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Il colosso Microsoft premia Softjam, miglior partner dell’anno per l’Italia

Genova - Il riconoscimento a un’azienda di Genova. L’ad Pescino: «Presto una nuova sede in Liguria e uffici all’estero».

Genova - Un’azienda genovese si è aggiudicata da parte di Microsoft il premio “Country Partner of the Year” per l’Italia. A ricevere il prestigioso riconoscimento è stata Softjam, società attiva nel campo dell’intelligenza artificiale operando sul mercato delle infrastrutture Ict e su quello dello sviluppo applicativo attraverso la sua controllata Softjam Innovation. L’annuncio è stato dato negli Stati Uniti, dove l’ad Andrea Pescino è stato premiato a Washington durante i “Microsoft Partner of the Year Awards”, evento nel quale vengono affidati i riconoscimenti ai migliori partner di Microsoft di tutto il mondo: quest’anno le candidature sono state 2.800 raccolte in 115 Paesi. «Siamo estremamente felici per questo riconoscimento, che premia la passione e l’entusiasmo che ci impegniamo a portare, ogni giorno, ai nostri clienti», spiega Pescino. Ma se vincere una volta è già un motivo di orgoglio, raddoppiare può essere una conferma. «Già nel 2014 siamo stati scelti da Microsoft come “Country Partner of the Year” per l’Italia - aggiunge – e questo significa che a distanza di due anni siamo riusciti non solo a confermare quanto di buono fatto in passato, ma anche a migliorarci».

Softjam, che ha fatturato dieci milioni di euro nel 2016 che dovrebbero diventare quattordici nel 2017, impiega attualmente 150 dipendenti, anche se l’obiettivo dei vertici aziendali è quello di incrementare l’occupazione di 50 unità nel prossimo triennio. Nei programmi dell’azienda genovese, che presto nel capoluogo ligure inaugurerà una nuova sede e vanta uffici anche a Roma e Milano, c’è anche l’apertura del primo ufficio all’estero, a Zurigo. «Ci aspettiamo molto da Genova e dall’Italia - dice Pescino - anche se il nostro business ci porta ad avere relazioni e contatti in tutto il mondo. La tecnologia offre oggi un potenziale enorme». Tra i campi di riferimento per la realtà ligure - che si propone come società di consulenza - c’è quello della sanità digitale. «Abbiamo contatti con il ministero della Salute norvegese e poi in Francia e Germania, giusto per fare qualche esempio», aggiunge l’ad. «Dall’Università di Genova - chiude il manager - escono ragazzi brillanti e la città sta investendo in questo settore, anche se spesso fatichiamo a trovare nuovo personale».

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