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Lavoro pubblico, ecco il nuovo contratto “Funzioni centrali”

Roma - Quello di oggi è stato l’ultimo passaggio formale per l’ok al pagamento degli aumenti medi di 85 euro in busta paga.

Roma - Il nuovo contratto degli statali per il triennio 2016-2018 arriva dopo nove anni di attesa ed è stato siglato dopo una trattativa fiume tra Aran, Cgil, Cisl, Uil e Confsal (non hanno firmato Usb, Cgs e Cisal) lo scorso 23 dicembre.
Quello di oggi è stato l’ultimo passaggio formale per l’ok al pagamento degli aumenti medi di 85 euro in busta paga. L’intesa per lo sblocco degli stipendi è stata raggiunta per complessivi due milioni di statali, ma per gli altri comparti manca il sì della Corte dei Conti (atteso a breve). Nel dettaglio, oltre ai dipendenti del comparto Funzioni centrali, si tratta dei 450.000 appartenenti a di forze armate, sicurezza e polizia, dei 35.000 vigili del fuoco e dell’1,2 milioni di dipendenti di scuola, università, Afam e ricerca. Non c’è ancora invece l’accordo per i comparti enti locali e sanità, ma l’esecutivo conta di “finire il lavoro” entro la legislatura.

Ecco i capisaldi dell’accordo:

VALIDITÀ E COMPARTI
Il contratto è valido per il triennio 2016/2018 e riguarda le Funzioni Centrali, cioè i lavoratori dei ministeri, delle agenzie e degli enti pubblici non economici come Inps e Inail, per un totale di 247.000 dipendenti.

INCREMENTI ECONOMICI
L’aumento medio mensile è pari, a regime, a circa 85 euro lordi sullo stipendio base. Gli incrementi economici sono in linea con l’accordo del 30 novembre 2016 e sono fatti salvi gli 80 euro del bonus Renzi. La forbice di aumenti sullo stipendio base va dai 63 ai 117 euro mensili lordi a regime. A questo aumento tuttavia va aggiunto un assegno per dieci mensilità tra i 21 e i 25 euro per le retribuzioni più basse, mentre alcune amministrazioni potranno erogare un bonus supplementare a tutela della perdita del bonus fiscale di 80 euro. La tranche di aumenti per il 2018 dovrebbe scattare da febbraio-marzo.


ESTENSIONE DEI DIRITTI
Ci sono tutele nuove per le malattie gravi: per le visite specialistiche, terapie ed esami diagnostici non si perderà più l’intera giornata ma solo le ore necessarie. Per le donne vittime di violenza, dopo i tre mesi di congedo previsti dalla legge, il contratto garantisce altri tre mesi di aspettativa. Estese inoltre le norme sul diritto allo studio includendo i lavoratori a termine e riconoscendo anche il diritto a svolgere la formazione prevista da albi o ordini, si potenzia e si rende più esigibile la formazione e si introduce il libretto formativo.


DIRITTI CIVILI
Vengono introdotte tutele per lo stress lavoro correlato e i fenomeni di “burn out”. Mantenute le tutele previgenti a partire dall’articolo 18 e l’orario di lavoro a 36 ore. Ridotta la precarietà.

RELAZIONI SINDACALI
Ripristinate le relazioni sindacali con strumenti di informazione, confronto e contrattazione integrativa. Istituito,inoltre, un Comitato paritetico che ha il compito di analizzare i progetti delle amministrazioni e che può anche proporne di propri.

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