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Carige, i piccoli soci disertano l’assemblea

Genova - Carige si prepara a vivere l’assemblea meno partecipata della sua storia. Da quanto ricostruito dal Secolo XIX-the MediTelegraph sono meno di 50 i soci iscritti all’adunata di sabato, chiamata a votare l’aumento di capitale da 400 milioni

Genova - Carige si prepara a vivere l’assemblea meno partecipata della sua storia. Da quanto ricostruito dal Secolo XIX-the MediTelegraph sono meno di 50 i soci iscritti all’adunata di sabato, chiamata a votare l’aumento di capitale da 400 milioni, tassello fondamentale nell’operazione di salvataggio che finora ha visto lo Schema Volontario del Fondo Interbancario venire in soccorso della banca ligure con un bond da 320 milioni che dovrebbero essere restituiti con l’aumento.

Venerdì 14 scadeva il termine per iscriversi. Ieri gli iscritti a partecipare risultavano essere 49 a fronte dei 700 dell’assemblea del 20 settembre scorso. Si tratta, spiegano dalla banca, di un «dato provvisorio», ma per quanto possa crescere il fenomeno è evidente. A disertare l’assemblea prenatalizia saranno soprattutto i piccoli azionisti, provati da 4 ricapitalizzazioni e dalle perdite patite (quelli dell’associazione Azione Carige hanno dichiarato di essere orientati a votare contro l’aumento).

In Borsa il titolo continua a polverizzare valore: ieri ha perso il 6,25% a 0,0015 euro, un nuovo record negativo. Il management porta intanto avanti le operazioni straordinarie. La banca ha concluso l’operazione di cartolarizzazione di un ulteriore pacchetto (chiamato Riviera Npl) di sofferenze per 964 milioni di euro. A seguito degli interventi di deconsolidamento conclusi nell’ultimo trimestre dell’anno per complessivi 1,3 miliardi, il credito deteriorato del gruppo scende a 3,5 miliardi, rispettando «con un anno di anticipo il target assegnato da Bce per il 2019, pari a 3,7 miliardi», scrive la banca. Il valore dell’ultimo portafoglio è composto da crediti secured per il 48% e da crediti unsecured per il 52%, con l’emissione di tre differenti classi di titoli in contropartita per 215 milioni complessivi.

Il consiglio d’amministrazione di giovedì potrebbe invece essere risolutivo per il dossier Messina-Msc. L’accordo sul credito da 450 di Messina, che si è alleato con la Msc di Gianluigi Aponte, è stato siglato l’estate scorsa, ma l’operazione non è ancora stata perfezionata perché non tutti gli ok delle banche con crediti minori erano arrivati.

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