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Tensione Italia-Francia, Parigi richiama l’ambasciatore / IL CASO

Roma - Quai d’Orsay parla di «attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento» e «dichiarazioni oltraggiose» da parte del governo italiano.

Roma - La Francia ha richiamato a Parigi per consultazioni l’ambasciatore a Roma Christian Masset. Lo annuncia una nota durissima del Quai d’Orsay che parla di «attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento» e «dichiarazioni oltraggiose» da parte del governo italiano. «Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un’altra», aggiunge il ministero degli Esteri francese.

*** Lo schiaffo diplomatico ***

Il richiamo dell’ambasciatore è una delle mosse - e non la minore - che nel linguaggio della diplomazia segnala l’innalzamento della tensione tra due Paesi, su una scala che, al culmine, può portare alla rottura dei rapporti diplomatici. La prassi vuole che il primo segnale di irritazione sia la convocazione dell’ambasciatore del Paese con cui si è in rotta, una convocazione per «richiesta ufficiale di chiarimenti». Se la richiesta di chiarimenti non dà frutti, si passa al richiamo del proprio ambasciatore «per consultazioni». E nel caso il richiamo non dovesse essere sufficiente si procede al «ritiro», che implica una interruzione dei rapporti diplomatici, pur mantenendo le attività consolari. Ancora più gravi sono da ritenersi le espulsioni degli ambasciatori o in alcuni casi dei diplomatici di rango inferiore. Infine, quando si è a un passo dalla guerra, c’è la chiusura delle sedi e l’interruzione di ogni rapporto diplomatico. Il ministero degli Esteri francesi ha richiamato per consultazioni l’ambasciatore a Roma, Christian Masset, giudicando «inaccettabili i continui attacchi» da parte dell’Italia. Il 21 gennaio, invece, il dipartimento degli Affari europei guidato dalla ministra Nathalie Loiseau, aveva convocato l’ambasciatore italiano a Parigi, Teresa Castaldo, dopo le frasi del vice premier Di Maio sulla Francia incolpata di neocolonialismo e di «impoverire l’Africa»: parole per Parigi «inaccettabili e senza motivo».
L’anno scorso era stata però la Farnesina a convocare, in due occasioni diverse, l’ambasciatore francese in Italia: la prima a marzo, quando agli Esteri c’era ancora Angelino Alfano, per chiarimenti su un “blitz” della polizia francese a Bardonecchia; la seconda, appena dieci giorni dopo la nascita del governo giallo-verde, in piena emergenza sul caso Aquarius, quando l’Eliseo definì «cinici» i politici italiani. Nei sei mesi del governo giallo-verde, gli ambasciatori italiani sono stati convocati dai governi di altri due Paesi: prima la Tunisia, perché il ministro dell’Interno Matteo Salvini si era lamentato dell’esportazione in Italia di “galeotti”; poi l’Ucraina che ha convocato l’ambasciatore italiano dopo che sempre Salvini, in un’intervista al Washington Post, definì legittima l’annessione della Crimea da parte della Russia.

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