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Fincantieri-Stx France, in campo anche Dcns

Genova - Lo ha ammesso Hervé Guillou, numero uno del gruppo che costruisce da secoli navi da guerra per la Francia, controllato da Parigi con il 62%, aggiungendo che «è necessario assicurare gli interessi strategici della Francia».

Genova - «È molto probabile» che il costruttore navale Dcns possa entrare nel capitale della nuova società che gestirà i cantieri italiani di Fincantieri e quelli francesi di Stx.

Lo ha ammesso Hervé Guillou, numero uno del gruppo che costruisce da secoli navi da guerra per la Francia, controllato da Parigi con il 62%, aggiungendo che «è necessario assicurare gli interessi strategici della Francia». È la conferma di quanto l’Eliseo sta sostenendo da giorni: la quota pubblica direttamente controllata dallo Stato resterà al 33,3% («Non abbiamo nessuna intenzione di scendere» aveva chiarito Christophe Sirugue sottosegretario all’Industria). A Fincantieri con ogni probabilità non rimarrà il 66,6% di Stx France, la quota per cui il gruppo italiano è stato scelto quale “preferred bidder” nella corsa agli stabilimenti francesi. Lo schema, che Il Secolo XIX/The MediTelegraph ha già raccontato nei giorni scorsi, è intuibile: Dcns dovrebbe essere il rinforzo pubblico che l’Eliseo sta cercando anche per salvaguardare la parte militare del cantiere. I francesi sono gelosi delle strutture su cui gli italiani stanno per mettere le mani, ma sono preoccupati che la divisione militare di Saint-Nazaire sfugga al loro controllo: dai bacini che si affacciano sulla Loira sono uscite le Mistral - le navi da guerra finite all’Egitto dopo il tira e molla con la Russia subito dopo le sanzioni - e diverse altre unità per le marine di tutto il mondo. È un argomento troppo delicato per rimanere con solo un terzo del capitale. Fincantieri potrebbe così finire in minoranza ed è lo stesso governo ad aver avvalorato l’ipotesi proprio nelle ore immediatamente successive al via libera all’operazione.

Difficile però che Dcns salga oltre il 15%, come spiegano già diversi analisti internazionali. Più facile che il gruppo guidato da Giuseppe Bono venga affiancato da altri soci. I due clienti principali del cantiere, le compagnie da crociera Msc e Royal Caribbean, avevano già partecipato alla cordata guidata dal gruppo olandese Damen, poi defilatosi alla vigilia dell’apertura delle offerte per Stx France. Se le due compagnie entrassero con una quota simbolica, Fincantieri si ritroverebbe con il pacchetto azionario più consistente, ma senza la maggioranza. E diventerebbe il partner industriale ideale per Parigi. L’Eliseo farebbe da garante e Fincantieri guiderebbe de facto l’”Airbus dei mari”, avendo a disposizione le infrastrutture per cavalcare il business almeno per il prossimo decennio. I sindacati francesi potrebbero così ritirare le barricate, anche se la pace sociale si realizzerà solo di fronte ad un piano industriale che non preveda tagli. E visto che i tempi per definire tutta la strategia (due, al massimo tre mesi) coincidono con le elezioni presidenziali in Francia, è difficile prevedere una macelleria sociale a poche settimane dal voto.

I primi a muoversi comunque sono comunque i sindacati: martedì la Cgt, la sigla principale di Saint-Nazaire, sarà a Roma per un rendez-vous con i colleghi italiani.

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