SERVICES

Petrolio, quasi azzerato il surplus. Riparte lo shale oil

Milano - Ad abbattere il surplus contribuisce anche la crescita del consumo, con l’Aie che stima una crescita della domanda globale nel 2018 di circa 100 mila barili al giorno, a quota 1,4 milioni di barili.

Milano - L’Opec e i suoi alleati hanno quasi raggiunto il loro obiettivo di azzerare l’eccesso di petrolio sul mercato ma i loro sforzi potrebbero essere vanificati dall’aumento delle forniture da parte degli Usa e di altri Paesi produttori, grazie allo shale oil. Le scorte di petrolio nei Paesi sviluppati, rileva infatti l’Aie nel suo Oil Market Report di febbraio, sono scese a gennaio al ritmo più intenso in oltre sei mesi mentre i tagli dell’Opec e della Russia sprigionavano i loro effetti (a gennaio il 37% in più di quanto promesso). Ad abbattere il surplus contribuisce anche la crescita del consumo, con l’Aie che stima una crescita della domanda globale nel 2018 di circa 100 mila barili al giorno, a quota 1,4 milioni di barili. Tuttavia il rialzo dei prezzi potrebbe ritorcesi contro la stessa Opec: la ripresa del petrolio, ai massimi da tre anni, sta infatti stimolando le forniture Usa, che potrebbe superare Arabia Saudita e la Russia come primo fornitore mondiale entro la fine dell’anno.
Nel trimestre chiuso a novembre la produzione di petrolio Usa è cresciuta della «cifra colossale» di 846 mila barili al giorno. «Con il surplus che si è ridotto in modo così significativo, il successo dell’accordo sull’output potrebbe essere a portata di mano» sostiene l’Aie. Tuttavia, il «messaggio principale» è che «la rapida crescita della produzione nei Paesi Non-Opec, guidati dagli Usa, sarà superiore a quella della domanda». A dicembre le scorte di petrolio sono scese a circa 52 milioni di barili sopra la media dell’ultimo quinquennio, con un calo dell’80% rispetto all’anno precedente.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››