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Alluvioni nel sud della Francia, due morti e danni ingenti

Nizza - Due persone sono morte e una risulta dispersa in Costa Azzurra, da venerdì colpita da piogge definite di «intensità storica», che hanno causato violente alluvioni.

Nizza - Due persone sono morte e una risulta dispersa in Costa Azzurra, da venerdì colpita da piogge definite di «intensità storica», che hanno causato violente alluvioni. La prefettura ha riferito che i due corpi sono stati ritrovati nel Var. Anche se l’acqua sta recedendo, le autorità hanno avvertito che la situazione è «lungi dall’essere tornata alla normalità».

L’allarme dei geologi
«Non dobbiamo meravigliarci troppo degli eventi che stiamo registrando in queste ore ma dobbiamo meravigliarci della frequenza. Non sono più eventi eccezionali. Abbiamo impermeabilizzato troppo le nostre città e le aree limitrofe a esse, abbiamo fogne bianche urbane, dove esistono, senza manutenzione e progettate 20-30 anni con un regime di precipitazioni non confrontabili con gli attuali». Lo scrive in una nota Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. «Abbiamo maltrattato il territorio, modificando le morfologie dei luoghi, consumando suolo e impermeabilizzando grandi superfici, costruendo nelle aree destinate al transito delle acque. Gli eventi di cronaca che registriamo in questi giorni - ribadisce - sono la naturale conseguenza del nostro agire. Se non abbiamo il coraggio di cambiare la politica applicando il principio della sostenibilità economica, sociale e ambientale dello sviluppo, saremo condannati a rincorrere le emergenze e magari avviare ricostruzioni negli stessi luoghi».
«Non dobbiamo meravigliarci troppo degli eventi che stiamo registrando in questi giorni - ha continuato Fiore - dobbiamo meravigliarci della frequenza con cui oggi accadano questi eventi. Dobbiamo rendici conto che non possiamo più parlare di eventi eccezionali se questi si ripetono ogni anno all’inizio dell’autunno. Dal dopoguerra a oggi abbiamo maltrattato il territorio, modificando le morfologie dei luoghi, consumando suolo e impermeabilizzando grandi superfici, costruendo nelle aree destinate al transito delle acque. Gli eventi di cronaca che registriamo in questi giorni sono la naturale conseguenza del nostro agire. Se non abbiamo il coraggio di cambiare la politica applicando il principio della sostenibilità economica, sociale e ambientale dello sviluppo saremo condannati a rincorrere le emergenze e magari avviare ricostruzioni negli stessi luoghi».
«Abbiamo impermeabilizzato troppo le nostre città e le aree limitrofe a esse, abbiamo fogne bianche urbane, dove esistono, senza manutenzione e progettate 20-30 anni con un regime di precipitazioni non confrontabili con gli attuali. Serve cambiare la politica di uso del territorio - conclude il presidente Fiore - risanando gli errori del passato e progettando il futuro in maniera coerente. Serve educare i cittadini all’autoprotezione, serve una coscienza di adattamento al cambiamento climatico».

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