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Orsero lancia l’offensiva a Noberasco

Genova - «Degli 80 milioni apportati da Glenalta 25 milioni saranno utilizzati per acquisire gli strumenti partecipativi, mentre fino a 55 milioni saranno utilizzati per acquisizioni e investimenti finalizzati, ad esempio, a consolidare il mercato di riferimento o espandersi in settori adiacenti, come quello della frutta secca»

Genova - «Degli 80 milioni apportati da Glenalta 25 milioni saranno utilizzati per acquisire gli strumenti partecipativi, mentre fino a 55 milioni saranno utilizzati per acquisizioni e investimenti finalizzati, ad esempio, a consolidare il mercato di riferimento o espandersi in settori adiacenti, come quello della frutta secca»: sono bastate queste poche parole pronunciate da Raffaella Orsero e riportate dall’agenzia Reuters qualche giorno fa, per scatenare la dietrologia.

Il gruppo Orsero, seppure ridimensionato, a febbraio sarà quotato in Borsa grazie alla fusione con Granalta, e se è vero che la famiglia Orsero e i suoi soci storici (le famiglie Ottonello e Tacchini) non avranno la possibilità di superare il 49 % delle azioni, è pur vero che Raffaella Orsero manterrà il suolo di presidente.

L’aver ventilato di voler entrare nel ricco e dinamico settore della frutta secca è stata letta come una dichiarazione di guerra alla Noberasco 1908, altra azienda albenganese (anche se oggi trasferita completamente a Carcare), leader nella frutta secca e disidratata. Tra le due realtà dell’import-export ingauno, oltretutto, i rapporti sono sempre stati ottimali. Negli Anni ’70, addirittura, importavano e distribuivano assieme i pompelmi Jaffa prodotti in Israele.

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