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La tecnologia che prevede i danni ascoltando i rumori della meccanica

Genova - Il sistema serve per le pale eoliche ma la Ping prevede l’uso anche sui treni.

Genova - Come riuscire a stabilire un collegamento tra l’energia eolica e il trasporto ferroviario? Ad Adelaide ci sono riusciti grazie a una soluzione altamente tecnologica e molto innovativa. Un’azienda australiana, la Ping, ha sviluppato una tecnologia, inizialmente pensata per le turbine eoliche, ma applicabile anche ai treni. Questo nuovo dispositivo, denominato Ping Monitor, utilizza una soluzione che combina analisi acustiche con sensori dotati di apprendimento meccanico e IoT (Internet of Things) per rilevare problemi relativi alle lame delle turbine eoliche. Un sistema altamente sofisticato, in grado di monitorare il funzionamento tecnico delle turbine eoliche garantendo un livello di controllo elevato. Il congegno, infatti, è in grado di ascoltare i cambiamenti sonori prodotti dalle lame che possono essere causati da eventuali colpi o dall’erosione delle stesse.

Queste rilevazioni, caratterizzate da un altissimo livello di precisione e di sensibilità, vengono associate ad un successivo momento di studio e ad una catalogazione effettuata in base ad algoritmi definiti. Il tutto viene monitorato grazie ad un sistema di connettività satellitare, sempre funzionante, che raccoglie i dati e li smista. Questi dati vengono poi caricati in un cloud e analizzati e valutati in base a parametri predefiniti. Grazie a questo sistema è possibile ricevere alert relativi a guasti e malfunzionamenti e assicurare quindi un servizio sicuro. Il sistema, attualmente, è in prova. Il produttore del dispositivo ha installato 55 Ping Monitor in un’azienda eolica nei pressi di Victoria per realizzare un test di tre settimane. Una volta ultimati i test e, quindi, quando sarà ben chiaro il funzionamento della nuova tecnologia, la Ping progetta di esportare il business anche al di fuori dell’Australia, in particolare negli Stati Uniti e precisamente in West Virginia e in Texas. Lo scorso marzo l’azienda ha ricevuto un finanziamento di 170mila dollari dal governo australiano per supportare la commercializzazione del prodotto. Una sorta di riconoscimento ottenuto dopo sei lunghi anni di lavoro svolto dai rappresentanti della Ping per completare la fase di ricerca e sviluppo. Sul proprio sito web la stessa azienda dichiara che la tecnologia messa a punto potrebbe essere applicata anche ad altri settori quali l’agricoltura, il settore minerario e quello della difesa. In pratica i Ping Monitor potrebbero essere utilizzati in tutti gli ambiti che hanno a che fare con “parti in movimento”.

«La nostra tecnologia sarebbe efficacemente impiegata nel settore dei trasporti dove potrebbe contribuire con successo alla riduzione degli incidenti ferroviari – spiega Matthew Stead, Ceo della Ping – In questo caso il dispositivo, invece che essere applicato alle lame delle turbine, potrebbe essere collegato alle ruote dei vagoni. In pratica il Ping Monitor ascolterebbe il rumore provocato da quest’ultime, rilevando le variazioni acustiche e, quindi, percependo i potenziali pericoli che possono sorgere durante i lunghi viaggi effettuati dai treni».
Sui mezzi ferroviari, infatti, i freni e i sistemi di sospensione fanno affidamento su meccanismi legati all’aria compressa per funzionare. Tuttavia esistono fattori contaminanti, prodotti dalla sporcizia per esempio, che possono portare il compressore ad un malfunzionamento. Un metro cubo di aria contiene 140 milioni di particelle di “sporco”, che, per l’80%, sono troppo piccole per essere bloccate dai filtri. Inoltre, così come avviene per le lame delle turbine, anche i compressori possono subire danneggiamenti a causa della corrosione. Effettuare una regolare manutenzione, ovviamente, è la regola principale e il Ping Monitor può essere molto utile in questa fase, per raccogliere i dati, leggerli e intervenire tempestivamente.

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