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Il Nord Ovest: «Infrastrutture, basta perdere tempo»

Genova - Gronda, Alta velocità Torino-Lione e Pedemontana. Tre grandi opere che interessano tutto il Nord Ovest ma che sono territorialmente legate alle tre regioni del triangolo industriale, rispettivamente Liguria, Piemonte e Lombardia

Genova - Gronda, Alta velocità Torino-Lione e Pedemontana. Tre grandi opere che interessano tutto il Nord Ovest ma che sono territorialmente legate alle tre regioni del triangolo industriale, rispettivamente Liguria, Piemonte e Lombardia. Tre infrastrutture su cui ieri, ancora una volta, i rappresentanti di Confindustria sono tornati ad alzare la voce per chiedere al governo giallo-verde che si aprano i cantieri e non si perda più altro tempo.

L’ultimo appello del mondo confindustriale all’esecutivo Lega-Cinquestelle arriva da Genova, dalla Fondazione Ansaldo di corso Perrone, dove ieri è andato in scena il dibattito “Nord Ovest, il futuro è nelle infrastrutture”, promosso dai gruppi dei Giovani Imprenditori del Nord Ovest.

Un incontro in cui i cahiers de doléances dei territori avevano in comune la carenza di certezze su tre opere considerate decisive per il futuro di un’intera area del Paese. Ovvio che le attenzioni dei liguri si concentrassero sulla Gronda di Genova, con l’analisi costi-benefici “congelata” al Ministero dei Trasporti perché legata alla procedura di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Per il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Mondini «inizia ad essere imbarazzante non avere risposte sulla Gronda autostradale, non sapere più niente su un’opera che a tutti gli effetti è cantierabile». Sulla stessa lunghezza d’onda Giuseppe Zampini, presidente di Confindustria Liguria e amministratore delegato di Ansaldo Energia, che ha evidenziato come «una volta prese, le decisioni non possono più essere abbandonate: si faccia la Gronda», invocando l’inizio dei lavori «in contemporanea con la ricostruzione di ponte Morandi. Non ha senso bloccare la città tre volte di fila: una con la caduta del ponte, poi per ricostruirlo e poi quando si fa la Gronda». Zampini, che ha rivelato che a breve dovrebbero rientrare nello stabilimento di Campi i circa 400 dipendenti ancora distaccati fuori sede, ha ribadito il concetto. «Si studi, si faccia un tavolo e troviamo il modo di operare: da ingegnere dico che la gronda si può realizzare in contemporanea con il ponte».

Una posizione che al di là della singola infrastruttura, accomuna nel metodo e nel merito i rappresentanti del mondo imprenditoriale di tutto il Nord Ovest. «Le infrastrutture sono fondamentali, non ci sono da fare analisi costi-benefici ogni settimana, c’è da farle e basta» ha sottolineato il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Alessio Rossi, che non ha lesinato critiche anche sul decreto Sblocca cantieri, pur chiedendo «un tagliando ogni mese, per andare a monitorare quanti cantieri sono partiti».«Tutti sono ormai convinti che il problema delle infrastrutture sia un problema strategico per la crescita e la competitività di questo Paese - gli ha fatto eco Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia - Ma sono anni che continuiamo a parlare: ora bisogna passare davvero ai fatti». Il presidente della Piccola industria di Confindustria, Carlo Robiglio, mette nel mirino la mancanza di una visione complessiva con un accostamento storico. «Se Cavour avesse guardato al quotidiano come i politici e non alle future generazioni, come gli statisti, probabilmente il Frejus non sarebbe stato fatto».

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