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Svolta in porto: Francia o Spagna purché se magna!

Telefona il presidente di un importante porto italiano di ritorno da una visita sotto la Lanterna e confida sconcertato: ma come avete fatto a ridurvi così? Aggiunge: avete il prototipo di una Ferrari più unica che rara e lo lasciate marcire in garage. Navigate a vista, producete il minimo sindacale. Siete vecchi, inadeguati, tristi, cupi. Già. Non esistono più le mezze stagioni. Quentin Tarantino potrebbe riproporci una rivisitazione di Pulp Fiction. Per farci guardare la storia contemporanea di Genova e del suo porto attraverso gli occhi del killer nero, che prima di uccidere recitava versetti e salmi della Bibbia e ad ogni colpo si segnava.

L’ex sindaco Amleto Mestizia ha appena consegnato al successore Marco Bucci l’intero fardello di una delle peggiori esibizioni partitocratiche nella pur scellerata storia dei rapporti tra il Municipio e le sue banchine. Nemmeno il tempo di scartare la potenziale modernizzazione del sistema, che già cala la notte cavernosa e Genova si ripropone trionfalmente come simbolo della conservazione e del consociativismo, degli accordi sottobanco e del compromesso al di là dell’accettabile. Paolo Odone, emblema dell’inossidabile continuità del controllo territoriale e comandante a vita della Camera di Commercio, designato presidente della società che gestisce l’aeroporto. Dicono: sono tutti d’accordo, imprenditori e partiti, da Forza Italia al Pd, dalla Lega ai 5Stelle. Ma allora il rinnovamento, la visione, la crescita? Spiegano seriosi e compunti: cerca di afferrare, l’azionista di maggioranza del “Colombo”, cioè l’Autorità portuale, deve pur concedere una poltrona prestigiosa alla Camera di Commercio, partner al 25%. Sarà.

Ma Paolo Signorini non rischia di perdere faccia e credibilità? Di mostrarsi come un cagnolino al guinzaglio dei poteri forti? Risposta: mannò, è vero semmai il contrario, il presidente non farà sgarbi né ai suoi grandi elettori né all’opposizione, ma con astuto pragmatismo punterà alla gestione della macchina, cioè alla cloche dell’aeroporto. Non mi hanno convinto. Andrà anche peggio al genovese qualunque che dovrà sforzarsi di capire che cosa c’è dietro i comitati elettorali, i clan personali, i club d’affari. Come si alleino fra di loro. Chi li manovra. Veder chiaro in questa nebbia non è un’operazione facile, è quasi disperata perché va compiuta dentro la palude dove stanno marcendo valori, politiche, ideologie.

La stessa poltiglia rende quasi uguali molte parrocchie partitiche, oggi livellate dal cinismo, dal becero pragmatismo, dal vuoto di ideali. Non è un problema di legittimità ma soltanto di buon gusto e arroganza. La perversa speranza è che dopo aver raschiato il fondo del barile, il nuovo governo cittadino torni a considerare l’industria portuale il vero cuore di Genova, motore trainante del bene comune. Continuare ad alimentare un porto-città senza luce, ostaggio di interessi di parte, delle paure, di nuovi baluardi innalzati per chiudersi dentro, escluderebbe definitivamente Genova dal circuito virtuoso della sana competizione sui mercati, del sapere, della ricerca, dell’innovazione e della conoscenza. Reinventare il dialogo e saldare l’unità d’intenti e di strategie tra città e porto è determinante soprattutto in una stagione che sancisce lo sfascio dei punti di riferimento sociali e delle rappresentanze associative.

Se il sindacato è marginale, le imprese soffrono le pene dell’inferno. In una città come Genova, il sindaco ed il Comune sono essenziali per lo sviluppo ed il posizionamento strategico del porto, che vive solo se nel contesto di una comunità locale coesa, il leader-sindaco è autorevole e riesce ad influenzare le scelte governative, sostenendo la crescita dei terminal. Dal Comune il porto si attende prima di tutto una importante azione di marketing internazionale con i principali attori internazionali dello shipping e dei traffici nonché con i territori alleati. Il riferimento è all’area del Gottardo da una parte ed al Far East dall’altra, particolarmente in un momento di forte dinamismo finanziario dei paesi della via della seta. Naturalmente l’azione del Comune è determinante nel contesto urbanistico: il piano regolatore portuale dipende infatti da quello di Tursi, con il quale si deve coordinare. E le scelte diventano inevitabilmente sociali ed economiche.

Con un Comune diverso e più accorto, ad esempio, la pianificazione di Giuliano Gallanti, che prevedeva l’ampliamento di Voltri verso Ovest, avrebbe spalancato scenari davvero alternativi. Forse alcuni interventi di “portualità allargata” non sarebbero stati compiuti. Senza trascurare poi il ruolo imbarazzante di Tursi nella vicenda delle aree Ilva, che potrebbero costituire un polmone eccellente dove localizzare una zona franca di perfezionamento sul corridoio del Gottardo ma oggi sono asservite ad una impresa decotta e senza futuro. In questa stagione di declino globale, il porto deve poter contare sulla vivacità di un sindaco capace di promuovere investimenti stranieri nel settore delle infrastrutture e della logistica che caratterizza la città e la rende unica al mondo.

Altrettanto importanti sono ruolo e presenza di Tursi nel Comitato portuale. La scelta deve ricadere su una personalità di indiscusso prestigio, competenze ed autorevolezza, non il solito cameriere al servizio di clan economici o politici. Il comune di Savona ha potuto finora giocare una sua partita spregiudicata, che punta a consolidare i suoi specifici interessi territoriali, che evidentemente sembrano coinvolgere più Torino che la Svizzera. Riequilibrare forma e sostanza dell’Autorità portuale è urgente. Garantire che il suo Comitato assicuri scelte coerenti con le politiche europee e con il pubblico interesse è decisivo. Pochi atti. Ma fondamentali per consegnare alla storia il mandato di Marco Bucci a Tursi. Sono scelte che vincolano l’economia portuale per i prossimi cinque anni e che possono esaltare o meno la competitività a livello internazionale. Il tempo dirà se si è trattato di un ribaltone utile per far crescere il porto-città e l’occupazione in un settore strategico. Oppure, come già pare dalle vicende legate all’aeroporto, se la micro politica si perpetuerà ancora nel segno del consociativismo che affoga lo sviluppo.

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Commenti inseriti: 110 — pagina 1 di 5

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 luglio 2017 alle 12:20

G. Merello

@ ENRICO VIGO
ESATTO: "c'è poco di nuovo per ora, tutto il vecchio che fiorisce in ritardo".
Ma credo siamo pronti a METTERE 10 FIRME perchè fiorisca/ SI REALIZZI il VECCHIO, ossia l'enormità di OPERE vitali accumulate/bloccate in DECENNI DI PARALISI TOTALE. Che da sole ci faranno fare un SALTO di qualità e di sviluppo EPOCALI! Nonostante chi, anche su Pilotina, per anni ha scritto tanto per esempio che il T. Valico è opera inutile..
PER QUESTO secondo me bisogna battersi, soprattutto spingendo (e accordando un minimo di fiducia..) coloro che adesso governano Genova e Liguria, dopo avere ereditato situazioni incancrenite da decenni. Lasciando perdere il colore politico..
Quanto sopra secondo me occorre, oltre ai più che fondati e comprensibili sfoghi, sui quali siamo tutti d'accordo.

Spedito da: genova Pubblicato il: 22 luglio 2017 alle 10:33

penultima thule

I post di Rossi Bottini e la chiosa del timoniere fanno ben sperare: la carica al vetriolo della Pilotina è rimasta intatta.

Ma bisogna approfondire le analisi, studiare molto di più i tempi attuali e le normative che li bloccano nello sviluppo togliendo il sangue.
Ma non ci sono storici all'orizzonte: nessuno che nemmeno provi a spiegare quello che è successo. E quello che è successo è stato un colossale furto perpetrato ai danni di Genova e della sua auspicata vocazione europea. Ma è mai possibile che a nessuno sia mai venuto in mente che con questi enti servi ignobili dello Stato (quelli nobili non li ricordano mai)non si va da nessuna parte? Mai a nessuno sia venuto in mente di replicare i modelli vincenti? forse che a Rotterdam vi sia una Autorità di sistema portuale? Già, perchè forse a qualcuno sia venuto in mente di spiegare il modello di economia tedesca e pensare di replicarlo, magari adattandolo, qui? Tuoni e fulmini se qualche giornale abbia mai spiegato queste cose: siamo solo capaci di chiedere di fare un pò di deficit in più.

Anche Maresca: dice "occorre che il Sindaco conti di più in Porto!" E come? con quale modello? Bisogna trovarlo; e non è certo quello dei comitati di gestione dove....il Sindaco di Genova ha un voto (e uno solo!) come quello di Savona o come quello della .....Capitaneria di Porto! ma vi rendete conto?? (no, non ve ne rendete conto: viene il sospetto che vi vada bene così).
In paesi ad encefalogramma non piatto come il nostro Delrio sarebbe stato ferocemente contestato. Economisti, studiosi, appassionati di Genova e del suo Porto avrebbero scritto e fatto aprire gli occhi a tutti noi. Zero quasi assoluto, invece.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 22 luglio 2017 alle 08:45

mojo hand

"finalmente una regia unica!"

E' questa più o meno la dichiarazione del Ministro Delrio alla prima riunione delle adsp a Roma.
La regia unica vuol dire semplicemente che decide tutto e solamente Roma, distruggendo senza colpo ferire secoli di storia e di autonomia.
I liguri non hanno ancora capito la violenza di queste colombe al potere. Ci hanno tolto il sangue e il cervello.

Spedito da: Pubblicato il: 22 luglio 2017 alle 08:30

Maurizio Maresca

Ugo Rossi Bottini
Purtroppo ci offre uno spaccato persino per difetto dei problemi dell'Europa di oggi.
Ho maturato la convinzione che da sempre, ma negli ultimi dieci anni in modo particolare, il nostro Paese non si sia attrezzato per gestire la sua presenza nell'Unione. E non mi riferisco tanto ad un singolo Dipartimento, ma in genere alla mediocrità della nostra partecipazione complessiva. L'Europa non la fa solo la politica. Certo la politica italiana sbaglia spesso sia in occasione di nomine incomprensibili sia per posizioni fuori contesto: ma l'Europa di tutti i giorni (quella del dumping in Slovenia, dell'accesso ferroviario al mercato della Baviera, delle clausole di eccezione sull'in house, delle risorse differenziate per investimenti infrastrutturali verso Sud, della insufficiente regolazione dei mercati finanziari ecc.) non la fa la politica , ma una burocrazia di alto livello e preparata presente dentro l'amministratore e che riesce a affermare e spiegare la regola di diritto tanto ai politici quanto ai burocrati di Bruxelles. Qui l'Italia non c'è (anche perché nella maggior parte dei casi - specie a livello locale- la corsa e' proprio quella ad eludere la regola di diritto per compiacere questo o quello).
D'altra parte è la solita storia : vincono i più bravi ed i più ricchi (che magari presidiano meglio l'interesse pubblico.). Spesso, ovviamente, le due cose coincidono.

Spedito da: San vincenzo Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 20:10

Francesca

Il Tar della Liguria ha accolto il ricorso della Culmv contro il diniego di accesso alla dichiarazione resa dal vice console Luca Ledda nel verbale ispettivo. Il Tar ha ordinato all'Inps di esibire e consegnare copia della dichiarazione riportata nel verbale ispettivo al centro della vertenza legale.

Questo Ledda é il delfino di Benvenuti giusto?


... povera CU

Spedito da: Milano Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 17:53

Enrico Vigo

G.MERELLO: c'è poco di nuovo per ora, tutto il vecchio che fiorisce in ritardo.

UGO ROSSI BOTTINI: sottoscrivo

Spedito da: Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 16:59

giorgio.carozzi

@ugo rossi bottini
Delirio...? Quel che tu scrivi, amico caro, andrebbe scolpito nella memoria collettiva per provocare indignazione e finalmente ribellione e riproposto ogni giorno, con ostinata monotonia, sulla prima pagina del giornale, infiocchettato in un riquadratino composto da tante faccine incazzate. Purtroppo la comune rassegnazione al peggio si trasforma ogni giorno in un alibi per uin'imbelle e inadeguata classe politica, incapace anche di reagire con fiero cipiglio alle altrui follie. Ma tu pensa se un De Gasperi o un Craxi si sarebbero lasciati aggredire dai loro colleghi europei o mondiali, come invece regolarmente accade ai nostri sottomessi e scalcinati governanti....

Spedito da: Genova Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 16:06

G. Merello

Mi si permetta un pizzico di ottimismo-speranza, oltre i pessimismi profondo nero seppia, più "inarrestabili" dell'immancabile declino e/o sfascio di Genova.
Ovvio che il pessimismo ha fondate e molte ragioni di essere, da lungo tempo.
D'altronde Genova sta provando una nuova gestione, dopo i veri sfasci causati dagli Amleto Mestizia e predecessori, che pur qualcuno votò.
Qualche timido segno positivo? Ne butto lì qualcuno a caso..
-Meditelegraph di ieri: "Demaria: al salone di Genova ritornano Azimut e Baglietto"...con altri gruppi internazionali..e la presidente di Ucina dice che "si è fatta ripetere 2 o 3 volte alcuni passaggi del sindaco Bucci, mai sentiti prima" e che "con la nuova amministrazione comunale ci son tutte le premesse, le istituzioni ci accompagnano come mai prima".
-Il Porto nei container macina rècord..
- Nella prima Conferenza delle AdSP al Ministero Trasporti (e sorvoliamo sui nomi che comandano nella Conferenza e nella RAM che la affianca) al 1° punto dell'ODG, come illustrato da Signorini, Genova è risultata capofila per la Piattaforma logistica nazionale cioè il sistema informatico unico.
- Infrastrutture vitali: il Terzo Valico finalmente procede seriamente, sotto controllo diretto di RFI e con finanziamenti e date precise. E dopo la visita di Delrio a Bruxelles e l'allungamento delle concessioni ad Autostrade, pare in dirittura pure la Gronda. Certo restano da sbloccare tante altre opere vitali tipo il nodo ferroviario con RFI ecc ecc. Qui istituzioni e politici liguri & c si sveglino
- Ma continuo a condividere quanto scritto dal Prof Maresca l'8 c.m.
Sia sul Corridoio Reno-Alpi (il Terzo Valico deve renderlo a doppio senso, non come è ora..a senso unico per Rotterdam & C) e sul "passante autostradale" di Genova. Sia sulla chiara speranza che Marco Bucci "faccia la differenza, in piena sintonia con Regione e Governo". Dicendo chiaro che il sindaco (e chi lo sostiene) è "decisivo" secondo le sue scelte: porto-corridoio, porto industriale, sviluppo waterfront.
Ma a mio modesto avviso, è solo dannoso parlare di "declino inarrestabile". Credo più utile, anche se magari meno semplice, fare critiche e proposte costruttive precise, a tutti coloro che hanno responsabilità del bene comune.

Spedito da: Genova Oregina Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 11:13

Ugo Rossi Bottini

@Kurz

Kurz... il ripugnante nazistello infame che vuole i campi di sterminio a Lampedusa.
Se l'Italia fosse un Paese con la "P" maiuscola, oggi stesso smetterebbe di versare contributi all'Europa, dirottandoli sul ripiano del proprio debito pubblico.
Perché pagare Macron che umilia Fincantieri? I tedeschi che versano miliardi per salvare le proprie banche e poi alzano il ditino sui nostri istituti di credito, irritanti come i sensori di parcheggio delle loro Audi? Gli sloveni che fanno dumping sociale per fare concorrenza ai porti? Malta, la Spagna, e ancora la Francia che dopo aver distrutto la Libia chiudono altezzosi i loro porti al grido "i negri non li vogliamo"? I Paesi dell'Est al servizio di Berlino che rubano lavoro alle imprese italiane del trasporto?
Perché le mie tasse devono alimentare democrature para-fasciste e semi-totalitarie come la Polonia o l'Ungheria? In Europa l'Italia paga più di quello che riceve, in cambio solo disprezzo e fregature.
Ecco perché trovo inquietante tutta questa attenzione e promozione sul turismo: non voglio che mio figlio diventi il cameriere di qualche polacco ignorante che si presenta al ristorante in ciabatte canottiera e cappellino di paglia per spendere con arroganza i suoi quattro euro-citti.
Voglio acciaio, cemento, porto, finanza, industria, raffinerie, cantieri, operai, camalli e fuliggine.
Perdonate il delirio.

Spedito da: Montecarlo Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 06:41

Jet Lag

Caro Timoniere,
con coraggio e la consueta lucidità descrivi il declino inarrestabile di una città (che in fondo si riassume nel suo porto) stretta nella morsa del "maniman" e della ragnatela clientelare.
A mio parere, negli ultimi quarant'anni di storia cittadina, l'unica "svolta" fu quella di Roberto D'Alessandro con i suoi Libri Blu.
Poi l'inarrestabile bla bla velleitario e inconcludente. E l'aeroporto ha fatto parte di quella storia con lo Sheraton e la marina.
Ciao

Spedito da: roma Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 01:24

Porta a Porto

Ma possibile che un popolo così attento e smaliziato e pure perfido come quello di Pilotina non abbia saputo o commentato niente sulla mirabolante performance (ignoro il tariffario) di Bruno Vespa alla corte partenopea di Manuel Grimaldi?!?
In caso vi fosse sfuggito, incollo un breve e significativo estratto ricavato da internet...
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“Tutta questa gente perché è venuta?” Lo chiede Bruno Vespa a Guido Grimaldi sul palco della maxi sala convegni della Stazione Marittima del porto di Napoli.
A guardarsi intorno, Vespa ha ragione, ad occhio e croce 1500 persone affollano la sala, ma non si tratta di una folla qualunque, sono tutti i nomi e i volti che rappresentano l'economia e la politica che si muove lungo la catena logistica italiana: i rappresentanti dei porti, degli interporti, delle aziende di trasporti, delle grandi realtà industriali nazionali ed internazionali, delle associazioni di categoria, i politici, gli enti, le forze dell'ordine.
Si tratta del convegno di ALIS, l'associazione della logistica sostenibile, nata nove mesi fa, che ha come presidente e frontman Guido Grimaldi e di cui il padre, Manuel Grimaldi ne è stato “l'ispiratore”, come lui stesso si definisce. Il tema del convegno è “Il rilancio del Mezzogiorno attraverso la logistica....

Spedito da: Pubblicato il: 21 luglio 2017 alle 00:18

Kurz

Kurz! Un grande! Ecco, nella fauna genovese manca ancora una così! Beh, però con un po' di buona volontà in Regione possono sempre rimediare. E poi magari telefonare a Signorini perché si adegui. La deportazione a Pianosa dei portuali dissidenti (dalla linea dei capi, ovvio) non l'hanno ancora pensata...

Spedito da: Brindisi Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 17:04

Zio Lullo

Il Becco si conferma il più furbo di tutti. Becco ma astuto. Chapeau!

Spedito da: los angeles Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 16:19

short beach

La notizia è di quelle che solo gli addetti ai lavori sanno comprendere bene, ma la stampa cinese l'ha annunciata con una certa enfasi. Il Governo cinese ha infatti annunziato al World Trade Organization che non accetterà più importazioni di rifiuti di plastica e di carta, per arginare l'inquinamento "importato" dall'occidente. Dal 2018.

Gli esportatori tremano.

Spedito da: Addis Abeba Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 09:39

Mee 'nkee Owne

@LULLO

Il Becco ha coronato (o meglio: incornato) il suo sogno: mette grano in cascina senza sudare. Obiettivo raggiunto.

Spedito da: Torino Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 09:33

pre veggente

@vigo
..aspetta e spera che già l'ora s'avvicina...!!!!

Spedito da: Brindisi Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 08:30

Zio Lullo

Ma il Becco non si è più fatto vivo? Ha finito il tour dei convegni?

Spedito da: Milano Pubblicato il: 20 luglio 2017 alle 07:19

Enrico Vigo

PRESIDENTE TOTI, C'E' POSTA PER TE

( 1 ) TAV TORINO-LIONE Francia tentenna, RILANCIAMO IL RADDOPPIO LIGURE . Con la presa di posizione del governo francese, ripensamenti su ripensamenti sull'opera, e non è la prima volta, se non è un vero e proprio stop, va da sé che il brodo si allunghi con l'unico non secondario rischio di far lievitare i costi. L'Italia non si può permettere incertezze sulla logistica, la ferrovia ottocentesca del Nord-Ovest oramai sta stretta pressoché ovunque nelle tre regioni ed è un freno allo sviluppo intollerabile. Indifferibile ora garantire a merci e passeggeri un corridoio fruibile in sicurezza con caratteristiche adeguate, dove la Francia non può interferire. Per questo bisogna svegliare dal torpore i corridoi incipriati romani del Ministero e delle Ferrovie, bisogna riprendere un percorso virtuoso per realizzare il tratto finale del raddoppio FINALE-ANDORA e garantire adeguati collegamenti regionali ed internazionali.

( 2 ) LINEE ferroviarie GE-MI e GE-TO e regionali sulla costa:
sta succedendo di tutto ovunque, disagi su disagi, sarebbe bello vedere sul viso raggiante del Presidente Toti in conferenza stampa il segno palpabile che i problemi dei pendolari liguri sono in via di risoluzione. Per ora sul palcoscenico si alimentano gossip di vili orgasmi sul discutibile, e già in parte deteriorato, tappeto rosso sparso un po' ovunque in riviera, tra le maledizioni e gli osanna dei liguri di opposto schieramento. L'unità dei liguri la si troverà sul marciare diritti verso la meta con la cura del ferro, la Liguria è ancora un malato grave, ed in troppi stanno danzando e ridacchiando col morto in casa.

Aspettiamo che la Regione, finita l'impegnativa campagna elettorale per Bucci Sindaco, ritrovi sé stessa nei suoi compiti istituzionali.

Buon lavoro, Presidente.

Spedito da: Addis Abeba Pubblicato il: 19 luglio 2017 alle 23:06

Mee 'nkee Owne

Il giurista amico del Becco ce l'ha a morte con la libera stampa.

Spedito da: Port of Genoa Pubblicato il: 19 luglio 2017 alle 18:38

mariner

Bentornato Cico! Grande rappresentazione della realtà e delle miserie infime che ci circondano!!! Una risata per seppellirli tutti non basta, siamo d'acordo, però aiuta molto...

Spedito da: Genova Pubblicato il: 19 luglio 2017 alle 12:13

cico barque

Finalmente aria nuova in cucina!

Dopo anni di immobilismo la città rinasce spinta dai venti (anche 30) di fervente novità.
Intanto il nuovo Sindaco, Marco Bucci dei Trilli che non se le fa cantare ma ha messo subito in moto l’Assessore Gipo Garassino contro abusi, immigranti, ubriaconi ecc.

Bene anche il “macellaio Balleari” che con la delega al trasporto pubblico sta bruciando le tappe e anche qualche automezzo

Tutti invece ad aspettare la blogger al Turismo, la Bordilli, che dall’alto della sua esperienza dopo aver esordito a 15 anni nel mktg strategico, a 17 aver collaborato con le principali testate internazionali di viaggi e turismo, a 19 laurea e master, a 29 anni è Giunta alla pensione.

Al vertice dell’Aereoporto che vanta più privatizzazioni fallite del mondo, arriva a sedere Paolino Odone, uomo, si sa, nato con le camicie e che oggi è uno dei massimi esperti mondiali di logistica e trasporti. Dopo circa 20 anni di presidenza alla CCIAA era giusto offrire un posto a questo giovane lavoratore. Il suo predecessore è stato arato…

Signorini invece pensa agli scoop di Chi e mette in copertina le corna di Salvini, pare che Rixi l’abbia presa a male e stia cercando un Belsito dove dirottarlo.

Passando al mondo fashion rischia di tornare di moda il Giachino, corto che non tramonta mai, lui rimane abbottonato ma spera.

Nel PD invece, dopo aver fatto pulizia nel Porcile, si cercano nuovi kamikaze che vogliano cimentarsi nel tafazzismo più spinto. Pare che non ci siano più Margini ma vedremo.

Crivello invece battezza la sua lista e spera in qualche incarico di prestigio, lo ripete a pappagallo e qualcuno sospetta che sia deformazione professionale.

Toti invece è giovane ma sta prendendo una brutta piega col suo “red carpet” diem: Moquette lo dico a fa’ è il suo nuovo soprannome

Infine per la Presidenza del Genoa si profila Anselmi, finalmente qualcuno riconducibile a Carige visto che tra Gallazzi e i papabili per il Cda ( Armella, Momigliano ecc.) son tutti estranei alla banca…

buona estate alla ciurma!


Spedito da: italy Pubblicato il: 19 luglio 2017 alle 07:17

lo staff

@grillino
è vero, lo stiamo preparando per giocarsela con altri due o tre suoi pari grado. Noi abbiamo grandi aspettative, quanto alle altre sono affari vostri...

Spedito da: Roma Pubblicato il: 19 luglio 2017 alle 00:06

Grillino

Ho letto poco il blog di questi ultimi tempi ma alcune cose sono molto chiare:
1. la vicenda aeroporto (presidente in primis) mi pare segno e espressione di una città che non cambierà mai pelle;
2. il presidente del porto ha tutt'altra meta che quella di rimanere, una calda poltrona lo aspetterà nei palazzi della capitale.
Come tutti i presidenti che devono spiccare il volo, le mosse saranno calibrate per non bruciarsi!
Con queste premesse, cosa ci aspettiamo ancora?

Spedito da: Savona Pubblicato il: 18 luglio 2017 alle 23:22

agente marittimo

@vigo
te le aNTICIPO GIà IO QUALISRANNO LE PROSSIME MOSSE DI sIGBORINI... Tutto ciò che secondo lui gli potrà servire per ricollocarsi a Roma con un incarico anche politico in tempi ragionevolmente brevi. Quindi puoi anche risparmiarci il solito e lungo elenco di incompiute...

Spedito da: it Pubblicato il: 18 luglio 2017 alle 08:18

Val Vel(en)osa

Paolo Emilio, uno di noi!!!!!!!!!

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