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Pubblicato il “Decreto Sud”, ecco cosa prevede per Taranto

Taranto - I 100 milioni previsti per Taranto dal decreto sul Sud varato all’antivigilia di Natale dal consiglio dei Ministri verranno dai 300 milioni che l’Ilva in amministrazione straordinaria dovrà restituire allo Stato a fronte del prestito concesso nei mesi scorsi.

Taranto - I 100 milioni previsti per Taranto dal decreto sul Sud varato all’antivigilia di Natale dal consiglio dei Ministri verranno dai 300 milioni che l’Ilva in amministrazione straordinaria dovrà restituire allo Stato a fronte del prestito concesso nei mesi scorsi. Lo stabilisce il nuovo decreto legge pubblicato ieri sera sulla Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore il 31 dicembre. Il decreto, che ora andrà all’esame del Parlamento per la conversione in legge, è il numero 243 e porta il titolo «Interventi urgenti per la coesione sociale e territoriale, con particolare riferimento a situazioni critiche in alcune aree del Mezzogiorno». In particolare, i 300 milioni ai commissari dell’Ilva furono concessi con la legge numero 16 dello scorso febbraio con la finalità di gestire l’azienda dell’acciaio sino a giugno di quest’anno, mese entro il quale l’Ilva doveva essere ceduta al nuovo acquirente. Quest’ultimo termine è poi slittato con una successiva legge, tant’è che adesso per l’individuazione dell’acquirente dell’Ilva si parla di febbraio 2017 con trasferimento degli asset entro giugno 2017.

Nello stesso decreto c’è anche la proroga del mandato dei commissari, ma con finalità più specifiche e non di vera e propria gestione dell’azienda una volta che sarà stata fatta la cessione e l’istituzione della nuova Agenzia per il lavoro portuale. Quest’ultima riguarda gli scali di transhipment (movimentazione container) di Taranto e Gioia Tauro con l’obiettivo di tutelare e ricollocare in nuove attività nell’arco di 36 mesi i lavoratori che rischiano la disoccupazione: si tratta di un migliaio di unità, di cui 520 a Taranto dell’ex Taranto container terminal. L’Agenzia sarà istituita dalle due Autorità portuali interessate. Per quanto riguarda i commissari Ilva, il nuovo decreto legge stabilisce che «il termine di durata del programma dell’amministrazione straordinaria si intende esteso sino alla scadenza del termine ultimo» per l’attuazione del piano ambientale (giugno 2018) ma «entro tale termine i commissari straordinari sono autorizzati ad individuare e realizzare ulteriori interventi di decontaminazione e risanamento ambientale non previsti nell’ambito del predetto piano, ma allo stesso strettamente connessi, anche mediante formazione e impiego del personale delle società in amministrazione straordinaria non altrimenti impegnato». Questa previsione del decreto recupera una norma che sarebbe dovuta entrare nella legge di Bilancio 2017, e che è invece saltata in quanto la commissione Bilancio della Camera l’ha dichiarata inammissibile.

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«Il programma della procedura di amministrazione straordinaria», si legge ancora nel decreto, «è altresì integrato con un piano relativo ad iniziative volte a garantire attività di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola. Il piano, a carattere sperimentale, della durata di tre anni, approvato dal ministro dello Sviluppo economico e monitorato nei relativi stati di avanzamento, si conforma alle raccomandazioni adottate dagli organismi internazionali in tema di responsabilità sociale dell’impresa e alle migliori pratiche attuative ed è predisposto ed attuato, con l’ausilio di organizzazioni riconosciute anche a livello internazionale, enti del terzo settore ed esperti della materia, a cura dei commissari straordinari, d’intesa con i Comuni di cui al primo periodo per quanto attiene la selezione dei soggetti beneficiari».

Il decreto stabilisce che «per consentire l’immediato avvio delle attività propedeutiche alla realizzazione del piano, l’importo di 300.000 euro è posto a carico delle risorse del programma nazionale complementare “Imprese e competitività 2014-2020” approvato dal Cipe con delibera 10 del 1 maggio 2016». Viene poi il dettaglio relativo alla provenienza dei 100 milioni: ovvero 30 - distribuiti in tre anni a partire dal prossimo, 10 per anno - per il sostegno alle famiglie disagiate e 70 per il potenziamento della sanità a Taranto, quest’ultimi divisi rispettivamente in 50 milioni nel 2017 e 20 nel 2018. Per le misure relative alla sanità, invece, il decreto legge dispone che le risorse «nel limite di 50 milioni di euro per il 2017 e di 20 milioni di euro per il 2018, sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate in spesa nello stato previsione del Ministero della salute e successivamente trasferite alla Regione Puglia per la realizzazione di un progetto volto all’acquisizione dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione di interventi di ammodernamento tecnologico delle apparecchiature e dei dispositivi medico-diagnostici delle strutture sanitarie pubbliche ubicate nei Comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola, avvalendosi, in via esclusiva, della Consip Spa, nonchè alla conseguente e necessaria formazione e aggiornamento professionale del personale sanitario».
Completano gli stanziamenti per Taranto altri 8 milioni per la prosecuzione degli screening sanitari sulla popolazione esposta all’inquinamento dell’Ilva - misura già prevista anni fa col decreto Terra dei Fuochi-Ilva -, ma questi verranno da provvedimento specifico del ministero della Salute.

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