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Unicredit, nel 2019 payout del 30% dell’utile

Milano - Unicredit nel 2019 avrà un payout del 30% dell’utile. A confermare la politica di dividendi del gruppo l’ad Jean Pierre Mustier nella conference call con gli analisti .

Milano - Unicredit nel 2019 avrà un payout del 30% dell’utile. A confermare la politica di dividendi del gruppo l’ad Jean Pierre Mustier nella conference call con gli analisti sul bilancio 2018. Il banchiere ha confermato anche che il dividendo sarà pagato in contanti e, per dimostrare la propria fiducia nell’istituto «di raggiungere gli obiettivi, ho deciso di investire di nuovo». In particolare Mustier investirà in Unicredit 7,2 milioni, pari ai suoi incentivi di lungo termine: metà sarà investito in azioni e l’altra metà in bond additional tier 1.

Il bilancio
Unicredit archivia il 2018 con un utile netto rettificato a 3,9 miliardi di euro (+7,7% rispetto al rettificato 2017), malgrado elevati accantonamenti addizionali a fronte delle sanzioni Usa. Il quarto trimestre si chiude con un utile rettificato di 840 milioni. È il migliore quarto trimestre per la seconda volta negli ultimi 10 anni. Proposto il pagamento di un dividendo cash di 0,27 euro per azione pari a 0,6 miliardi di euro.
L’utile netto contabile è sceso a 3,89 miliardi rispetto ai 5,47 miliardi del 2017, battendo comunque le previsioni degli analisti di 2,85 miliardi di euro. Il Cet1 ratio fully loaded di gruppo al 12,07% nel quarto trimestre, con un mda buffer di 201 punti base I ricavi totali ammontano 19,7 miliardi (-1,1% sull’anno) grazie ai forti ricavi commerciali che hanno compensato il calo dei proventi da negoziazione. Il margine di interesse è in rialzo del 2,1% ann o su anno a 10,9 miliardi di euro e commissioni in crescita dello 0,9% a 6,8 mili principalmente grazie alle commissioni da servizi transazionali. I proventi da negoziazione rettificati sono in calo del 25,2% anno su anno in una difficile congiuntura di mercato I costi operativi sono in diminuzione del 5,6% anno su anno a 10,7 miliardi di euro, migliori rispetto al target di 11 miliardi con un più basso rapporto costi/ricavi attestato al 54,2 per cento. Il numero di Fte (full time equivalent) si è ridotto di 5.166 anno su anno. Le rettifiche sui crediti sono in calo del 10,9 per cento anno a 2,6 miliardi, con un costo del rischio a 58 punti, inclusi gli impatti negativi attribuibili ai modelli e allo scenario macro conseguente all’adozione del principio contabile ifrs9. L’utile netto di gestione è in rialzo del 13,1% anno su anno a 6,4 miliardi di euro.

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