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Bruxelles approva il salvataggio pubblico di Condotte

Bruxelles - Via libera della Commissione europea al progetto dell’Italia per la concessione di una garanzia statale di 190 milioni di euro.

Bruxelles - Via libera della Commissione europea al progetto dell’Italia per la concessione di una garanzia statale di 190 milioni di euro a Condotte d’Acqua S.p.A. La misura consentirà all’impresa di costruzioni «di far fronte al suo urgente fabbisogno di liquidità limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza». L’aiuto italiano al salvataggio approvato oggi dalla Commissione, fa sapere l’esecutivo Ue, «consentirà a Condotte di proseguire le proprie attività e di evitare nell’immediato ritardi nell’esecuzione di importanti opere infrastrutturali, e darà agli amministratori della società il tempo necessario per riportarla alla redditività».

Condotte d’Acqua S.p.A. in amministrazione Straordinaria è la terza maggiore impresa di costruzioni in Italia. La società conta oltre mille dipendenti e opera nel settore edile realizzando, tra l’altro, opere infrastrutturali quali strade, ferrovie ad alta velocità, progetti nel settore dell’energia e altri grandi progetti di infrastrutture. Condotte incontra attualmente difficoltà finanziarie dovute a fattori interni ed esterni, e in particolare al contesto economico delle imprese di costruzioni che partecipano a lavori pubblici. In Italia si è registrato un calo degli investimenti pubblici nel settore dell’ingegneria civile tra il 2008 e il 2015, i ritardi nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni costituiscono un problema persistente e le procedure di aggiudicazione e composizione delle controversie con le amministrazioni aggiudicatrici richiedono tempi molto lunghi. L’azione combinata di tutti questi fattori mette a dura prova le imprese italiane di costruzioni. Il 30 novembre 2018 l’Italia ha notificato alla Commissione l’intenzione di concedere a Condotte una garanzia temporanea di 190 milioni di su prestiti e obbligazioni. Questo consentirà all’impresa di far fronte al proprio fabbisogno di liquidità per il prossimo semestre a un tasso di interesse adeguato. Gli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione sono tra gli aiuti di Stato che presentano i maggiori effetti distorsivi e possono essere concessi soltanto dopo che le imprese abbiano esaurito tutte le altre opzioni offerte dal mercato.

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Secondo gli orientamenti della Commissione per il salvataggio e la ristrutturazione, gli Stati membri possono sostenere le imprese in difficoltà purchè le misure statali siano limitate nel tempo e nella portata e contribuiscano al raggiungimento di un obiettivo di interesse comune. La Commissione ha valutato il progetto notificato dall’Italia e ha concluso che: l’aiuto previsto è necessario per consentire a Condotte di proseguire le proprie attività e per non mettere a repentaglio i progetti infrastrutturali pubblici in corso. La Commissione valuta che «se Condotte uscisse improvvisamente dal mercato, sarebbe difficile per un concorrente subentrarle immediatamente riprendendone tutte le attività senza che ciò comporti il rischio di ulteriori ritardi nell’esecuzione dei progetti. Condotte svolge un ruolo importante nel settore delle costruzioni non soltanto per l’ingente numero di posti di lavoro diretti che crea, ma anche per il numero, di gran lunga più elevato, di posti di lavoro indiretti e di legami commerciali che mantiene con subappaltatori e fornitori. Il fabbisogno di liquidità dell’azienda per i prossimi mesi si basa su ipotesi ragionevoli». L

’Italia si è inoltre impegnata a notificare alla Commissione, entro un termine di sei mesi, la cessazione della garanzia statale, la liquidazione della società o un piano di ristrutturazione. La Commissione ha pertanto concluso che la misura è conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato in quanto consentirà a Condotte di proseguire le proprie attività e di evitare ritardi nella realizzazione di progetti infrastrutturali pubblici. Peraltro, la breve durata della misura ridurrà al minimo le possibilità di distorsioni della concorrenza dovute al sostegno statale. Secondo Margrethe Vestager, Commissaria europea responsabile per la politica di concorrenza, «un’uscita improvvisa di Condotte dal mercato metterebbe in difficoltà numerose imprese e condurrebbe alla perdita di molti posti di lavoro.

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