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Trovato il nuovo ad per Carige

Genova - In largo anticipo rispetto ai tempi previsti grazie a un’accelerazione avvenutanelle ultime ore, Carige ha individuato il candidato a succedere alla guida della banca come amministratore delegato al posto dello sfiduciato Guido Bastianini (che per ora non si è dimesso da consigliere d’amministrazione)

Genova - In largo anticipo rispetto ai tempi previsti grazie a un’accelerazione avvenuta nelle ultime ore, Carige ha individuato il candidato a succedere alla guida della banca come amministratore delegato al posto dello sfiduciato Guido Bastianini (che per ora non si è dimesso dal consigliere d’amministrazione).

Il comitato nomine presieduto da Giuseppe Pericu e integrato dalle due anime della banca - l’azionista di controllo e vice presidente Vittorio Malacalza e il consigliere di Assogestioni indipendente Giulio Gallazzi (unico rimasto nel cda in rappresentanza delle minoranze) - si riunirà oggi per votare il candidato. Questo permetterà di procedere al perfezionamento dell’operazione già nel corso della seduta del cda programmata per mercoledì 21, che avrebbe dovuto occuparsi esclusivamente di fornire le risposte ai chiarimenti chiesti dalla Bce su aumento di capitale e cessione dei non performing loans. Secondo fonti qualificate del Secolo XIX -the MediTelegraph è previsto che già il cda del 21 proceda a cooptare il candidato e ad assegnargli le deleghe, mettendo così la banca nelle condizioni di riprendere la piena operatività in tempi più rapidi rispetto alle ipotesi (al momento Gabriele Delmonte è dg pro tempore e le deleghe dell’ex cfo e general counsel Arturo Betunio sono state ripartite pro tempore tra Gianluca Caniato e Edoardo Vitelli).

L’accelerazione sull’individuazione del nuovo amministratore delegato si è registrata nel fine settimana ed è frutto di una scelta operata dall’azionista di controllo Malacalza e condivisa dal rappresentante delle minoranze Gallazzi. La discesa in campo di Malacalza e Gallazzi nel comitato nomine, rivelata da questo giornale giovedì scorso, rispondeva all’esigenza “politica” di permettere alla banca - in difficoltà dopo la sfiducia a Bastianini votata a colpi di maggioranza e costata altre tre dimissioni (Mocchi, Calabi e Squinzi) - di ritrovare coesione in vista delle operazioni strategiche sulle quali Bce mette fretta: aumento di capitale, che potrebbe raggiungere i 700 milioni, e cessione di 2,4 miliardi di crediti deteriorati.

Quanto al nome dell’imminente nuovo ad, fonti escludono si tratti di Marina Natale e Roberto Nicastro, due nomi rimbalzati nei giorni scorsi. Pure l’ex ministro banchiere Corrado Passera non sembra essere della partita. Qualcuno punta su Francesco Iorio, ex Popolare di Vicenza. Altri sostengono che in pole ci sia l’ex vice dg di Unicredit Paolo Fiorentino.

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