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Unicredit: Turchia e sanzioni Usa pesano sull’utile

Milano - La Turchia e la chiusura nel breve di una causa con le autorità fiscali Usa frenano la trimestrale di Unicredit.

Milano - La Turchia e la chiusura nel breve di una causa con le autorità fiscali Usa frenano la trimestrale di Unicredit. Il gruppo di Piazza Gae Aulenti archivia i 9 mesi con un utile che tocca i 2,16 miliardi ma lo dimezza (-53,7%) rispetto ai 4,67 miliardi messi a bilancio nel 2017. A pesare è il terzo trimestre (29 milioni il risultato, quello rettificato a 875 milioni su un consensus a 907) che vede l’impairment della quota nella controllata turca Yapi per 846 milioni di euro. A questo sono da aggiungere gli accantonamenti addizionali («non posso essere più specifico sulla cifra dato che siamo in negoziazione con le autorità», spiega il ceo, Mustier) per l’imminente liquidazione delle presunte violazioni delle sanzioni americane all’Iran. Un accordo, in questo senso, è atteso nel primo trimestre del prossimo anno. Per correggere il quadro l’istituto che in Borsa cede il 3,8% a 11,35 euro, è impegnato nell’implementare una serie di misure a protezione del capitale. In queste sono incluse cessioni di attività specifiche tra cui quelle immobiliari (non ancora approvate dal cda) ma anche una riduzione di circa il 35% nella sensitivity del Cet1 ratio ai Btp spread (9 punti l’impatto della volatilità nel trimestre). Con un contesto macroeconomico difficile Unicredit aggiorna così i target del piano in corso.

Rivede in particolare per quest’anno i ricavi limandoli da 20,1 a 19,8 miliardi mentre conferma a circa 18,1 miliardi al 2019 quelli commerciali (NII e commissioni). Ridotta anche la guidance sul Cet1 ratio fully loaded dal 12,3%-12,5% a 11,5-12%. Resta, invece, «l’obiettivo di utile netto al 2019 di 4,7 miliardi di euro, un Rote superiore al 9%, e un Rote per il Group Core superiore al 10%», sottolinea il ceo Jean Pierre Mustier che si dice «confidente sulla profittabilità del gruppo» e conferma i target della politica dei dividendi 2018 e 2019. Mustier che tra l’altro compra azioni (in parte strumenti additional tier 1) per l’equivalente del suo salario lordo. Quanto ai conti, nel dettaglio, i ricavi si attestano a 14,9 miliardi (-1,1% sul pari periodo 2017). La raccolta dalla clientela è aumentata a 420,4 miliardi a fine settembre (+5,5% anno su anno). I costi operativi sono in calo del 6,6% sui 9 mesi a 8,0 miliardi nei 9 mesi 2018 con un rapporto costi/ricavi in calo al 53,7%. Le rettifiche sui crediti flettono del 19,4% a 1,7 miliardi.

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