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«Usiamo le basi militari per esportare carbone e gas»

L’idea dell’amministrazione Trump: «Pochi terminal per l’export, utilizziamo le banchine della Marina».

Il Segretario degli Interni statunitense, Ryan Zinke, ha lanciato l’idea di utilizzare le basi militari, o altre proprietà federali, per sviluppare i terminal dedicati alle esportazioni di carbone e gas.

Secondo quanto riportato dall’Associated Press, Zinke ha dichiarato: «Ho molto rispetto per gli Stati di Washington, Oregon e California ma è nel nostro interesse, per la sicurezza nazionale, e anche in quello dei nostri alleati, assicurarci che questi ultimi abbiano accesso alle fonti di energia». L’agenzia ha aggiunto anche che sarebbe già stato identificato un sito, ovvero quello che una volta costituiva l’Adak Naval Air Facility, presso le Isole Aleutian, come possibile luogo per la realizzazione di un “export terminal” per il gas naturale prodotto in Alaska. I dati diffusi dall’Eia (Energy Information Administration) mostrano come le esportazioni di carbone dagli Stati Uniti verso l’Asia siano più che raddoppiate, giungendo, nel 2017, ad una quota che sfiora i 30 milioni di tonnellate.

«Anche i costi relativi al trasporto devono essere abbastanza bassi per rendere fruttuosa l’attività di esportazione dagli Stati Uniti all’Asia – sostiene l’Eia – Circa il 61% delle esportazioni di carbone targate Stati Uniti proviene da Norfolk, in Virginia, oppure da Baltimora, nel Maryland: questo richiede un viaggio che può durare anche fino a 45 giorni».
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