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Digitalizzazione: navi più evolute degli aerei

La tecnologia viaggia meglio e più velocemente con la nave. L’aereo, almeno su questo fronte, è più lento. L’industria marittima a sorpresa si dimostra più maturo a livello digitale di quella aeronautica. E anche con un discreto distacco

La tecnologia viaggia meglio e più velocemente con la nave. L’aereo, almeno su questo fronte, è più lento.

L’industria marittima a sorpresa si dimostra più maturo a livello digitale di quella aeronautica. E anche con un discreto distacco: lo studio realizzato da Freightos, compagnia del settore che ha analizzato gli investimenti effettuati da compagnie e armatori, spiega il divario tra cielo e mare con un quadro più politico che tecnico. «La maggior parte del carico è movimentata dalle divisioni cargo di compagnie aeree che trasportano soprattutto passeggeri - scrivono gli analisti - Solo il 9% del fatturato di questi gruppi arriva dal settore merci». Mentre per le navi il trasporto i container rappresenta il core business, per gli aerei si tratta di una parte marginale delle entrate e gli investimenti sono calibrati di conseguenza.

Nello shipping sono comunque i colossi a guidare la rivoluzione. Maersk, ad esempio, è definita la «più digitale». I sistemi della compagnia danese, carrier numero uno al mondo, sono on line da tempo e sono stati tra i primi del settore. Al vertice della classifica stilata dagli analisti, ci sono anche altri due big del trasporto contenitori: Hapag-Lloyd e Cma Cgm. Il gap tra settore marittimo e aeronautico è alimentato soprattutto dalla «trasformazione», quella capacità che Freightos ritiene superiore negli armatori e che ha portato le navi a cavalcare l’onda digitale con maggiore padronanza. Le compagnie aeree cargo invece sono rimaste al palo. Il grado più elevato di digitalizzazione è stato ottenuto da Lufthansa, Air France-Klm e Delta. Per il marittimo la scelta di investire in tecnologia e digitalizzazione significa sopravvivenza, per provare a competere con Amazon e Alibaba. I colossi dell’e-commerce hanno già cominciato a mettere le mani sulla catena logistica - la società di Bezos possiede una flotta aerea con 40 Boeing 767 - e gli armatori stanno replicando la stessa strategia. Cma Cgm vuole acquisire Ceva, uno de maggiori player della logistica, mentre Msc, secondo gruppo al mondo, ha deciso di creare in casa la divisione di terra, con camion e treni marchiati MedLog.
«Stiamo entrando nel decennio della rivoluzione digitale per il trasporto merci - conclude Freightos - Se molto è stato fatto, ci sono altre dure sfide che attendono lo shipping». Una di queste è rappresentata dalle navi autonome. I progetti sono in dirittura di arrivo, la Yara Birkeland, prima portacontainer al mondo con guida da remoto, sarà operativa il prossimo anno. La tecnologia si sta evolvendo ulteriormente: come spesso accade, sono gli investimenti militari a trainare il settore. In Usa per la prima volta, un trimarano da guerra di 40 metri, ha navigato senza nessuno a bordo tra la California e le Hawaii, comandato dal personale di terra. E ieri il governo americano ha dato il via libera al finanziamento da 45 milioni di dollari, per cominciare la costruzione di un sottomarino drone con tecnologia Boeing a bordo, in grado di navigare a lungo e compiere missioni a grandi profondità.

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