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Arcelor Mittal, la Regione Puglia: «Tagliare la produzione del 50%»

Taranto - È composta di nove pagine, firmate dal presidente Michele Emiliano e dal direttore del Dipartimento ambiente, Barbara Valenzano, l’istanza di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale per Arcelor Mittal Italia.

Taranto - È composta di nove pagine, firmate dal presidente Michele Emiliano e dal direttore del Dipartimento ambiente, Barbara Valenzano, l’istanza di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale per Arcelor Mittal Italia - la nuova società che gestisce il siderurgico di Taranto dall’1 novembre 2018 - che la Regione Puglia ha già inoltrato. Destinatari, il direttore generale per le Valutazioni e autorizzazioni ambientali del ministero dell’Ambiente, il ministro dell’Ambiente, il presidente del Consiglio, l’Ispra, l’Arpa Puglia, ma anche i Comuni di Taranto e Statte e la Provincia di Taranto. In caso di accoglimento della richiesta, la Regione Puglia chiede al ministero che i livelli produttivi del siderurgico siano ridotti almeno del 50 per cento rispetto all’attuale autorizzazione, che parla di 6 milioni di tonnellate di acciaio sino ad agosto 2023, ovvero sino a completamento delle prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale. Per la Regione Puglia, «nel caso dello stabilimento siderurgico di Taranto, alla luce del riesame complessivo dell’Aia per le attività che svolgono quale attività principale la gestione dei grandi impianti di combustione o la fabbricazione in grandi volumi di prodotti chimici, di cui al decreto n. 430 del 22 novembre 2018», vi è una «stretta connessione tra le attività svolte nello stabilimento facente capo ad Arcelor Mittal Italia (ex Ilva in as) e quelle che fanno, invece, capo ad Arcelor Mittal Italy Energy (ex Taranto Energia in amministrazione straordinaria) in ordine alla definizione di installazione».
Quindi, dice la Regione Puglia, «sussistono i presupposti utili anche all’avvio del procedimento di riesame del provvedimento di Aia rilasciato ad Arcelor Mittal».

Secondo la Regione Puglia, «a suffragio della connessione sussistente tra le due attività, milita anche l’ulteriore circostanza per la quale la stessa Am Investco Italy», la società con cui Arcelor Mittal ha fatto l’acquisizione dell’Ilva dalla gestione commissariale, nella «Domanda di autorizzazione dei nuovi interventi di modifica del Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria approvato con Dpcm 14 marzo 2014...» evidenziava come «lo stabilimento Ilva di Taranto e lo stabilimento di Taranto Energia sono tecnicamente connessi in quanto quest’ultimo è alimentato dai gas di processo che sono generati da Ilva di Taranto e risultano in eccesso rispetto all’impiego nell’ambito dei processi produttivi di quest’ultimo».

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