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Cessioni Rina, accordi in chiusura

Genova - Torna ad alzarsi il vento all’interno del gruppo Rina, il colosso genovese della certificazione. La vertenza per la cessione del ramo Detail Design non si è conclusa e c’è attenzione su alcune operazioni in corso sulle controllate. Ma l’amministratore delegato Salerno garantisce: se si vende, è per rilanciare

Genova - Torna ad alzarsi il vento all’interno del gruppo Rina, il colosso genovese della certificazione. La vertenza per la cessione del ramo Detail Design non si è conclusa e i sindacati sarebbero orientati a dichiarare uno sciopero, dopo quello - poi ritirato - dello scorso ottobre, a difesa delle 34 persone interessate alla procedura: «È una scelta che non discuto, perché rientra nei diritti dei lavoratori - commenta Ugo Salerno, presidente e amministratore delegato del gruppo - ma per quanto ci riguarda abbiamo fatto quanto possibile per assicurare il futuro a un comparto validissimo, ma che non rientra nel nostro core business. Abbiamo trattato una cessione che per noi non ha alcun introito. Il gruppo che acquisirà il ramo d’azienda sarà la Seingim: una realtà di 150 persone che ha base in Veneto. Abbiamo chiesto la permanenza dell’attività a Genova per due anni, ma sappiamo che la Seingim ha l’interesse a consolidarsi e investire nella nostra città, e non escludo che continueremo a siglare con loro contratti di subfornitura per il disegno industriale ». Salerno ricorda che dall’inizio dell’anno le assunzioni a tempo indeterminato a Genova sono state 98 a fronte delle 600 assunzioni complessive in tutto il mondo. E anticipa che il Rina sta effettivamente affrontando un processo di cessione di alcune attività non-non core, ma a valle - garantisce il manager - di «mesi e mesi» di accurata selezione degli acquirenti. Il Rina infatti cederà integralmente il Soa, su richiesta dall’Autorità nazionale anticorruzione: la società che acquisirà l’organismo di attestazione dei lavori pubblici è la Protos Soa del gruppo Soa, che ha al suo interno le partecipazioni di Kpmg, Generali, Unipolsai, Assistal e l’Unione delle Province italiane.

Il gruppo procederà anche alla vendita dell’Istituto di tecnologie avanzate (Ita) di Tortona, laboratorio di microbiologia, con attività, spiega Salerno, fuori dal perimetro dell’azienda, che andrà «a una realtà di notevoli dimensioni in questo campo». Diverso invece il discorso legato alla società di formazione Rina Academy, l’ex Sogea. In questo caso il gruppo era entrato circa 10 anni fa perché la società era alla ricerca di un’azionista che ne rilanciasse lo sorti, anche su impulso di Confindustria e Camera di commercio. Pur rimanendo come azionista di minoranza, il Rina ha ceduto la maggioranza a un soggetto specializzato - nome ancora top secret - che saprà far camminare l’Academy con proprie gambe, sotto la guida di Annalisa Magone, amministratore delegato di Torino Nord Ovest e membro della consulta industriale della Cgil.

Infine Rina Prime, la società di valutazione e certificazione tecnico-immobiliare: in questo caso, spiega Salerno, l’impegno del gruppo non è in discussione, benché rumors circolati negli ultimi tempi in azienda fossero diversi. Il Rina, entrato al 30%, oggi è al 50%, l’obiettivo è di portare il fatturato in tre anni da 10 a 30 milioni di euro, confermando quindi l’interesse del gruppo genovese in questo campo.

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