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Aziende Malacalza, spuntano gli incentivi all’uscita

Genova - «Una fotografia della situazione», forse più «una prima intesa». I sindacati escono dal confronto con la parte industriale della galassia di Vittorio Malacalza strappando una riduzione degli esuberi: «Dai 65 iniziali, siamo scesi a 18» conferma Mauro Rinotti della Uilm

Genova - «Una fotografia della situazione», forse più «una prima intesa». I sindacati escono dal confronto con la parte industriale della galassia di Vittorio Malacalza strappando una riduzione degli esuberi: «Dai 65 iniziali, siamo scesi a 18» conferma Mauro Rinotti della Uilm. Nel dettaglio le tre aziende interessate dal piano di esuberi, subiranno meno tagli dei posti di lavoro, secondo quanto confermano fonti sindacali. Da Columbus «non uscirà nessuno», Paramed «da 22 esuberi scende a 13» e Asg «ne conferma cinque» spiegano Uilm e Fim.

Rimane il nodo dei 23 contratti a termine che non saranno riconfermati, ma i sindacati sperano di poter recuperare almeno una parte di quei numeri quando le imprese usciranno dalla crisi. È stato affrontato anche lo scoglio dell’incentivo all’uscita e «credo che sia positivo» spiega sempre il sindacalista della Uilm. Sul piatto ci sono 13 mensilità che salgono a 15 «con i conteggi» e poi con trattative private possono ulteriormente salire: «Abbiamo salvaguardato anche l’operatività di due aziende, Columbus e Paramed, che con il primo piano prospettato dall’azienda erano destinate a chiudere» dice Rinotti. «Con investimenti tecnologici adeguati, l’azienda è convinta di poter mettere sul mercato nuovi prodotti interessanti» dice Stefano Milone della Fim. La segreteria Fiom ha invece bocciato l’intesa: «Noi cerchiamo di portare a casa il massimo ottenibile - spiega Milone - e so quando devo fermarmi nella trattativa, perché oltre c’è il baratro. In gioco c’è la pelle dei lavoratori e per questo sottoporremo l’intesa al parere delle assemblee già la prossima settimana». Il riferimento è alla sconfessione del pre-accordo che è arrivata dalla segreteria della Fiom: «È vergognoso - dice il segretario Bruno Manganaro - tanto nel metodo, perché si chiede ai sindacati di firmare accordi prima di aver formalizzato gli esuberi, quanto nel merito: sembra che Malacalza si interessi più di finanza e banche che di industria. Prima Vicenza, poi Genova e Spezia...Siamo preoccupati: non vorrei fosse solo l’inizio di un ampio disimpegno o addirittura di un abbandono». Domani la Fiom comincerà a spiegare queste ragioni ai lavoratori attraverso le assemblee. «Non voglio difendere Malacalza, ma l’azienda ci ha assicurato che intende investire nel settore industriale», ribatte Milone.

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