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Ombre inglesi sui vertici di Ansaldo Energia / IL CASO

Genova - L’Antifrode britannica indaga su Amec Foster Wheeler, da cui proviene Abba’, l’attuale ad.

Genova - La stampa inglese ne parla dall’estate scorsa: il Dipartimento britannico antifrode e anticorruzione Serious Fraud Office sta indagando sulle attività dell’impresa Amec Foster Wheeler per il sospetto di corruzione internazionale attraverso pagamenti illeciti. Foster Wheeler è il gruppo americano dal quale provengono Filippo Abba’, amministratore delegato di Ansaldo Energia che a gennaio di quest’anno ha preso il posto di Giuseppe Zampini, e Umberto Della, l’ex presidente della società genovese che nella stessa circostanza ha lasciato la presidenza a Zampini rimanendo però nel board come consigliere. Abba’ e Della Sala sono entrambi espressione dell’azionista Cdp, recentemente salito dal 45% al 60% dopo aver esercitato l’opzione sul 15% ceduto da Leonardo (ex Finmeccanica).

In Ansaldo Energia la voce dell’indagine su Amec Foster Wheeler da parte dell’organismo antifrode e anticorruzione del Regno Unito - «per i suoi rapporti con Unaoil, al centro di uno scandalo per il presunto pagamento di tangenti» come scrive la stampa di settore - circola da diverse settimane. Indiscrezioni che stanno allarmando il sindacato.

«È in corso un’indagine su Foster Wheeler tutta da appurare - osserva Alessandro Vella, segretario Fim Genova - ma è chiaro che il fatto che alcuni manager attuali di Ansaldo Energia provengano da quella società preoccupa per le possibili ripercussioni negative che l’indagine può avere sull’immagine di Ansaldo in un contesto di mercato già difficile e molto competitivo». «Abbiamo avuto un incontro informale con l’azienda - racconta Antonio Apa, segretario Uilm Genova - Siamo stati rassicurati, ci è stato spiegato che l’ufficio legale sta seguendo il dossier. Ma è chiaro che in caso di condotte poco diamantine del management il danno d’immagine a livello internazionale sarebbe preoccupante». Bruno Manganaro, Fiom di Genova, osserva: «È una vicenda difficile da commentare e molto delicata. L’azienda ci ha annunciato l’inchiesta spiegando che non pesava su Ansaldo, speriamo naturalmente sia così e che tutto si risolva per il meglio».

Interpellata dal Secolo XIX, Ansaldo Energia non commenta. No comment anche da Cdp, azionista di controllo del produttore di turbine. Fonti vicino al dossier fanno notare che «anche solo ipotizzare un coinvolgimento del management di Ansaldo in un’inchiesta ancora tutta in divenire è inopportuno e pericoloso».

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