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«Così la Via della Seta ci ha aiutato a innovare»

Parla Bruna Ferretti, responsabile Vendite presso Rfid Seals Labels by Etti Sicurezza.

CHE COSA pensa del progetto cinese della Nuova Via della Seta? I segnali più recenti in arrivo dal mondo dell’industria parlano di una crescente domanda asiatica di beni prodotti in Europa. Qual è il suo punto di vista a questo proposito?

«Siamo stati coinvolti da alcuni mesi nel progetto della Via della Seta al contrario - risponde Bruna Ferretti, responsabile Vendite presso Rfid Seals Labels by Etti Sicurezza - cioè portare conoscenza e tecnologia dall’Europa all’Estremo Oriente, e siamo orgogliosi di presentare le nostre idee di tracciabilità satellitare e di sigillatura innovativa per questo scopo. Riteniamo importante questa controtendenza: i cicli storici descritti dal pensatore Giambattista Vico nel XVII secolo hanno sempre dimostrato che quando si chiude un capitolo se ne apre uno nuovo. Allo stesso modo, un Paese come la Cina, che negli ultimi anni ha predominato nelle esportazioni, è giusto che alla fine ritorni a importare l’eccellenza prodotta in quei Paesi che le hanno permesso di diventare una potenza economica mondiale. È stato stimolante dover pensare di creare un qualcosa per una destinazione così innovativa: la rotta via terra, o meglio, la via rotabile».

Quali sono le caratteristiche distintive della sua azienda/attività?

«Lo staff della Etti Sicurezza e io in particolare, abbiamo sempre avuto un approccio alla tecnologia applicata alla sigillatura molto friendly, non esiste un prodotto che va bene per ogni applicazione, non esiste uno standard, bisogna prima ascoltare il cliente per cercare di capire cosa lui si aspetta dalla tecnologia, e poi spiegargli in parole semplici e dimostragli quello che può essere perfetto per le sue richieste, soddisfacente per i sui bisogni, necessario per migliorare il suo lavoro.Voglio a questo proposito portare un esempio: un noto trasportatore nazionale che ci ha richiesto un sistema di tracciabilità “usa e getta”: la sua richiesta in un primo momento ci ha sorpreso e spiazzato perché questa tecnologia di tracciabilità... risulta onerosa e quindi è opportuno indirizzarsi su un prodotto che sia riutilizzabile. Ma poi studiando, creando e inventando, siamo riusciti a proporre un sistema Gps/Gprs da poter usare una volta soltanto, e la sua applicazione sarà proprio sulla Via della Seta».

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