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Ilva, nuovo calendario di incontri al Mise

Roma - Le riunioni tra ArcelorMittal, sindacati e commissari straordinari previste il 23 e 24 gennaio sono state riprogrammate per il 29, 30 e 31 gennaio.

Roma - Gli incontri tra ArcelorMittal, sindacati e commissari straordinari sull’Ilva previsti al ministero dello Sviluppo Economico il 23 e 24 gennaio sono stati riprogrammati per il 29, 30 e 31 gennaio alle ore 10. Lo riferiscono fonti sindacali precisando che la posticipazione è stata richiesta dall’azienda. Dopo la tappa dei sindacalisti italiani a Gant, in Belgio, dove Arcelor Mittal ha uno stabilimento con impianti simili a quelli di Taranto, anche se il complesso è più piccolo e con meno addetti, lo scorso 17 - nell’ambito delle riunioni tematiche programmate dal Mise - si è fatto un approfondimento sul sito di Genova Cornigliano focalizzandosi sull’accordo di programma per quell’area di cui le parti convenute al tavolo hanno riconfermato la validità.

Adesso si tratta di proseguire l’approfondimento sul sito di Taranto. In attesa del pronunciamento da parte dell’Antitrust europeo sull’acquisizione di Ilva da parte di Am Investco, società nella quale Mittal è leader, il governo, tra fine mese e l’inizio del prossimo, vuole cercare di portare alla stretta finale il negoziato sindacale in modo da giungere ad un’intesa. Rispetto agli esordi della trattativa a luglio, passi avanti sono stati fatti. Mittal ha ribadito di voler assumere 10mila dei 14mila dipendenti Ilva - gli altri resteranno in carico all’amministrazione straordinaria -, confermato il mantenimento delle voci accessorie della retribuzione, che inizialmente voleva sopprimere, e ribadito l’impegno ad investire nell’Ilva 2,3 miliardi complessivi, di cui 1,1 per l’ambiente e 1,2 per la parte industriale. I sindacati puntano ora ad ottenere ulteriori garanzie sul fronte degli investimenti e, soprattutto, ad alzare l’asticella dei 10mila occupati ritenendo che con il quadro produttivo futuro configurato da Mittal, una volta che il siderurgico di Taranto sarà stato bonificato e messo a norma, non debbano esserci esuberi.

Ad oggi, invece, per i 4mila che non transiteranno in Am Investco si prevede l’impiego nei piani di bonifica gestiti dai commissari Ilva con le risorse, 1,1 miliardi, ottenute con la transazione fatta con i Riva, ex proprietari del gruppo. Nessuna novità infine, a dieci giorni dall’invio della proposta, sull’accordo di programma chiesto da Regione Puglia e Comune di Taranto al Governo per chiudere il contenzioso apertosi sull’Ilva a seguito della presentazione, da parte dei due enti locali pugliesi, del ricorso al Tar di Lecce col quale hanno imugnato il decreto (Dpcm) che a fine settembre ha approvato il piano ambientale di Am Investco. Regione e Comune hanno ritirato l’istanza di sospensiva collegata al ricorso mentre quest’ultimo è ancora in piedi e i due enti dicono che lo ritireranno solo se il Governo accetterà l’accordo di programma che rivede molte parti del Dpcm del piano ambientale, revisione che il Governo, nelle settimane scorse, ha giudicato non possibile.

Sulla proposta di accordo di programma rilanciata dagli enti locali, 21 articoli più un ampio allegato, è in corso un’istruttoria tecnica da parte dei ministeri Sviluppo economico e Ambiente al termine della quale si conoscerà la risposta del Governo. Regione e Comune hanno rilanciato con l’accordo di programma in alternativa allo schema di intesa inviato loro dal Governo, dai ministri Calenda e De Vincenti, il 3 gennaio scorso (9 articoli) per sciogliere il nodo del ricorso al Tar di Lecce, il cui ritiro è stato chiesto al governatore di Puglia, Emiliano, e al sindaco di Taranto, Melucci, anche dal Presidente del Consiglio, Gentiloni.

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