SERVICES

Stiglitz: «È ora di ristrutturare l’economia»

Roma - «Il mercato dell’acciaio è stato turbato da un eccesso di capacità produttiva per esempio in Cina, ma io penso, in generale, che le economie avanzate dovrebbero allontanarsi dalla manifattura come fonte di lavoro, come 70 anni fa hanno fatto con l’agricoltura». Così il premio Nobel, parlando dell’ex Ilva

Roma - «Il mercato dell’acciaio è stato turbato da un eccesso di capacità produttiva per esempio in Cina, ma io penso, in generale, che le economie avanzate dovrebbero allontanarsi dalla manifattura come fonte di lavoro, come 70 anni fa hanno fatto con l’agricoltura -. Lo afferma il premio Nobel per l’Economia, Joseph Stiglitz, parlando dell’ex Ilva, a margine del festival “Economia Come”, dove venerdì sera ha tenuto una lezione -. Alcune persone anche allora dicevano che bisognava proteggere l’agricoltura. Ma la risposta è che bisogna approfittare degli aumenti di produttività e ristrutturare l’economia. Con l’industria sta succedendo la stessa cosa», continua Stiglitz spiegando che può «aver senso» mantenere alcune industrie per le loro esternalità positive, «come la Silicon Valley negli Stati Uniti, ma non l’auto o l’acciaio». Il problema in Italia, per l’economista, «è che l’euro ha soffocato l’economia e non avete la possibilità di crescere e creare nuovo lavoro. Ma avete comunque la possibilità di puntare sugli investimenti verdi che hanno alti rendimenti», mette in evidenza il professore e saggista statunitense, premio Nobel per l’economia nel 2001. La ricetta proposta da Stiglitz è «istituire una banca green o avere una banca europea degli investimenti verdi che conceda finanziamenti, stimoli la crescita e aiuti a trasformare l’economia, così creando posti di lavoro. L’Italia - spiega l’economista - ha già fatto una grande trasformazione, ha una grande industria culturale e un’industria del turismo, ma i vincoli macroeconomici le impediscono di completarla. C’è bisogno - continua - di politiche industriali, di politiche del mercato del lavoro e sistemi per spostare le persone da un posto all’altro». Come monito su cosa non fare con ArcelorMittal, Stiglitz cita due esempi negli Stati Uniti: «Trump è ossessionato dalle auto. Ma per mantenere gli occupati nel settore, hanno abbassato così tanto i salari che quelli dell’auto non sono più buoni posti di lavoro», è il primo caso. Il secondo esempio, invece, viene dal carbone: «Trump sta cercando di salvare la produzione di carbone negli Stati Uniti e dice che sarebbe un disastro se chiudesse per 15 mila lavoratori, ma gli occupati nell’istallazione di pannelli fotovoltaici sono tre o quattro volte di più», dice Stiglitz, sottolineando l’importanza di una «transizione rapida» verso un’economia sostenibile con un green new deal.

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››