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L’Italia aderisce al programma Tempest

Londra - In occasione del salone della difesa e sicurezza Dsei (Defence Security Exhibition International) 2019, che si tiene ogni due anni a Londra, l’Italia ha firmato la dichiarazione d’intenti per la collaborazione al programma di sviluppo del caccia multiruolo di sesta generazione lanciato dalla Gran Bretagna

Londra - In occasione del salone della difesa e sicurezza Dsei (Defence & Security Exhibition International) 2019, che si tiene ogni due anni a Londra, l’Italia ha firmato la dichiarazione d’intenti per la collaborazione al programma di sviluppo del caccia multiruolo di sesta generazione lanciato dalla Gran Bretagna allo scorso salone di Farnborough nel luglio 2018.

Dopo la Svezia che ha aderito al medesimo programma lo scorso luglio oggi hanno sottoscritto la partecipazione dell’Italia al programma inglese il segretario generale della Difesa, generale Nicolò Falsaperna, e l’amministratore delegato del Defence Equipment & Support, Simon Bollom, in qualità di direttori nazionali degli armamenti del nostro Paese e del Regno Unito. Dalla Difesa italiana fanno sapere che «la dichiarazione d’intenti impegna entrambi i governi a sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore Combat Air». Quest’ultima «è il risultato di uno studio di fattibilità congiunto a livello governativo (Government Feasibility Study), lanciato a seguito della pubblicazione della Combat Air Strategy da parte del ministero della Difesa britannico al salone di Farnborough in Inghilterra, nel luglio 2018. Lo studio ha portato alla conclusione che Regno Unito e Italia sono partner naturali nel settore del Combat Air, anche in virtù della collaborazione esistente tra la Difesa dei due Paesi e in particolar modo tra l’Aeronautica militare italiana (Ami) e la Royal Air Force (Raf) britannica che impiegano sistemi d’arma comuni, come l’Eurofighter e l’F-35 Lightning II. Grazie alle esperienze derivanti dall’impiego di tali assetti - dicono ancora dal ministero - e da una visione comune su dottrina, addestramento ed esperienza operativa, è stato registrato un forte allineamento di vedute in merito alle caratteristiche necessarie a un sistema aereo di prossima generazione. A ciò si aggiunge la cinquantennale esperienza di collaborazione che le due nazioni hanno maturato nello sviluppo e supporto di velivoli da combattimento con i programmi Panavia Tornado ed Eurofighter Typhoon. Entrambi i governi hanno confermato la comune volontà di stabilire una solida base industriale per poter sviluppare le necessarie capacità tecnologiche ed assicurare il successo del programma, esprimendo la volontà di fare affidamento sulle rispettive industrie nazionali, comprese le realtà industriali condivise quali Leonardo e Mbda, oltre che Avio ed Elettronica». «L’avvio di questa importante collaborazione fra Italia e Regno Unito, in un settore strategico quale quello dell’aerospazio, è un risultato molto positivo» dice il nuovo ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Secondo Guerini, si tratta di un accordo «raggiunto grazie a un lavoro efficace e concreto, ed è un’ulteriore conferma dell’eccellenza dell’industria italiana della difesa».

Il programma Tempest vede la partecipazione al team (industriale) del gruppo italiano Leonardo e del gruppo paneuropeo Mbda, a cui s’aggiungono Bae Systems, che ha la leadership industriale del programma, e Rolls-Royce sotto il coordinamento del Rapid Capability Office della Raf britannica.

Insieme agli altri partner del team Tempest, Leonardo continua a sostenere e a mostrare il proprio impegno nei confronti del governo britannico e del suo programma per lo sviluppo di un sistema di combattimento aereo di nuova generazione in grado di essere operativo dal decennio 2040. Leonardo sta sviluppando la tecnologia dei sensori e dei sistemi di comunicazione per il Tempest, nell’ambito della Future Combat Air System Technology Initiative (Fcas Ti). Maggiori informazioni saranno divulgate nei prossimi giorni nel corso del salone londinese di Dsei 2019.

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