SERVICES

Npl e salvataggio delle banche venete sul tavolo dell’Eurogruppo

Bruxelles - Le preoccupazioni per le banche europee tornano sul tavolo dei ministri delle Finanze dell’Eurozona e di quelli dell’Unione europea questa settimana a Bruxelles.

Bruxelles - Le preoccupazioni per le banche europee tornano sul tavolo dei ministri delle Finanze dell’Eurozona e di quelli dell’Unione europea questa settimana a Bruxelles. A entrambe le riunioni partecipa il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. In particolare, l’Eurogruppo affronta lunedì la questione di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza e del via libera Ue alla scelta italiana di procedere alla loro liquidazione con l’intervento del gruppo Intesa, lo scorso 25 giugno. Le tre istituzioni che hanno gestito l’operazione sul fronte europeo, la vigilanza della Banca centrale europea, il Consiglio unico di risoluzione (Single Resolution Board) e la Commissione europea- saranno chiamate a spiegare perché il percorso scelto è coerente con il quadro delle regole comunitarie, secondo quanto ha riferito un alto funzionario presentando l’incontro.

Nelle discussioni preliminari sarebbero state superate le perplessità iniziali di alcuni paesi grazie alle spiegazioni fornite dalle tre istituzioni sul rispetto delle regole (la direttiva BRRD sulla risoluzione e ristrutturazione delle banche e la comunicazione della Commissione sugli aiuti di Stato alle banche), secondo lo stesso funzionario. La domanda di alcuni riguarda piuttosto quanto il quadro regolamentare attuale sia «sufficientemente dettagliato». Sia nel formato a 19 che in quello a 28, i ministri dell’Economia affronteranno anche più in generale la questione dei crediti inesigibili, in inglese «non performing loans».

Secondo una bozza di conclusioni che l’Agi ha potuto consultare, l’Ecofin fisserà una serie di scadenze, fra il 2017 e il 2018, perché le diverse istituzioni competenti (Commissione, Bce, Eba) provvedano ad aggiornare il quadro normativo per ridurne il peso sui bilanci delle banche, attraverso un «approccio complessivo che combini un mix di azioni politiche a livello nazionale ed europeo dove è appropriato». L’obiettivo, si legge nel testo messo a punto dagli «sherpa», è quello di «gestire l’ammontare di Npl esistenti e l’aggiungersi ed accumularsi di nuovi crediti inesigibili nei bilanci delle banche», in modo che queste tornino a svolgere la loro funzione di finanziatori per l’economia reale, e non rischino di fallire sotto il peso di tali sofferenze. Il lavoro delle istituzioni, secondo la bozza di conclusioni, si dovrà concentrare in quattro settori: «la supervisione, le riforme strutturali sull’insolvenza e sul recupero del debito, lo sviluppo di mercati secondari per gli asset deteriorati, la promozione della ristrutturazione del sistema bancario».

Hai poco tempo?

Ricevi le notizie più importanti della settimana

Iscriviti ››