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Senza la revoca della concessione Atlantia vola in Borsa

Genova - A un anno e 23 giorni di distanza dal crollo del Ponte Morandi, Atlantia supera per la prima volta in Borsa i valori del 13 agosto 2018, giorno precedente il disastro che costò la vita a 43 persone.

Genova - A un anno e 23 giorni di distanza dal crollo del Ponte Morandi, Atlantia supera per la prima volta in Borsa i valori del 13 agosto 2018, giorno precedente il disastro che costò la vita a 43 persone e travolse il titolo della holding che controlla Autostrade per l’Italia, investito dalla decisione di revocare la concessione presa dal primo governo Conte e chiesta a gran voce dal Movimento 5 Stelle. A Piazza Affari il gruppo della famiglia Benetton è stato anche oggi tra i titoli migliori (+1,4% a 24,64 euro), confermando un trend che nelle ultime 5 sedute ha fatto salire le azioni dell’11,5% e recuperare circa 2,3 miliardi di euro di capitalizzazione. Il massimo di giornata di 24,93 euro è stato superiore ai 24,88 euro a cui Atlantia aveva chiuso alla vigilia del collasso del Ponte Morandi. In Borsa, dove a prevalere sono le valutazioni di convenienza degli investitori, lo shock è stato superato.

Il rally si spiega - nella lettura del mercato - con l’atteso cambio di atteggiamento del nuovo governo, il cui programma concordato da Pd e M5S non parla di revoca ma di «revisione delle concessioni». Concetto ribadito dalla neo ministra ai Trasporti e alle infrastrutture e vice presidente del Pd, Paola De Micheli, che in un’intervista a La Stampa è stata netta: «nel programma di governo c’è scritta una parola precisa e molto diversa: revisione». «La novità del passaggio del ministero delle infrastrutture dal M5S al Partito Democratico è positivo in quanto dovrebbe cambiare l’approccio del governo, che fino ad ora vedeva il Ministro delle Infrastrutture Toninelli come principale sostenitore della revoca della concessione di ASPI», è il commento degli analisti di Equita, largamente condiviso dai principali broker di Piazza Affari. Ma sul tema, che ha visto il M5S esporsi per mesi a favore di una revoca “senza se e senza ma”, rischia ora di consumarsi il primo strappo tra neo alleati di governo. «Darò la fiducia al governo Conte in base alla posizione che avrà il Pd rispetto alle dichiarazioni fatte dal ministro De Micheli o se il ministro stesso chiarirà meglio», ha tuonato il senatore M5s Mario Giarrusso. «La posizione del M5s è chiara: siamo per la revoca delle concessioni» e «non diamo la fiducia se si inizia subito a martellare l’accordo». Ma anche il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera, il pentastellato ligure Sergio Battelli, ha chiarito che «la revisione non può scartare, a priori, eventuali revoche».

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