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Dazi: indagine Usa, rischia il 50% del cibo italiano

Roma - Parte ufficialmente la procedura per far scattare i dazi degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea con l’avvio il 6 maggio dell’indagine del Dipartimento del Commercio Usa. È l’allarme lanciato da Coldiretti e Filiera Italia

Roma - Parte ufficialmente la procedura per far scattare i dazi degli Stati Uniti nei confronti dell’Unione europea con l’avvio il 6 maggio dell’indagine del Dipartimento del Commercio Usa. È l’allarme lanciato da Coldiretti e Filiera Italia secondo cui la lista nera dei prodotti europei da colpire con dazi ha un importo complessivo di 11 miliardi di dollari e comprende anche importanti prodotti agricoli e alimentari di interesse nazionale come vini, tra i quali il Prosecco e il Marsala, formaggi, olio di oliva, agrumi, uva, marmellate, succhi di frutta, acqua e superalcolici.

Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti, riferiscono Coldiretti e Filiera Italia ha annunciato, con la pubblicazione nel Registro Federale, l’avvio di un’indagine, che inizia il 6 maggio per concludersi il 28 maggio e prevede l’audizione pubblica delle parti interessate e il successivo invio di considerazioni scritte sulle misure proposte dall’Amministrazione, in risposta agli aiuti europei all’Airbus che danneggiano la Boeing. La scure, secondo lo studio di Filiera Italia e Coldiretti, si abbatte sul principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari prodotto in Italia fuori dai confini comunitari con un valore record di 4,2 miliardi (+2%) nel 2018.

Se con un totale delle esportazioni per 1,5 miliardi il vino è il prodotto Made in Italy più colpito, in pericolo ci sono anche altri alimenti simbolo, a partire dall’olio di oliva, le cui esportazioni nel 2018 sono state pari a 436 milioni. Pesante il costo anche per i formaggi, che valgono 273 milioni: gli Usa rappresentano circa i due terzi delle esportazioni per il pecorino romano, mentre per Grana Padano e Parmigiano Reggiano sono il secondo paese per importanza dopo la Germania: «Ci sono le condizioni per evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull’economia e sulle relazioni tra Paesi alleati - afferma il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini -. Una buona premessa - ha aggiunto - sono le importanti relazioni che ha saputo costruire il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump». Secondo Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, «il nostro Paese in questi negoziati deve giocare un ruolo da protagonista, troppe volte in passato per aiuti europei andati ad aziende di altri Paesi, come è accaduto proprio in questo caso con la vicenda Airbus, il conto finale è stato presentato all’Italia e al settore agroalimentare in particolare. Con gli Stati Uniti», ha osservato, «davvero non possiamo permettercelo: gli Usa sono il nostro primo mercato di esportazione extra europeo, ma ulteriori barriere daziarie e non alle nostre esportazioni concorrerebbero ad aumentare il fenomeno delle imitazioni di prodotti italiani sul mercato statunitense, che già oggi ne detiene il primato negativo con oltre 23 miliardi di dollari di falso Made in Italy venduto».

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