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La Bce scuote Carige: «Serve un nuovo piano»

Roma - Serve un nuovo piano, che preveda anche possibili fusioni, e un nuovo presidente, con una «dirigenza forte» che consenta di «superare le divergenze esistenti». È una vera e propria strigliata a Carige quella contenuta nella lettera che la Bce ha inviato alla Banca

Roma - Serve un nuovo piano, che preveda anche possibili fusioni, e un nuovo presidente, con una «dirigenza forte» che consenta di «superare le divergenze esistenti». È una vera e propria strigliata a Carige quella contenuta nella lettera che la Bce ha inviato alla Banca.

Che ha subito risposto dicendosi pronta, nel prossimo consiglio di amministrazione del 3 agosto, a convocare l’assemblea, a rispettare i tempi per la realizzazione del piano, mentre è in corso la valorizzazione dei beni che si spera di portare a termine entro la fine dell’anno. La lettera della Banca centrale europea fissa paletti e certo sembra voler mettere un freno alla litigiosità che caratterizza l’istituto. Il primo punto fermo riguarda proprio la nomina del nuovo presidente del cda. Va convocata un’assemblea degli azionisti entro il 30 settembre. La data - è la risposta dell’istituto - sarà fissata a breve, nel Cda convocato per il 3 agosto, come da indicazioni già fornite alla banca centrale telefonicamente. La Bce, nella premessa della richiesta, chiede di trovare una strada per far cessare la conflittualità: «Una struttura di governo pienamente funzionante è particolarmente cruciale in questo momento», è il ragionamento della Bce che ricorda l’alto tasso di avvicendamento: tre diversi amministratori delegati dal 2014 e 10 membri del cda su 15, di quelli nominati a marzo 2016, che si sono dimessi. Dopo l’uscita del presidente Giuseppe Tesauro non c’è ancora una data per nominare il successore e «nell’attuale contesto una leadership forte è particolarmente importante per superare le divergenze esistenti e far si che il cda si allinei alle decisioni strategiche necessarie». Poi c’è il piano da adottare entro il 30 novembre «per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre» che dovrebbe prevedere «tutte le opzioni, inclusa un’aggregazione aziendale».

Anche in questo caso arrivano le rassicurazioni della banca che «rispetterà - viene spiegato nel comunicato - ogni legittima tempistica indicata da Bce pur sottolineando che ovviamente sarà cura della Banca stessa presentare le proprie osservazioni sull’intero progetto di decisione». Viene quindi chiesto - ed è il terzo punto - di non approvare il piano di conservazione del capitale. Carige - dice Bce - non rispetta il requisito patrimoniale complessivo (pari al 13,125% dal primo gennaio 2018: nel primo trimestre il total capital ragio era al 12,23, cioè 89 punti base sotto. Rilevi anche sui tempi sulle cessioni di asset non strategici - dagli immobili alla partecipazione in Autofiori e Banca d’Italia - non ancora realizzate. Ma Carige assicura di volerle potare a termine, «purche ne sussistano le condizioni», entro la fine del 2018.

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