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“Spalloni” e società offshore, Volpi indagato

Genova - Un giro di spalloni attivi tra la Svizzera, l’Italia e gli Emirati Arabi, e oltre 500 mila euro sequestrati. Parte da questi elementi la nuova inchiesta su Gabriele Volpi, il magnate del petrolio nigeriano patròn della Pro Recco e dello Spezia Calcio, ora anche azionista al 6% di Banca Carige

Genova - Un giro di spalloni attivi tra la Svizzera, l’Italia e gli Emirati Arabi, e oltre cinquecentomila euro sequestrati. Parte da questi elementi la nuova inchiesta su Gabriele Volpi, il magnate del petrolio nigeriano patròn della Pro Recco e dello Spezia Calcio, ora anche azionista al 6% di Banca Carige, indagato dalla Procura di Como, per autoriciclaggio.

Il suo nome è in un elenco di 30 persone, secondo la Guardia di Finanza, coordinata dal procuratore Nicola Piacente, collaboratori che avrebbero aiutato a vario titolo l’imprenditore a riciclare propri capitali provenienti dall’estero. I militari del nucleo di polizia valutaria hanno seguito il flusso di denaro finito sui conti della Pkb Privatbank del promotore finanziario Libero Valsangiacomo, trasferimenti per centinaia di migliaia di euro dietro a cui si celerebbero affari a cavallo tra la Nigeria e l’Italia. Negli ultimi mesi i finanzieri hanno tracciato e bloccato 545mila euro, soldi che dovevano essere consegnati a Gabriele Giuntini, collaboratore di Volpi. Tra gli indagati c’è anche l’imprenditrice lombarda Graziella Martinoli, accusata di aver trasferito 230mila euro negli Emirati Arabi. Anche le Fiamme Gialle di Genova da tempo sono interessate ai flussi finanziari del miliardario, e hanno aperto una serie di accertamenti.

In due diverse vertenze di lavoro sono emersi dettagli sui pagamenti in nero ad alcuni giocatori della Pro Recco, avvenuti nel periodo compreso fra 2009 e 2013/2014.

La notizia era stata riportata dai giornali e la Procura ha avviato un nuovo filone di accertamenti delegando una serie d’interrogatori alle Fiamme Gialle, nell’ambito di un procedimento in cui Volpi è già indagato per presunti illeciti fiscali compiuti investendo sulla squadra.Alcuni documenti consegnati in tribunale raccontano come per ogni giocatore della Pro Recco pallanuoto fino alla stagione 2013/2014 fossero inserite due voci: «Contratto», a indicare la parte regolare dell’emolumento percepito, e «sue mani», per definire il cash corrisposto sottobanco. E nella lista dei beneficiari figurano alcuni “big” nella storia recente della compagine italiana più blasonata, compreso l’attuale presidente Maurizio Felugo. La nuova inchiesta della Procura di Como potrebbe diventare fondamentale per ricostruire i flussi finanziari su cui stavano già indagando i militari liguri.

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