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Iren, ora scatta lo stato di agitazione

Genova - S tato di agitazione, da subito. E se la pistola non sarà tolta dal tavolo della trattativa, come si usa dire in questi casi, uno sciopero dei dipendenti di tutto il gruppo. È arrivato al muro contro muro il confronto tra sindacati e Iren.

Genova - S tato di agitazione, da subito. E se la pistola non sarà tolta dal tavolo della trattativa, come si usa dire in questi casi, uno sciopero dei dipendenti di tutto il gruppo. È arrivato al muro contro muro il confronto tra sindacati e Iren, la società attiva nel settore dell’energia, dell’acque e dei rifiuti che dà lavoro in tutto il nord Italia a 6.000 persone.

La rottura si è verificata dopo che per diverso tempo la dirigenza ha provato a uniformare i circa 200 i contratti aziendali applicati in tutto il gruppo e conseguenza delle progressive acquisizioni e diversificazione delle attività.

Il 30 dicembre l’azienda ha deciso di alzare il livello dello scontro, con il recapito ai sindacati - come da prassi - della disdetta di tutti gli accordi sindacali stipulati dal 1974 a oggi nelle diverse società del gruppo. Significa che a partire dall’8 gennaio - se la trattativa non dovesse rimettersi in moto - salteranno uno dopo l’altro tutti i trattamenti fissati con quegli accordi: pezzi di salario, rimborsi, welfare aziendale, orari e mensa sono alcune delle voci che sarebbero cancellate.

«Chiediamo la sospensione delle decisioni assunte - scrivono i sindacati di categoria - in caso di disponibilità il confronto con il gruppo potrà riprendere a partire dal prossimo 9 gennaio». In caso la disponibilità non ci fosse, le sigle proclameranno sciopero.

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