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Ilva, la Fiom incalza: «Ora confronto»

Genova - I commissari hanno inviato il parere sui piani ambientali alle cordate. Rappa: «Il tempo della pretattica è finito. Aprire subito il tavolo coi sindacati».

Genova - Ora che il parere sui piani ambientali per Taranto è arrivato e le cordate che ambiscono a rilevare l’Ilva sono al lavoro sulle modifiche richieste dal ministero, la Fiom torna a chiedere l’apertura del tavolo di confronto sui progetti industriali che determineranno i livelli occupazionali del gruppo. E lo fa alzando i toni. «Il tempo della pretattica è finito. - dicono Rosario Rappa e Giuseppe Romano, segretari nazionale e territoriale della Fiom-Cgil - È necessario e doveroso che si attivi immediatamente un tavolo di confronto tra governo e Ilva in amministrazione straordinaria con le organizzazioni sindacali, a partire dai piani ambientali». Fiom ribadisce che «i due punti cui non è possibile rinunciare sono il pieno rispetto del processo di ambientalizzazione, fase fondamentale e strategica per i lavoratori dello stabilimento siderurgico e per la città di Taranto, e il mantenimento occupazionale in tutto il gruppo Ilva». Per i due segretari «il fattore tempo non è ininfluente per la definizione e risoluzione di questa complicatissima vertenza».

Il tempo non è inifluente perché già ora appare chiaro che una produzione annua intorno ai 6 milioni di tonnellate non potrà assorbire interamente i 14 mila addetti del gruppo (3.000 sono i contratti di solidarietà destinati a confluire nella cassa integrazione straordinaria). Secondo quanto anticipato nei mesi scorsi, entrambe le cordate in pista - il tandem ArcelorMittal+Marcegaglia e l’AcciaItalia di Arvedi, Cdp, Del Vecchio e Jindal - hanno progetti industriali che non si scostano molto dai 6 milioni di tonnellate, almeno non nel breve periodo. Una volta ceduti in affitto gli stabilimenti di Genova, Taranto e Novi Ligure (la scelta del vincitore avverrà entro metà marzo mentre la cessione sarà perfezionata entro giugno), la “vecchia Ilva” che resterà in mano ai commissari Gnudi, Laghi e Carrubba gestirà, tra le altre cose, parte degli interventi di ambientalizzazione e potrà farlo utilizzando lavoratori in esubero dalla newco dei privati.

Ma indiscrezioni parlano di 4.500-5.000 potenziali esuberi: prima emergeranno i numeri reali e prima potrà essere gestito il problema. Ieri i commissari hanno inviato alle cordate il parere ministeriale sui piani ambientali. Il ministro Gian Luca Galletti ha spiegato che «c’è stato un cambio di passo, nel senso che la valutazione ambientale precede quella industriale ed economica». Entrambe le cordate in campo ha mai abbassato, in questi mesi, il livello di attenzione verso l’Ilva. Gli scambi di informazioni con i commissari e gli esperti sono proseguiti anche durante le festività, nel caso di Marcegaglia-ArcelorMittal.

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