e desolante “petting” consumato oltre ogni aspettativa, che ha colorato a tinte fosche questo ultimo decennio, abusando della pazienza dei genovesi. Che partano i cantieri senza più ritornelli oramai stonati ed inascoltabili ad allungare la minestra mese dopo mese e ad esibire con eccessiva naturalezza e proverbiale sfacciataggine impensabili nuovi tasselli di burocrazia in eccesso. Genova non può più aspettare, lo spaccato sociale allarmante deve essere un monito per far presto, i tempi fuori mercato nell’era della globalizzazione sono una colpa grave, chi ha responsabilità istituzionali dovrebbe saperlo bene, tuttavia l’autunno è arrivato e non accade assolutamente ancora nulla in questo 2017 dominato più dalle affabulazioni che dalla concretezza.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 04 ottobre 2017 alle 15:54

mojo hand

Se la società per azioni pubblica diminuisce il tasso di burocrazie nel porto, ben venga.

Su molto vi e' da intervenire. Pensate alle navi in rada perchè il terminal di destinazione e' congestionato e non può accoglierle. Se vi sono posti Liberi in altri terminal, perché non farle operare immediatamente su quest'ultimo nel caso sia vuoto, ripeto, come purtroppo vedo talvolta accade, passando ogni giorno sulla sopraelevata.
Qualcosa di simile o di analogo ha fatto il Canale di Panama panama consentendo gli scambi di slot per il transito dello stretto tra navi appartenenti alle medesime alleanze...

Spedito da: Milano Pubblicato il: 04 ottobre 2017 alle 11:18

Enrico Vigo

ANCORA UN APPELLO AL PRESIDENTE AdSP SIGNORINI

Stimato Presidente,

Con grande favore ascolto sempre i suoi punti di vista sulle infrastrutture liguri, diga, porto in genere, gronda, 3°vallico, di una AdSP che diventi una SPA snella, ed approvo incondizionatamente tutti i suoi punti di vista, incluso quanto emerso anche nel recente convegno di Genova sul corridoio Genova-Rotterdam (come potrebbe essere diversamente?).

Ma sinceramente non mi capacito come mai i raccordi ferroviari portuali di sua competenza diretta che Genova aspetta, a Sampierdarena, ma soprattutto al VTE di Voltri, non vengono messi in cantiere. E’ una cosa che stride con l'immagine che Lei cerca di proiettare all'esterno di sè stesso, e pur con tutta la pazienza e la buona volontà che posso metterci per comprenderne le ragioni, ritengo la cosa assolutamente intollerabile, incoerente, e mi si perdoni lo sconforto, persino indegna. Proprio dove Lei, Presidente, potrebbe condurre incontrastato la danza dall’alto dell’ufficio che Lei presiede con tutta la necessaria proattività, mese dopo mese non succede mai assolutamente nulla, e il Porto di Genova continua a subire vergognose ingiustificabili inefficienze ferroviarie causate da infrastrutture substandard.

Perché?
Fino a quando?

Spedito da: Via Napoli, GE Pubblicato il: 04 ottobre 2017 alle 00:10

Giuseppe Anatrelli

@Yellowone

Non cada anche lei così in basso, collega di Torre. Lasci perdere il football e torni a parlare di porto.
Da lassù può controllare quasi tutto.
Ad maiora.
G.A.

Spedito da: Milano Pubblicato il: 03 ottobre 2017 alle 13:32

Enrico Vigo

DINOSAURI CHE FANNO ANCHE POLITICA ANZICHE' SOLO IL LORO MESTIERE

fonte IL SECOLO XIX di oggi:

<<< «Ogni arretramento» sul fronte pensioni «esporrebbe il comparto e quindi la finanza pubblica in generale a rischi di sostenibilità», afferma peraltro il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci, in audizione sulla Nota di aggiornamento al Def di fronte alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato. La Corte invita a «confermare i caratteri strutturali» della riforma Fornero, «a partire dai meccanismi di adeguamento automatico di alcuni parametri (come i requisiti anagrafici di accesso alla evoluzione della speranza di vita e la revisione dei coefficienti di trasformazione)».>>>

Questo paese dove un potere tenta di indarere l'altro è sempre più a democrazia ridotta o condizionata, i guasti economici e sociali delle azioni del Governo dei Professori (la funesta legge Fornero) continueranno per anni a creare involuzione sociale e a frenare lo sviluppo, l'apparato prosegue cieco la sua corsa verso il baratro, peccato che al baratro ci vanno gli italiani solamente, loro si salvano sempre, e che salvataggi con i controfiocchi!

Spedito da: GE (riatria) Pubblicato il: 03 ottobre 2017 alle 12:22

TheYellowOne

.... comprerà pure il Genoa u sciu...in CHF pure... che te frega?
tanto ancora una volta , a fine anno gli chiederete gli € ... ti auguro un cambio valutario favorevole...
TYO

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