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Carige, i commissari confidano nell’intervento dei fondi

Genova - Negli ambienti finanziari circola il nome di Warburg Pincus, fondo di private equity con uffici negli Stati Uniti, in Europa, Brasile e Cina, che gestisce 35 miliardi di dollari. Ma c’è il nodo delle elezioni politiche.

Genova - Carige tra fondi d’investimento internazionali e nazionalizzazione. Il giorno dopo la presa d’atto che Blackrock non giudica la banca ligure un buon affare in cui impiegare i patrimoni del propri clienti, i commissari continuano a lavorare per costruire una soluzione di mercato. Il viceministro ai Trasporti, Edoardo Rixi, non esclude però un intervento pubblico a sostegno dell’istituto. «Non si può escludere nulla - risponde a chi gli chiede di una possibile nazionalizzazione -. C’è una grande tensione intorno alla banca. Mi auguravo che l’operazione con Blackrock potesse andare in porto, qui in Liguria abbiamo una percentuale molto più alta di risparmio. Abbiamo bisogno che ci sia un’operazione che metta in sicurezza quella banca». Secondo Rixi se crolla Carige «c’è rischio di portare dietro altre banche, ma soprattutto di avere un’altra moria di imprese» sul territorio ligure.

Fondi internazionali
I commissari perseverano nel tentativo di costruire una soluzione privata, di mercato. Si è parlato di tre fondi potenzialmente interessati. Da quanto ricostruito da questo giornale, i commissari starebbero cercando di coinvolgere alcuni dei co-investitori con i quali Blackrock avrebbe dovuto realizzare l’operazione. Negli ambienti finanziari circola il nome di Warburg Pincus, fondo di private equity con uffici negli Stati Uniti, in Europa, Brasile e Cina, che gestisce 35 miliardi di dollari. Più fonti di questo giornale vicine al dossier si dicono tuttavia convinte che «prima delle elezioni europee non arriveranno grandi novità, dopodiché la crisi di Carige potrà essere affrontata in maniera più serena, soprattutto a livello politico».

Le prossime tappe
La scadenza del 17 maggio era stata assegnata dalla Banca centrale europea a Blackrock per presentare l’offerta. Quindi di fatto non esiste più, i commissari possono continuare a operare nell’ambito del loro mandato sino al 30 settembre. «Essendo venuto meno Blackrock viene meno anche la scadenza del 17 maggio assegnata al fondo - spiega una fonte tecnica -. Non c’è quindi bisogno di nessuna proroga, il lavoro dei commissari prosegue come sempre, in costante contatto con le autorità di vigilanza».

L’attività ordinaria
L’attività della banca mostrerebbe una buona tenuta senza segnali di tensione agli sportelli. Il commissario Raffaele Lener dice che la liquidità «è rimasta stabile», dopo il passo indietro di Blackrock: «Clienti e dipendenti hanno reagito positivamente agli sviluppi».

Il sistema
L’ipotesi salvataggio di sistema resta sul campo, giudicata da molti meno onerosa di una nazionalizzazione. L’ad di Unicredit Jean Pierre Mustier l’ha evocata dicendosi pronto a giocare un ruolo, se richiesto, «purché su basi eque e proporzionali». L’ad di Bper, Carlo Cimbri, si allinea: «Mi pare difficile che una banca delle dimensioni e dell’importanza di Bper possa sottrarsi». Il presidente di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, non commenta: «In questo momento sono al lavoro le istituzioni e gli organi che hanno la gestione della banca, quindi non faccio commenti» dice. Il sistema bancario già sostiene Carige avendo sottoscritto 320 milioni di bond e avendo il consiglio del Fondo interbancario per la tutela dei depositi approvato la conversione in azioni, sulla quale deve ora pronunciarsi l’assemblea del Fitd.

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