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Volpi, Malacalza, il voto dei piccoli azionisti: i nodi del salvataggio Carige / FOCUS

Genova - Comunque la si guardi, la convocazione dell’assemblea dei soci Carige, arrivata ieri immediatamente dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio, ha qualcosa di suggestivo.

Genova - Comunque la si guardi, la convocazione dell’assemblea dei soci Carige, arrivata ieri immediatamente dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio, ha qualcosa di suggestivo. Per la data indicata, anzitutto: il 20 settembre, un anno esatto dopo la consacrazione della famiglia Malacalza alla guida della Cassa di Risparmio al termine di un’assemblea che decretò lo sconfitta della cordata allestita da Raffaele Mincione. Ma anche per la poco scaramantica scelta della location: l’hotel Tower Genova Airport, lo stesso luogo dove, il 22 dicembre, si consumò una delle giornate più drammatiche della storia di Carige, con l’aumento di capitale bocciato proprio dai Malacalza. Una scelta, quella del primo azionista, che dieci giorni più tardi indusse la Bce a commissariare la banca.

A distanza di otto mesi, e dopo almeno un paio di salvataggi falliti, i commissari hanno messo a punto un piano che prevede un’iniezione di nuovo capitale per 700 milioni e la contestuale emissione di un prestito subordinato di 200 milioni. Alla ricapitalizzazione, secondo lo schema che ha ottenuto il placet della Bce e sul quale l’assemblea dovrà ora pronunciarsi, parteciperanno per 313,2 milioni lo Schema volontario del Fondo interbancario (Svi), per 63 milioni Cassa Centrale Banca e per 238,8 milioni il Fitd, che garantirà la tranche da 85 milioni riservata agli attuali azionisti. Il bond finirà invece «in pancia» a diversi soggetti: 100 milioni li sottoscriverà la stessa Ccb; 50 milioni, secondo indiscrezioni, andranno ad Amissima, società del fondo americano Apollo che si è già aggiudicata il comparto assicurativo della Cassa ligure; 13 milioni finiranno al Medio credito centrale e 20 milioni al Credito Sportivo. Confermato anche lo stanziamento di uno stock di azioni gratuite per un valore di 10 milioni a beneficio dei piccoli azionisti, i cui criteri di assegnazione saranno resi noti dai commissari alla fine di agosto.

Il nodo primo socio
La volontà della famiglia Malacalza, grazie al possesso del 27,55% delle azioni (frutto di un investimento in Carige che ad oggi supera i 420 milioni di euro), è il nodo cruciale dell’operazione. Con il loro voto contrario, o con la semplice astensione in assemblea, i Malacalza possono determinare la bocciatura del piano. C’è però un’altra ipotesi che sta circolando da giorni: quella che il primo socio diserti l’assemblea, demandando la decisione agli azionisti presenti. Essendo convocata in unica data, l’adunata dei soci è valida in presenza di almeno il 20% del capitale. Lo scorso dicembre, al Tower Hotel, si presentarono 270 azionisti in rappresentanza del 40,89% del capitale ordinario, vale a dire il 13,3% dei soci, se si escludono i Malacalza. All’appello mancava però il secondo azionista, Gabriele Volpi. Che il 20 settembre, in caso di assenza del principale socio, rischia di diventare determinante ai fini della validità dell’assemblea. Un altro tema caldo è quello delle deleghe. A dicembre l’associazione dei “piccoli” ne raccolse 56 per un totale di 111 milioni di azioni. Poche, rispetto ai 72.000 azionisti all’epoca rilevati a libro soci. «Ma quest’anno molti “piccoli” stanno chiedendo informazioni», dice il presidente Silvio De Fecondo. Una partita a scacchi, quella delle manovre pre-assembleari, che il mercato sta già monitorando con estrema attenzione.

Nuovo assetto
Se l’aumento di capitale sarà approvato in assemblea, con l’emissione di 700 miliardi di nuove azioni, i Malacalza vedranno la quota diluirsi - a un primo conteggio riportato dall’Ansa - dal 27,5% attuale al 2% se non parteciperanno alla ricapitalizzazione. Sottoscrivendo il 27,5% degli 85 milioni di euro della tranche riservata (investendo 23,3 milioni) scenderanno al 5,1%, che saranno poi meno del 5,9% comprando con ulteriore esborso le azioni a sconto legate ai warrant gratuiti.

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