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Rixi promuove l’accordo tra il porto di Genova e Pechino / IL COLLOQUIO

Genova - Il governo, almeno la sponda leghista, va avanti deciso sulla firma dell’accordo bilaterale con la Cina e soprattutto sul ruolo che Genova può recitare: «Perché Trieste dovrebbe firmare un accordo con Pechino, e il nostro porto no?».

Genova - Il governo, almeno la sponda leghista, va avanti deciso sulla firma dell’accordo bilaterale con la Cina e soprattutto sul ruolo che Genova può recitare: «Perché Trieste dovrebbe firmare un accordo con Pechino, e il nostro porto no?». È la domanda che spinge Edoardo Rixi, viceministro ai Trasporti e fedelissimo di Matteo Salvini, a mandare avanti convintamente la società mista tra Autorità portuale e Cccc, il colosso cinese delle costruzioni. Rixi restringe con precisione il perimetro entro cui dovrà lavorare la società e la sua composizione: «Avere un ente pubblico socio del terzo costruttore al mondo, è per l’Italia una garanzia. Anzi: l’Authority dovrà detenere la maggioranza».

La nuova società dovrà occuparsi «esclusivamente di progettazione e supporto: così per esempio, nella costruzione della diga, potremo tenere presenti anche i parametri che tecnicamente servono alle navi cinesi per portare a Genova altro traffico container». Il vantaggio per lo scalo del capoluogo ligure è che «si insedierà qui la prima società di diritto italiano in cui partecipa un colosso cinese che ci aiuterà a predisporre i bandi». Niente costruzione quindi «perché ci sono già le imprese italiane». Si tratta, quasi, di”rubare” il know how che i cinesi possiedono sulla costruzione di grandi infrastrutture. Rixi vuole riequilibrare la Via della Seta e approva il progetto del presidente dell’Authority di sistema portuale Paolo Emilio Signorini e del sindaco-commissario Marco Bucci perché vuole permettere a Genova di accedere alla Via della Seta: l’asse del progetto è spostato soprattutto su Trieste, dove i cinesi hanno concentrato le loro mire. Lo scalo del Nord Est dovrebbe firmare un accordo che prevede investimenti asiatici nel settore ferroviario. La società con il porto di Genova invece, permetterebbe anche al Nord Ovest di recitare un ruolo. Nell’ultima riunione al ministero delle Infrastrutture pochi giorni fa, il progetto genovese della società mista con i cinesi, ha ricevuto un via libera di massima. Ora tocca al ministero degli Esteri: «Se comunque l’accordo di Genova non dovesse essere firmato contestualmente al bilaterale che sarà siglato con il presidente Xi Jinping, non vuol dire che abbandoneremo il progetto: magari faremo solo slittare i tempi». In attesa di un clima politico diverso.

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