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Piaggio, il governo“estrae” Nicastro commissario

Roma - Finisce nella mani di Vincenzo Nicastro, classe 1947, avvocato nato a Roma, laureato a Parma e residente a Milano, il futuro di Piaggio Aerospace. Com’era stata annunciato, il ministero dello Sviluppo economico si è affidato alla sorte per scegliere il commissario

Roma - Finisce nella mani di Vincenzo Nicastro, classe 1947, avvocato nato a Roma, laureato a Parma e residente a Milano, il futuro di Piaggio Aerospace. Com’era stata annunciato il ministero dello Sviluppo economico si è affidato alla sorte per scegliere il commissario che gestirà la fase di amministrazione straordinaria della società aeronautica con 1.117 dipendenti in Liguria, il cui azionista, il fondo Mubadala di Abu Dhabi, ha deciso di gettare la spugna.

La nomina è avvenuta, dopo una prima scrematura rispetto al centinaio di candidature arrivate, tramite estrazione a sorte. La procedura, spiega una nota del Mise, «è disciplinata da una direttiva del ministro Luigi Di Maio e prevede che una commissione di esperti selezioni una rosa di almeno cinque candidati tra quelli che hanno risposto all’avviso pubblico». Vincenzo Nicastro non è un nome noto al grande pubblico. Il curriculum del neo commissario di Piaggio racconta che l’avvocato, esperto in diritto fallimentare, «attualmente svolge attività di consulenza per conto di enti nel campo delle ristrutturazioni finanziarie e dei salvataggi aziendali». Già commissario della Carrozzeria Bertone - storica realtà italiana fondata a Torino nel 1912 fallita tre anni fa - Nicastro ha ricoperto incarichi nei collegi sindacali e nei cda di diverse società, da Unicredit Leasing a Crédit Agricole Private Equity Italia, da Reno de Medici a Industria e Innovazione. È stato commissario del gruppo Mandelli e componente della terna dei commissari di Fornara. Ed è autore di pubblicazioni in materia di diritto fallimentare.

Al neo commissario le istituzioni liguri chiedono il pagamento «immediato» degli stipendi di novembre dei lavoratori, l’anticipazione dell’orario della riunione al Mise, al momento in programma alle 17.30 di venerdì 7 dicembre, un orario considerato dai sindacati «troppo da happy hour» per consentire lo sviluppo approfondito dei temi all’ordine del giorno e la definizione di linee guida per rilanciare l’azienda con la sua unicità e confermando gli investimenti previsti. «Ci aspettiamo che venerdì il governo si sieda al tavolo, confermi gli investimenti» e dica che «il commissario straordinario ha un mandato di continuità aziendale», che «non ci sono esuberi tra i lavoratori e confermi la volontà di mantenere questo patrimonio industriale» afferma il governatore ligure Giovanni Toti.

«Oltre all’immediato pagamento degli stipendi - commenta il segretario Fim Cisl Alessandro Vella - chiediamo da subito un piano credibile di sviluppo industriale che traguardi il futuro dell’azienda con lo sblocco immediato del finanziamento di 766 milioni per il programma per il P2HH». Critico anche il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro: «A Piaggio serviva un commissario che affrontasse la questione industriale e la salvaguardia dell’occupazione, ma il governo ha scelto un avvocato con esperienza in Unicredit. Non si risolve con la finanza un problema industriale». Manganaro avverte l’esecutivo: «È responsabile di tutto ciò che succederà nei prossimi giorni rispetto futuro dei lavoratori e delle loro famiglie».

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