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«Su Piaggio deve intervenire Palazzo Chigi»

Genova - Un documento firmato da sindacati e sindaci dei territori coinvolti per chiedere un incontro urgente alla Presidenza del consiglio sulla vertenza Piaggio Aerospace: è l’esito del tavolo davanti al prefetto di Genova, Fiamma Spena

Genova - Un documento firmato da sindacati e sindaci dei territori coinvolti per chiedere un incontro urgente alla Presidenza del consiglio sulla vertenza Piaggio Aerospace: è l’esito del tavolo davanti al prefetto di Genova, Fiamma Spena, cui hanno partecipato tra gli altri anche il prefetto savonese Antonio Cananà, il governatore ligure Giovanni Toti e il sindaco di Genova Marco Bucci: «Si chiede al governo una soluzione di breve periodo perché sia garantita continuità aziendale, e una soluzione di medio-lungo periodo sulle politiche industriali - spiega Toti -. Chiediamo che la vertenza si sposti a Palazzo Chigi, visto che interessa più ministeri».

Ministeri cui il documento chiede «coordinamento», visto che lo Sviluppo economico (Mise) aveva ventilato l’idea di andare avanti con il programma dei droni, smentito poi dalla Difesa nelle parole del Capo di stato maggiore dell’Aeronautica, Alberto Rosso.

«Se è vero - spiega Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova - che gli Emirati non compreranno più il drone, e se non serve più all’Aeronautica, allora il governo punti sul programma europeo Male sui droni, al quale partecipa Leonardo. Ed eventualmente, pensi a un impegno di Leonardo sulla stessa Piaggio, che produce il velivolo civile P180, prodotto che non è invece nella gamma del gruppo».

La soluzione per garantire continuità aziendale a Piaggio, pur non espressamente citata nel documento, è quella di un rinnovo della flotta degli aerei non da combattimento nelle flotte di Protezione civile, Aeronautica e Marina militare: si tratta di 37 aerei P180 realizzati tra il 1994 e il 2002. «Siamo all’epilogo di questa vicenda - commenta Alessandro Vella, segretario regionale Fim Cisl -. C’è un indirizzo politico che stride rispetto all’uso dell’aeronautica militare. Bisogna fare chiarezza su questo, tenendo conto che il drone non risolverà il problema immediato del lavoro che si può risolvere attraverso commesse del P180». «Non dimentichiamoci - dice il segretario genovese della Fiom, Bruno Manganaro - che l’azienda è sotto il controllo del Tribunale, gli oltre 1.000 lavoratori non possono avere premi, e quando finiranno i soldi non si potranno fare debiti. Se non arrivano altri soldi, quello di marzo sarà l’ultimo stipendio. Se non ci sono nuove commesse, ci sarà tanta cassa integrazione».

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