SERVICES

Porti, il Vangelo del lavoro e del profitto secondo Genova

Ammonisce Papa Francesco: amore e lavoro sono il motore della vita, chi sciaguratamente lo boicotta, si macchia di un peccato gravissimo. Infatti. Per andare sul sicuro, gli organizzatori della visita papale di fine maggio a Genova, decidono di ospitare il Pontefice nel luogo più simbolico possibile, un concentrato di contraddizioni, consociativismi e cadute senza speranza: l’Ilva di Cornigliano. Strano modo di coniugare pane e pesci alla speranza di una crescita dell’occupazione, dell’innovazione e di una rinnovata cultura industriale. In questa scelta non c’è solo l’esaltazione della genovesità al ribasso, ma soprattutto la conferma che l’establishment cittadino non intende contare, progettare, investire e crescere. Piccolo è bello: atteggiamento tipico dell’imprenditoria e della politica che ostacolano esaltanti alleanze internazionali (ferrovie svizzere e tedesche collegate con Msc di Aponte e Psa di Singapore) per consolidare i soliti flussi di traffico ben controllato e ripartito e le rotture di carico che consentono di lucrare sulle mediazioni e la manipolazione di poca merce.

E tornando a Papa Francesco e al territorio simbolo del progresso alla rovescia. Quanti posti di lavoro andranno in fumo nella nostra portualità dopo l’applicazione industriale di nuove forme di robotica e di intelligenza artificiale? La nuova ondata di automazione “intelligente” gioca un ruolo chiave. Se verrà sovvenzionata con denaro pubblico per uno sviluppo più rapido verso la nuova generazione di automazione intelligente, questo senza dubbio costituirà una parte dell’equazione dei profitti delle imprese. Che già hanno trovato modi per aumentare esponenzialmente i loro profitti, sfruttando una situazione di salari bassi o infimi, condizioni pessime e pessimi diritti del lavoro e un terreno impune nei confronti dell’inquinamento e della devastazione ambientale. Tutto questo è stato assicurato e potenziato con i trattati di libero commercio. La sensazione è che l’immobilismo sia la bussola, che le politiche del governo siano orientate solo verso il Nord Est e che nessun progetto di crescita dei traffici sia veramente concreto. Gianluigi Aponte, che con le ferrovie tedesche e svizzere potrebbe essere la vera alternativa, di fatto investe a pioggia un po’ in tutta Italia, senza scommettere fino in fondo su una via di accesso strategica dove localizzare il traffico del corridoio Reno-Alpi (o Gottardo). Evidentemente il patron di Msc – uno dei pochissimi cervelli illuminati dello shipping planetario – non si fida di Genova. O ha smarrito l’interesse oppure non crede a una alternativa concreta alle sue basi del Nord Europa.

La politica nazionale, appunto, scruta altri orizzonti, fino al paradosso di trasformare un terminal (Trieste) da 400 mila container in ago della bilancia sullo scacchiere marittimo nazionale. Del resto non c’è partita tra le amministrazioni dell’Adriatico e quelle del Mar Ligure. Più che eccellenti si sono rivelate le mosse della governatrice Serracchiani, a cominciare dall’alleanza con Fincantieri della Regione Friuli Venezia Giulia per il controllo della fabbrica di navi di Sant Nazaire. E poi il decreto legge sulle infrastrutture di prossima adozione, che assegna a quella Regione la gestione e la costruzione della nuova autostrada di Venezia. Zero assoluto da parte del ministro Delrio e del governo su Genova e sul ruolo del suo porto, mentre Trieste è al centro di ogni strategia. Prospettive? Inquietanti, se si considera la credibilità dei candidati sindaco sul fronte del porto. Finora niente di serio. Dichiarazioni che denotano disinteresse, miopia, propensione al consociativismo sottobanco, visioni distorte e assoluta ignoranza della materia. Arduo supporre che, da solo e privo di poteri speciali, il nuovo presidente dell’Authority Paolo Signorini riesca ad esprimere un cambiamento di linea. Al massimo potrà assegnare o allungare concessioni senza alcuna garanzia di nuovi business.

Naturalmente c’è una possibilità di rinascita della portualità ligure, esiste una strategia finora volutamente ignorata che potrebbe cambiare gli equilibri della politica e degli affari: l’alleanza con i player che operano sui mercati di destinazione e provenienza, da coinvolgere davvero nella gestione dell’unico porto europeo. In questo senso non può più essere ignorata l’opzione offerta da Sbb ( ferrovie svizzere) e Db Shenker (ferrovie tedesche) che insieme a Msc potrebbero essere interessate a gestire un terminal a Genova, per sostenere il traffico sul Gottardo, localizzato in Baviera e Baden Württemberg. Se fosse questa la strategia vincente, avrebbe importante valenza anche la recentissima proposta degli spedizionieri di costituire una zona di sviluppo portuale asservita al corridoio. Così come potrebbe risultare stimolante e innovativa un’intesa fra i Politecnici di Torino e Milano e l’Università di Genova, per realizzare un centro di eccellenza in materia di infrastrutture e trasporti. E dimostrare, in estrema sintesi, che il simbolo dello sviluppo e del lavoro non è l’Ilva. Certo, spetta alle istituzioni e ai candidati sindaco e non a Papa Francesco lanciare il messaggio di speranza e di rottura con una realtà di consociativismi, corporazioni e decrescita.

SCRIVI UN COMMENTO

Commenti inseriti: 104 — pagina 1 di 5

Spedito da: Genjova Porto/Aeroporto e dintorni. Pubblicato il: 30 aprile 2017 alle 09:57

magolino

..ma guarda un po', Gioia Tauro sceglie di insediare, nel programma di rilancio dell'intero "comparto",..la .Zona di interesse commerciale.. che poi ha come matrice-tout court- la Zona Franca!
Voglio dire a quei Signori che puntare su una Zona di semplice agevolazione daziaria doganale, oggi, non avrebbe logica. Avrebbe logica una Zona tipo la Cittadella dello Shipping come illustro nel mio GENOVA FUTURA...
E questo lo suggerisco puru alla Spediporto Genovese dove mi par di capire che la Categoria "sposa" più Zone a "pioggia" individuate nell'ambito portuale per insediare questo tipo di "comparti". Documentatevi "please"...
Il Sig.Sommariva come in altro mio "spot" non "confermato" su questa tolda (!?!) e che oggi sono a ripetere, nel suo spot non fa altro che delineare il "sentiero" del futuro dei Traffici Commerciali, per una buona fetta d'Europa.
Condivido pienamente il fatto che Trieste ha, senza fuor di dubbio rispetto a Genova, direttamente i Mega Retromercati Europei alle sue spalle: mercati oltretutto in espansione ed "affamati" tipo quelli ex "zona rossa". E noi quali mercati abbiamo? Auguriamoci di poter mantenere quello Padano. Perché la confermata prossima apertura della nuova linea FS Pontremolese...
Concludo nel rimarcare come Spezia, rendendosi conto di essere potenzialmente omaggiata dalla natura di un Golfo Marino bellissimo ampio ed invitante ed unico e per non "deturparlo" con Mln et Mln di CT/ a discapito del Turismo Crocieristico e non, fa glissare il grosso del futuro Traffico Mercantile, su Carrara: ma che bella "pensata" o no?
Constato, nella mia crociera di Pasqua, come una consistente quota di crocieristi sia di lingua tedesca e slava: imbarcati a Genova ed arrivati via aereo e/o FS o Bus/Navetta. Cerchiamo, allora, di fare sempre meglio: Aponte vedi per il Nuovo Terminal Crociere. Quelli visitati, erano perfetti/attrezzati e decentrati e raggiungibili in tempo breve, dal centro: vedi Marsiglia ad esempio!
E così sia e per tutti, volenti e/o nolenti il mio "augurevole"
Ke Linse

Spedito da: Milano Pubblicato il: 30 aprile 2017 alle 09:18

Enrico Vigo

GENOVA PORTO, TERMINAL RINFUSE, QUESTA VOLTA FACCIO IL TIFO

La spartizione del Terminal non può che avere due naturali destinazioni:
1. REBORA (Spinelli)
2. BETTOLO (Aponte)
ogni altra ipotesi di ricollocare i depositi Carmagnani a Sampierdarena è impraticabile per l'ostilità della Città ed è contro il buon senso. Appioppare l'ennesima servitù ad alto rischio di incidente rilevante nel cuore del porto e vicinissima al popoloso quartiere di Sampierdarena è improponibile.
Occorre consolidare in quelle aree l'attività dei containers e mantenere la specializzazione rinfuse separata a Savona, quindi non restano altre alternative razionali da perseguire.

Spedito da: Livorno Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 23:35

Shipping Leader

Lascia francamente perplessi questa battaglia di bassa lega scatenata da Trieste contro il resto del mondo.
Intendiamoci: D'Agostino fa il suo mestiere, e lo fa bene. Promuove se stesso e il porto che dirige, ma utilizza astutamente argomentazioni che in nessun altro paese occidentale sarebbero prese sul serio.
Bene ha fatto il collega Paceco a puntualizzare, con precisione chirurgica, le falle della bizzarra tesi imbastita dai triestini.
Un porto, come un aeroporto e qualsiasi altra infrastruttura, si "misura" ricorrendo a due banali dati: quanto lavora e quante persone fa lavorare. Quanto lavora significa quanto business muove, quanto fatturato genera, quanta ricchezza produce. Beh, credo che Genova da questo punto di vista vinca quattro a zero. E se spostiamo il faro sull'occupazione il risultato sale a otto a zero.
Su tutto il resto, concordo con Paceco. D'Agostino è bravissimo, usa magnificamente la comunicazione e sa parlare di porto. E in questi sport batte tutti dieci a zero.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 19:05

G. Merello

Caro Timoniere

L'altro ieri ribadivo, nella non voluta polemica Genova-Trieste, seguito da "Genoa port clash city rockers", dati di traffico 2016 ufficiali di Assoporti che credo dicano chiaro Genova globalmente primo porto nazionale.
Avendo io da febbraio gettato il primo sassolino nello stagno, l'altro ieri in risposta al segretario triestino Sommariva titolavo "Genova E Trieste, NON Genova VS Trieste", come mi pare si stia facendo diventare da parte triestina.
Premettendo la massima stima per Sommariva, ribadivo in base ai DATI 2016 di Assoporti ciò che mi pare indiscutibile: cioè che togliendo a entrambi i porti le Tonn delle rinfuse liquide (non a caso colonna a parte) nel
resto, a partire dal totale merci varie, Genova risulta nettamente 1° porto italiano, e senza contare Savona/Vado nella nuova AdSP. Pur senza investimenti pubblici nelle infrastrutture, eccetto l'avvio del Terzo Valico fra mille ritardi e ostruzionismi.
Credo di essere stato solo realistico e più che cortese, sostenendo l'importanza strategica di ENTRAMBI i "porti ascellari", aventi pieno diritto a reinvestimenti statali, fuori di quelli "a pioggia" e assistenzialistici in altre regioni che sappiamo.
Sono stupito ora della replica, passata dal segretario Sommariva ad ADRIA Sea srl-Trieste, che parlando di "obiettività" dà dei numeri "miscelati" di un suo "specchietto". Che poi nei Teus non possono contraddire quelli 2016 di Assoporti: cioè Trieste 486.499 (Genova 2.297.917).
Sinceramente caro Timoniere, parlando di porti italiani quindi non della slovena Koper, quella di ADRIA Sea come "analisi" non mi pare cambi una virgola rispetto ai DATI reali quanto chiari di Assoporti.
Per quanto mi riguarda, in assoluta modestia, rinvio al mittente le sue allusioni ad obiettività e approfondimenti: la verità dei numeri non deve fare male, specie quando esposta ritengo in termini del tutto amichevoli.
Quanto a penalizzazioni politiche, sulle quali siamo tutti d'accordo, come noto Genova non è seconda a nessuno, purtroppo.
A scanso equivoci, caro Timoniere, credo così vada inteso quanto scrivi oggi: Genova da anni e "arrancando" (soprattutto per il peso politico zero a Roma..) dà massima "ricaduta" vedi gettito fiscale alla logistica nazionale. Trieste, anche se la slovena Koper opera con altre leggi, in fin dei conti è rispetto a noi "avanti anni luce", almeno quanto a peso politico.

Spedito da: Ciavai - Zena - Repubblica delle Banane Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 14:08

Paceco

Un caro saluto al Timoniere e alla Ciurma.
Solo per commentare l'odierno post di ADRIA SEA, senza entrare nel merito della supremazia contesa tra Genova-Trieste, argomento che personalmente non mi appassiona, anche perché, come confermato dal Dottor Sommariva e dal Prof. Maresca, parliamo di due porti non in concorrenza diretta e che anzi, sono stati scelti dal Governo (e prima dalla merce!) per operare complementareamente sui mercati europei.

Però ecco, trovo abbastanza risibile conteggiare nel computo dei TEUs anche semirimorchi e casse mobili, che oltre ad avere un rapporto lavoro/tonnellata diverso dai contenitori, differiscono anche per tipologia di nave utilizzata e metodologia di carico/scarico.
Non è un caso che questa curiosa tecnica di conteggio sia applicata solo a Trieste (per superare il limite psicologico del milione di TEUs presumo).
In tutti gli altri porti (Genova inclusa) i traffici ro-ro sono misurati in tonnellate o in metri lineari, e non in TEUs.
Rispedisco quindi al mittente l'invito all'obiettività.

Ricordo infine che il terminal SIOT, che gestisce oltre 40 milioni di tonnellate di liquid bulk all'anno (circa 75% del traffico complessivo del porto), occupa circa 200 dipendenti diretti (compreso anche personale esterno al porto, di depositi e stazioni di pompaggio), mentre ad esempio il VTE, con meno di 15 milioni di tonnellate di merci containerizzate, occupa quasi 700 unità dirette e 2000 persone di indotto.
Questo per sottolineare il reale peso sul porto e sul territorio di merceologie così diverse da essere imparagonabili.

Trieste non è a mio avviso un porto merci paragonabile, per volumi, a Genova.
Ma tuttavia Genova ha sicuramente da imparare molto da Trieste da un punto di vista multimodale, rimanendo consapevoli, però, che muovere due milioni e mezzo di TEUs in un anno non è esattamente la stessa cosa di muoverne meno di 600 mila.

Ah, Genova dovrebbe apprendere da Trieste anche qualcosina sulla comunicazione e il marketing dell'immagine, cosa evidente già solo dal fatto che siamo qui da giorni a sollevare polveroni su questioni che in realtà non esistono o quasi.

Sempre in coperta con Voi

Spedito da: Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 13:10

giorgio.carozzi

@ADRIA SEA
Grazie a voi per l'analisi che ci fornite. Che mi pare confermi quiel che sosteniamo da tempo immemorabile. Cioè che il problema è politico, legato a scelte strategiche che - come spiega bene il prof. Maresca e lascia intendere Sommariva - sostengano lo sviluppo dei due unici porti di livello internazionale, mettendo Genova e Trieste in condizione di competere e, quindi, di garantire ricadute al sistema logistico nazionale. In questo senso Genova arranca, Trieste è avanti anni luce ma sostanzialmente manca comunque una base solida e sana per fare business e svincolarsi da una riforma che penalizza fortemente chi vuole creare reddito e occupazione.

Spedito da: italia Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 12:39

max

Quello dell'Autorità dei trasporti segnalato da UgoRossi Bottini e prima ancora da Confetra è uno scandalo che grida vendetta! Ma come, a Genova ci si scanna e ci si sputtana pubblicamente per un milione di euro in più o in meno da dare a chi lavora e produce questi recor dei traffici e intanto nel resto del mondo continuano allegramente a farsi gli affaracci loro con i nostri soldi. Gioia Tauro, caro Ugo Rossi. capirai bene anche tu che èp un caso diciamo anomalo, chi tocca i fili lì se gli va bene si scotta... Ma l'Autorità regolatrice die trasporti... Ma dai, ma siamo seri, in un Paese normale non i lavoratori ma gli stessi imprenditori sarebbero già anmdati a prenderli a calci nel culo!!!! Vergogna, e naturalmente sindacati e isitutizioni tutti zitti, no...

Spedito da: Italy Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 12:21

ADRIA SEA srl - Trieste

Trieste un porto da 400.00 TEU ???
Ma perchè non siamo un po' più obiettivi, guardate lo specchietto che segue e traete le Vs. conclusioni

2016 teu uti/45' coeff tot.teu
Trieste 486.499 302.366 2,25 680.324 1.166.823
Koper 844.766 - - - 844.766
1.331.265 302.366 2,25 680.324 2.011.589

Nel porto di Trieste transitano annualmente in media 300.000 tra camion/semirimorchi/casse mobili da/per la Turchia verso l'Europa Centrale, unità di carico che se trasformate in Teu equivalgono a 680.324 TEU... inoltre il vicino porto di Koper - che attua un dumping tollerato dalla UE -ne fa altri 844.000 di TEU, complessivamente i due porti trattan o u voliume annuo che supera i 2 milioni di TEU.
Ma perchè le grandi full-container delle due alleanze 2M/Ocean A.vanno prima a Koper? Questo grazie all'ottusità dellle nostre leggi sulle tasse di ancoraggio, che agevolano le navi provenenti da altro porto comunkitario.... con più di 100 toccate/anno si risparmia qualche milione di Euro... Lasciamo stare poi i minori cost operativi di Koper, grazie anche ad una politica occupazionale che privilegia il lavoro saltuario e precario...
Quindi cari giornalisti, una raccomandazione, quando si scive è meglio prima approfondire, poi ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni..
Grazie per la cortese attenzione

Spedito da: Genova Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 07:37

Carlo Callegari

@Lo Zar

E la cosa ti stupisce? I legami fra estremisti di cosiddetta sinistra e post fascisti sono sempre esistiti. In porto e in fabbrica. Oggi se ne riparla ma non sono certo una novità.

Spedito da: Via Pinetti Pubblicato il: 29 aprile 2017 alle 00:29

valentina

Ugo, io non sbaglio mai persona, e ad oggi mai ho sbagliato in nulla, per cui torno a chiedere al pilotina "cargo" perchè fare pressioni a Signorini menandolo su quattro euri per saldare il debito verso la culmv in cambio di signorie? (così ci capiamo meglio).
Poi circa i conti...beh il disavanzo dichiarato è in costante calo, quindi qualcosa procede per il meglio; poi!!! se il porto di Genova ha risultati in costante crescita è anche grazie a quella voce del salario della culmv che premia il risultato prodotto per turno, voce in crescita..che assottiglia il delta che serve per coprire i costi fissi di struttura gestionale. Questione che sarebbe da festeggiare con una coppa di champagne, pensando solo!! a far crescere il porto e le sue mille possibilità inespresse che sono ingessate da un manico di operatori...che solo a genova possono stare!!...perchè in un paese civile sarebbero già per cartoni...
Discorso per me finito.

Spedito da: Genova Borzoli Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 23:33

Pietro lo Zar

Un sedicente capopopolo rosso, rossissimo, che flirta con la peggiore feccia fascista.
Succede anche questo a Genova #morethanthis

Spedito da: Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 19:18

Maurizio Maresca

Gentile signor Metastu, ho letto del suo dubbio. E mi spiace che lo stesso l'assalga tutte le volte che scrivo.
Essendo in treno, ed avendo un po' di tempo, vorrei cogliere l'occasione una volta per tutte per risolvere il suo problema. Rispondo con due esempi.
Primo esempio. Questa mattina abbiamo avuto lauree ed una mia allieva molto brava, e che sta investendo molto, ha discusso una tesi dal titolo "La regolazione dei mercati finanziari: il bail in e la disciplina degli aiuti di stato. Condizionalita e servizio di interesse economico generale come strumenti di tutela dell'utente". Come correlatori erano presenti il direttore di Intesa Sanpaolo responsabile degli affari europei presso la quale la candidata ha svolto a Bruxelles e Milano uno stage, e la presidente di Federconsumatori che oggi segue le procedure relative alle banche in via di risoluzione o comunque che presentano difficoltà a mantenere i requisiti stabiliti da BCE. Un lavoro che ha meritato la lode e che prova ad offrire delle risposte ad una governance (a mio avviso) insufficiente dei mercati finanziari perche' ignora, o quanto meno non riconosce, centralità all'utente di servizi finanziari (mentre le banche producono 350 miliardi du NPL !). Mi creda : sono i momenti più stimolanti quelli in cui l'accademia si fonde con l'amministrazione pubblica ( e addirittura prova ad incidere sul processo di riforma dei mercati ) e con gli attori dell'economia.
Secondo esempio, che spero Le renda chiaro perché non abbia mai nutrito alcun interesse a cambiare mestiere. Proprio in questi giorni, con alcuni colleghi del Mit, fra economisti e ingegneri, stiamo seguendo la conclusione di una procedura in materia di aiuti di stato avviata dal nostro Paese presso la dg concorrenza volta ad ottenere la modifica di alcuni contratti di concessione delle autostrade perché, senza aumentare le tariffe ( ciò che avrebbe un effetto molto negativo per la crescita), si possano realizzare circa 10 miliardi di investimenti (fra i quali la gronda di Genova). Un tema sul quale, oltretutto, con i miei collaboratori abbiamo lavorato molto anche dal punto di vista scientifico negli anni passati.
Mi sono spiegato sig. Metastu? Credo che una esperienza di burocrazia pubblica circoscritta sia molto utile anche per chi si occupa di università o per chi svolge la professione. Ma circoscritta appunto...

Se invece il senso del suo intervento non fosse di segno meramente terapeutico, ma lei per caso avesse dei dubbi sul contenuto di quanto da me pubblicato ieri, non avrò alcuna difficoltà a chiarirle il mio pensiero ( magari sbagliato) se mi specificherà le sue perplessità. Ma mi farebbe piacere , in questo caso, conoscere il suo nome perché il nostro scambio sia serio ed appropriato. E difficile un dialogo serio se non si sa chi è l'interlocutore .

Spedito da: genova Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 16:50

mario

Ma signori miei non avete ancora capito che questa strenua difesa del console della compagnia la portano avanti i suoi accoliti di lotta comunista se non chi...........tutte chiacchiere come al solito pensano solo agli affari loro.......

Spedito da: Genova Oregina Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 15:48

Ugo Rossi Bottini

@Ciozz (poi davvero la smetto)

L'Ima la paga lo Stato, il c.d. cuneo fiscale la Compagnia. I 300 inabili, non disabili, sono persone fisicamente usurate non più in grado di svolgere mansioni in banchina. Per carità, sui certificati medici ci sarebbero parecchi ragionamenti da fare, ma non forse questa non è né sede né momento.

Per il resto c'è sempre l'opzione porti del Sud: usiamo e abusiamo della cassa integrazione per assorbire la flessibilità dei traffici, facendo finta che un terminal funzioni come uno stabilimento della Fiat. Poi quando tutti gli ammortizzatori (sociali, non quelli della Panda) saranno finiti e non ci saranno i soldi per pagare la deroga ad agenti marittimi e spedizionieri vittime della guerra tra mega-armatori globali, prendiamo tutti gli esuberi e li mettiamo in un'Agenzia del Lavoro pubblica con l'obiettivo di ricollocarli in tre anni. Se ci fossero i soldi pubblici ne saremmo felici, ma oh... c'è da pagare gli stipendi all'Autorità dei trasporti....




Spedito da: sampier d'arena Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 12:36

ugo

@valentina

cara Valentina secondo me ha sbagliato persona.
le invio nuovamente il mio intervento.
ps
non sono servo di nessuno e non mi vergogno
buona giornata


le tariffe degli altri porti sono varie, alcune superiori ed alcune inferiori a quella applicata a genova.
Ma il tema non è quello; semmai il sistema a genova, negli ultimi otto anni, ha dimostrato che pur incremenentando l'autorità portuale la tariffa massima per turno di lavoro portuale portandola sino agli attuali 232 euro (nel 2008 era 180 euro, quindi l'incremento è stato pari circa il 22 %), la situazione economica dei camalli non è migliorata. Per info si parla di tariffa massima perché la negoziazione fra terminalisti e Camalli può determinare, per libera contrattazione fra soggetti privati, anche tariffe inferiori.
In mezzo ci sono stati :
1 ammortizzatori sociali regionali in deroga durante la fase piu acuta della crisi post 2009.
2 ripianamenti annuali ad opera dei terminalisti, pronto cassa.
3 sovvenzioni statali legate alla fuori uscita di un pò di personale dei cammalli nel 2014 e 2015(non abbastaza evidentemente).
Ma, è chiaro, tutte queste misure non bastano mai, e quindi sarebbe interessante sapere il parere di qualcuno realmente titolato a darlo, ad esempio di chi fa il revisore dei conti dei camalli, per scoprire come si riesca a non far quadrare mai i conti. Quanto meno per capire veramente come stanno le cose, una volta per tutte, a giovamento di tutti gi attori di questa surreale vicenda.

Spedito da: Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 11:45

Ugo Pennisi

Il buon Canavese ci spiega nel dettaglio gli investimenti ferroviari fatti nel porto di vado ligure? Sono quelli fatti tramite il VIO (con finanziamento-soci dell'autorità portuale di savona...) e che sarebbero poi regalati al terminal maersk?

Spedito da: ROMA Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 10:20

CONFETRA

SULL’AUTORITÀ DEI TRASPORTI VA FATTA CHIAREZZA.

Le Associazioni più rappresentative del sistema logistico nazionale Fedespedi, Assiterminal, Assologistica, Assoferr, Federagenti, Fedit e la loro Confederazione CONFETRA chiedono al Governo, con una lettera al Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, di disciplinare con maggior chiarezza il ruolo, le competenze e le pretese contributive dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Necessità già rilevata nel 2015 dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dalla stessa ART nel proprio secondo rapporto annuale al Parlamento.

La recente sentenza della Suprema Corte, che conferma la legittimità costituzionale di ART ne limita però le pretese contributive - che nel 2017 graverebbero per decine di milioni sul sistema logistico – “solo a coloro che svolgono attività nei confronti delle quali l'ART ha concretamente esercitato le proprie funzioni regolatorie istituzionali” come peraltro aveva già stabilito il Consiglio di Stato in fase cautelare rilevando che “non sembra allo stato ravvisarsi (verso le imprese ricorrenti: spedizionieri, courier, terminalisti, compagnie armatoriali) che operano in un mercato libero o sottoposto alla regolazione di altre Autorità”.

Spedito da: Genova Pubblicato il: 28 aprile 2017 alle 00:24

Errico Malatesta

300 invalidi nella compagnia portuale? Ma siete impazziti?

Spedito da: zena Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 23:24

genoa port clash city rockers

Ero intervenuto, assieme ad altri volenterosi della ciurma, per reclamare la specialità, anzi la unicità del Porto di Genova (e dei Porti liguri in generale) giustificata dai numeri di movimentazione contenitori da anni in ascesa e ora (coll'innalzamento del tetto aereo del 2015 a Prà Voltri) in vera esplosione (complice anche, grazie, al cielo un miglioramento del traffico complessivo).
Lo avevamo fatto tutti perchè per anni ci siamo dovuti sorbire le sparate sui media di altri porti italiani che "la facevano da padroni" con progetti off shore giustiziati alla chetichella perchè, come ho letto su Pilotina, quei progetti addirittura non avrebbero dovuto nemmeno "essere pensati".
E anche perchè da Trieste (la bellissima Trieste..) veniva ammannita la favola cui nessuno faceva più caso, tanto irrilevante, del porto più "grande" d'italia per via delle manichette attaccate e staccate al Siot il terminal petrolifero vicino a Trieste che milioni di tonnellate di movimentazione di oli, greggio ecc. ( va tutto bene, per carità, traffico importantissimo, ricco ecc ma sta al Porto come una tubatura sta al lavoro vivo).
Ora ci viene detto che dobbiamo seguire il loro esempio, e che sono al timone di Assoporti.
Lo faremmo volentieri. Cominciamo da subito: utilizziamo le regole delle proroghe delle concessioni applicate nel Porto di Trieste, dove mi dicono sia bastato un'inserzione sul sito dell'Autorità Portuale per far decorrere i termini di opposizione a proroghe di non so quanti anni; mentre a Genova si attende da più di un anno con procedure complesse e approfondite e iper pubblicizzate, senza che si sia arrivati ad una conclusione. E il perchè di questa attesa è presto detto: quando si sono azzardati a decidere sono stati denunciati al Tribunale di Norimberga, alla Stasi della DDR e se se ne fossero ricordati, anche alla Corte Suprema della Corea del Nord.
E badate: hanno fatto bene a Trieste, ad essere così "veloci" e senza scocciatori...
Ma dato che tutto questo i nostri interlocutori lo sanno bene, lasciate perdere e state zitti.

E' perfettamente inutile tirare la giacca a Signorini, chiedendogli di darsi una mossa. Con queste norme, applicate così a caso, non si va da nessuna parte e questa riforma finchè è legge va certo applicata ma deve essere al più presto cambiata. E profondamente.

Spedito da: Via Pinetti Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 21:37

valentina

Popolo di pilotina non credete che le concessioni demaniali e tutti gli anessi, proroghe, deroghe,rinnovi...ecc ecc siano forse un pretesto per infamare dei poveri lavoratori? Popolo di pilotina non credete che un sistema che premia di fatto grazie ad incentivi legati alla resa per turno sia un qualcosa di estremamente vantaggioso per tutti?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 17:15

G. Merello

GENOVA E TRIESTE, NON "GENOVA VS TRIESTE"

Premetto: massima stima e rispetto per il segretario generale AdSP di Trieste Mario Sommariva.
La sua lunghissima esposizione la condivido in vari punti, ma non nell'impostazione sul "Tema Genova VS Trieste", se si dà a "versus" il normale significato "contro, in opposizione a".
Qualche osservazione essendo stato io recentemente a "lanciare un sassolino nello stagno" su un vero o presunto primato nazionale nei porti italiani. Il sottoscritto (vecchio genovese che ama e conosce le navi ricchezza del Paese) è andato controcorrente nella Genova dai mille difetti ma sicuramente primatista in "autoflagellazione e autosottovalutazione", come secondo me dimostra oggi anche il nostro Carozzi.
Semplicemente, secondo me non è "Genova vs Trieste" ma "numeri reali vs numeri manipolati", ossia guardati in una sola ottica e per qualche scopo. I numeri veri dicono che da molti anni Genova è primo porto italiano globalmente (come gettito fiscale, accennava sul blog domenica scorsa Valentina) e in particolare per le merci. Mi perdoni anche il prof Maresca quando oggi scrive, pur avendo molti dubbi sul criterio, "Trieste è sempre stato, qualche volta superato di misura da Genova, il primo porto italiano dal punto di vista delle tonnellate".
La realtà dei numeri dice invece che anche nelle "tonnellate" totali Genova è stata prima per decenni, e solo dal 2013/14 l'incremento a Trieste ed il decremento a Genova dei traffici petroliferi ha portato al minimo "sorpasso" di Trieste, subito rilevato da...attenti osservatori. Ma sinceramente io non credo che una tonn di greggio, velocemente pompato, valga lontanamente una Tonn di merce varia manipolata.
La realtà quindi dice, escludendo le "rinfuse liquide", Genova primo porto nazionale 2016 nel totale merci varie con 31.595.000 Tonn contro le 14.512.000 di Trieste. Tralasciando le distanze negli altri settori e non sommando a Genova anche Savona/Vado nella nuova AdSP.
Questo per stare nella realtà in base ai dati Assoporti, con tutto il rispetto per Trieste che certo non ha bisogno di essere difesa (credo ne abbia più bisogno Genova). E confermando pieno accordo sull'importanza dei due "porti ascellari" strategici, entrambi aventi necessità e pieno diritto a seri reinvestimenti pubblici infrastrutturali. Superando, come scrive anche il prof Maresca, l'immagine solo suggestiva dell'Italia "portaerei protesa sul Mediterraneo" con relativi investimenti "a pioggia" in porti efficienti...politicamente.
Apprezzamenti ingiustificati (non credo offensivi) sul neo presidente Assoporti D'Agostino? Una certa campagna per la presidenza (fra cui il suddetto "primato" del suo porto sbandierato alla stampa) e l'evidente peso di Serracchiani non mi paiono discutibili. Come pure la sua elezione per acclamazione e ad una unanimità..esclusi gli assenti.
Comunque i migliori auguri a lui ed ai porti italiani.
Restano i timori sui porti Nordeuropei espressi oggi dal prof. Maresca: anche lui non pare vedere molto in pericolo Rotterdam da parte di Trieste-Koper ma piuttosto nel presente vede che "stiamo perdendo anche la pianura padana". Grazie al super tunnel ferroviario del Gottardo (a senso unico). Mentre da noi il Terzo Valico è sempre sotto tiro dei No Tav: dopo cortei e sabotaggi, pare scovato un altro sistema per fermare i cantieri: controlli e analisi tipo RIS di Parma. Qualcuno se ne accorge?

Spedito da: Genova Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 13:10

Metastu

Ogni volta che leggo MARESCA mi domando? Perché terminato il primo mandato da Presidente del porto Di Trieste non è stato riconfermato come la maggioranza dei suoi colleghi?

Spedito da: Genoa Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 12:49

Ciozz

@Errico Malatesta

Gentile Sig. Errico la precisazione ci sta, ma anche lei si dimentica di dire tutto però. Le giornate di mancato avviamento non costituiscono un costo per la culmv perchè vengono coperte dall'ima (cioè inps, cioè i contribuenti). In pura teoria (e sottolineo in pura toria) il sistema non ha bisogno di un minimo garantito perchè c'è l'ima.. in pratica qualcosa non funziona.

Spedito da: Via Pinetti Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 12:29

valentina

PER UGO che non ha neppure il coraggio di mostrarsi... Ti sei mai risposto, che magari i 300 inabili al lavoro in porto lo sono diventati? La conosci l'ernia del disco?, i tumori per esposizione ai gas di scarico nelle stive, per le polveri sottili dei pneumatici che si sbriciolano?, oppure il ciclo del sonno alterato per le troppe notti?...ecc ecc
MA DI COSA PARLI!! VERGOGNATI SERVO!

Spedito da: venezia Pubblicato il: 27 aprile 2017 alle 12:00

alvise cadamosto

Intervento di Maresca: un modo elegante per dire che quanto dicono gli amici triestini e' aria fritta...

1 2 3 ...   5

Tutti i blog sono moderati e i commenti ritenuti inadatti (a nostro insindacabile giudizio) non saranno pubblicati.