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«Deteriorati, ecco i vantaggi della soluzione scelta da Carige» / INTERVISTA

Genova - Caputo Nassetti: «Npl, così l’eventuale recupero resta in banca». L’esperto: da giurista sono felice che la mia idea abbia successo.

Genova - Classe 1958, docente di Diritto bancario prima alla Bocconi di Milano e ora all’università di Ferrara, amministratore delegato della Swiss Merchant Corporation di Lugano, già vice direttore generale della Commerciale Italiana-Intesa tra il 1981 e il 2003, Francesco Caputo Nassetti è un manager internazionale e un esperto di contratti derivati finanziari e di Npl. Sul fronte non performing loans, i crediti deteriorati, la spina nel fianco di tutte le banche italiane oggi in difficoltà a cominciare da Carige, Nassetti si considera una sorta di “papà” della cartolarizzazione senza cessione, ovvero ciò che l’istituto ligure ha previsto di fare attraverso la società veicolo che sarà creata per accogliere i 2,4 miliardi di euro di Npl attualmente in pancia alla banca. «Come giurista sono felice che il progetto venga portato avanti, ma umanamente mi sarei aspettato almeno una pacca sulla spalla», confida l’esperto in questa intervista al Secolo XIX.

Professore, cosa intende?

«L’8 novembre 2016 in una lettera ho illustrato il progetto di cartolarizzazione senza cessione degli Npl a Banca Carige, allegando una simulazione e mettendo a disposizione le analisi compiute a suo tempo dalla Cassa di Risparmio di Cesena. Non ho ricevuto risposta. Qualche mese dopo ho visto che tale soluzione è stata inserita nel nuovo piano strategico dell’istituto».

Sta dicendo che Carige le ha “copiato” l’idea?

«Avranno visto la lettera e deciso di approfondire il tema per conto loro. Sono felice che il progetto venga sviluppato».

Ci spieghi come funziona.

«Il punto di partenza è come cartolarizzare le sofferenze evitando le penalizzanti strutture del passato. Quando si parla di cartolarizzazione tutti pensano alla cessione dei deteriorati. Ma esiste una norma della legge 130 del 1999, mai utilizzata sinora, che consente di fare la cartolarizzazione attraverso un prestito. La società veicolo, creata ai sensi della 130, invece di comprare gli Npl fa un prestito alla banca, che sarà poi ripagato esclusivamente con i proventi dei crediti deteriorati».

Differenza tra vendita di Npl e cessione con prestito?

«Con la vendita degli Npl l’eventuale recupero maggiore rispetto al prezzo pagato resta nelle tasche di chi ha acquistato le sofferenze. In questo caso, invece, al netto dei costi legali e amministrativi l’eventuale recupero maggiore resta in capo alla banca».

Ma se non cede la titolarità degli Npl la banca non deconsolida le sofferenze, non pulisce il bilancio e va incontro alla bocciatura di Bce.

«Da qui la scissione. Attraverso la scissione viene trasferito il prestito sul portafoglio non performing insieme ai relativi i crediti deteriorati, alle riserve e agli accantonamenti. Avendo fatto una scissione, l’eventuale recupero oltre il valore del prestito rimane in capo agli azionisti della banca, che sono anche azionisti della società: è come divide un foglio di carta A4 in due, i due pezzi danno sempre il foglio intero ma il pezzo “banca senza Npl” vale più di prima».

Ma il diritto di recesso dei soci come si gestisce?

«Il diritto di recesso non è previsto. L’azionista non può recedere, anche perché gli si dà ciò che già possiede (gli Npl) solo in forma diversa».

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