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I governi di 16 Paesi dell’area Asia-Pacifico trattano l’area di libero scambio / FOCUS

Singapore - Corsa contro il tempo per il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep), sostenuto in particolare dalla Cina, che, se attuato, darebbe vita alla più grande area del genere al mondo.

Singapore - I ministri del Commercio di 16 Paesi dell’area Asia-Pacifico hanno iniziato oggi a Singapore il negoziato per tentare di definire entro la fine dell’anno i punti chiave di un accordo di libero scambio: è una corsa contro il tempo per il Regional Comprehensive Economic Partnership (Rcep), sostenuto in particolare dalla Cina, che, se attuato, darebbe vita alla più grande area del genere al mondo pari a un terzo dell’economia globale e sarebbe un segnale in controtendenza alle politiche americane di Donald Trump. La fase di Singapore segue il via libera preso in estate dai ministri dei 10 Paesi dell’Asean (Cambogia, Indonesia, Laos, Myanmar, Filippine, Thailandia più Brunei, Singapore, Malaysia e Vietnam, i quattro membri rimasti nel Tpp dal quale Donald Trump ha sfilato gli Usa), di Australia, Cina, India, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda per concordare «un pacchetto finale» in una proposta concreta con «elementi portanti» entro fine anno.

Lo sforzo dei negoziatori sul Rcep è trovare un terreno comune su questioni politicamente sensibili e fare passi in avanti nell’immediato sull’accordo di libero scambio in vista del summit dei leader dei 16 Paesi in programma di mercoledì. Le trattative sul Rcep partirono nel 2013 con l’ambizioso obiettivo di arrivare a conclusione entro il 2015, un traguardo rinviato ripetutamente per le oggettive difficoltà incontrate. Allo stato sono cinque su 18 i capitoli, rendendo il percorso ancora lungo, nonostante le buone intenzioni espresse: le parti residue sono costituite tra l’altro dall’interscambio su beni, proprietà intellettuale, e-commerce e movimento delle persone visto che molti dei Paesi presentano rigide norme sull’immigrazione. Alcuni Paesi interessati al Rcep sono già membri di un altro accordo di libero scambio a 11, il Trans-Pacific Partnership (Tpp), voluto dall’ex presidente Usa Barack Obama e destinato a entrare in vigore il 30 dicembre. Il nuovo inquilino della Casa Bianca Donald Trump annunciò a gennaio 2017 l’intenzione di sfilarsi dall’accordo perseguendo la politica della “America First”.

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