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Investitori stranieri, l’Italia piace di meno

Milano - L’Italia perde attrattività per gli investitori esteri e nella Top 10 delle economie mondiali con più alta capacità di attrazione di investimenti esteri è solo ottava. L’Aibe-Index, indice sintetico realizzato dall’associazione italiana Banche estere con la collaborazione del Censis

Milano - L’Italia perde attrattività per gli investitori esteri e nella Top 10 delle economie mondiali con più alta capacità di attrazione di investimenti esteri è solo ottava. L’Aibe-Index, indice sintetico realizzato dall’associazione italiana Banche estere con la collaborazione del Censis, che misura la capacità del sistema-Italia di attrarre investimenti esteri, nel secondo semestre 2018 e nei primi mesi del 2019 è sceso da 43,3 a 42,9 (era 40,3 nel 2017, 47,8 nel 2015-2016 e 33,2 del 2014): «Segno di un’incertezza che ha origine in Italia, ma che riguarda anche la situazione economica generale e le prossime elezioni europee» spiegano dall’associazione. Il Paese più attrattivo sono diventati gli Stati Uniti (nel 2018 al terzo posto) che scalzano la Germania e la Cina. L’Italia resta ottava; Spagna, Francia e soprattutto India recuperano diverse posizioni rispetto alla Gran Bretagna, che passa dal quarto al settimo posto: «segnale - secondo Aibe - di una percezione negativa innescata dalla problematica uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea». L’Italia appare attrattiva per la qualità delle risorse umane (74%), la solidità del sistema bancario (38%), le infrastrutture e la logistica (30%).

All’opposto, i tre fattori che tengono lontano un investitore estero sono il carico normativo e burocratico (58,3%), i tempi della giustizia civile (58%), l’efficacia dell’azione di governo (46%). Si allarga l’area di chi non riconosce l’esistenza di una vera e propria strategia nazionale di attrazione di investimenti esteri: gli scettici sono il 72,9%, e tra chi vede una strategia (27,1%) sono il 20,8% quelli che la giudicano inefficace.

Fra i settori più attrattivi del sistema produttivo italiano ci sono moda e lusso (per il 95% delle risposte) e a seguire si collocano il turismo alberghiero, la meccanica, l’agroalimentare e il settore immobiliare. Quanto al contesto politico, non viene percepito come risolutivo il contenuto della legge di bilancio 2019-2021, estesa è invece la sensazione che le elezioni europee possano costituire un fattore critico per gli investimenti in Italia e fra gli eventi in grado di condizionare negativamente la crescita dell’Italia, forte attenzione viene portata al rallentamento della crescita nell’Unione e in particolare della Germania.

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