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Tempo scaduto per Piaggio Aerospace

Genova - Piaggio Aerospace ha presentato al Tribunale istanza di insolvenza e al ministero dello Sviluppo economico di amministrazione straordinaria. L’esito delle procedure arriverà a giorni. Se dovesse scattare il commissariamento, per i lavoratori non impegnati in attività scatterà la cassa integrazione

Genova - Piaggio Aerospace ha presentato al Tribunale istanza di insolvenza e al ministero dello Sviluppo economico di amministrazione straordinaria. L’esito delle procedure arriverà a giorni. Se dovesse scattare il commissariamento come i requisiti dell’azienda - 438 milioni di perdite accumulate e 1.200 dipendenti tra Villanova d’Albenga e Genova - lasciano presumere, per i lavoratori non impegnati in attività scatterà la cassa integrazione. Secondo le prime stime, «potrebbero finire in cassa oltre 600 persone».

Il fulmine non arriva a ciel sereno. Da mesi le organizzazioni dei lavoratori e recentemente anche la società denunciano la crisi in cui versa l’azienda. Le istanze di insolvenza e commissariamento giungono a sole a 48 ore dal vertice al Mise di martedì scorso, dove il sottosegretario Davide Crippa e il vice capo di gabinetto Giorgio Sorial - a nome del premier Giuseppe Conte e del ministro Luigi Di Maio - avevano garantito che erano in corso le «interlocuzioni con l’azienda» e che a breve sarebbe stato presentato il piano di salvataggio del governo. Bruno Manganaro di Fiom Genova parla di «tragedia annunciata» e Alessandro Vella di Fim Liguria denuncia come la crisi sia stata «clamorosamente sottovalutata da un governo inaffidabile». L’insolvenza e il commissariamento di Piaggio sono, secondo il sindacato, la cartina di tornasole di un negoziato fallimentare a valle di criticità note. Fonti vicine alla società confermano: «L’intervento del governo italiano è stato tardivo rispetto al problema».

PROBLEMA SOTTOVALUTATO

Alla luce della richiesta di amministrazione straordinaria, il verbale redatto martedì al termine del vertice al Mise suona surreale: «Il sottosegretario Crippa ha introdotto l’incontro precisando che sono in corso interlocuzioni dell’azienda con la proprietà e con la Presidenza del consiglio, con il ministero dell’Aeronautica militare e con il ministero dello Sviluppo economico e che nei prossimi giorni potrebbero esserci importanti sviluppi». E ancora: «Il vice capo gabinetto Sorial ha concluso l’incontro confermando l’interesse del governo ai più alti livelli per il salvataggio dell’azienda. Il governo sta lavorando per conferire solidità di lungo periodo al piano industriale (...) A breve il tavolo ministeriale tra le parti verrà riconvocato per aggiornamenti».

Martedì scorso Crippa e Sorial hanno parlato genericamente di un piano di «stabilizzazione finanziaria» della società controllata al 100% dal fondo Mubadala di Abu Dhabi attraverso un intervento pubblico. Il partner evocato, sia pure non citato, avrebbe dovuto essere Leonardo, ma il gruppo controllato dal Tesoro a quanto risulta al Secolo XIX non è stato coinvolto nel dossier. La sensazione di fonti qualificate è che l’incontro al Mise di martedì scorso sia stata «la goccia che ha fatto traboccare il vaso ad Abu Dhabi». La nota diffusa da Piaggio è amara: «Nonostante l’impegno e il duro lavoro di tutti i dipendenti, così come il significativo supporto finanziario sostenuto dal socio, le assunzioni fondamentali del piano di risanamento approvato nel 2017 non si sono concretizzate». Tra le «assunzioni fondamentali» del piano industriale c’erano la vendita dei motori (non avvenuta) e i 766 milioni che avrebbero dovuto finanziare l’acquisto dei droni che l’ex ministro Roberta Pinotti ha lasciato in eredità al nuovo Parlamento, ma che le commissioni Difesa di Camera e Senato non hanno mai calendarizzato in attesa che il governo desse indicazioni. L’azionista Mubadala rimarca di avere «investito in modo significativo negli ultimi 12 anni in Piaggio Aerospace, apportando consistenti capitali, promuovendo l’efficienza operativa e lo sviluppo di un piano industriale per nuovi potenziali programmi». Ma adesso Mubadala non è più «in condizione di apportare ulteriori risorse finanziarie in assenza di concrete prospettive».

«La proprietà e il gruppo dirigente sono stati incapaci di dare una prospettiva a Piaggio, i vari governi hanno nascosto il problema promettendo soluzioni mirabolanti senza nessuna concretezza», commenta Manganaro.

«La richiesta dell’amministrazione straordinaria trasforma la difficile situazione in un’emergenza assoluta. Il governo si attivi per identificare soluzioni, anche attraverso l’ingresso di partner industriali e lo sblocco dei 766 milioni», dicono Vella e Marco Bentivogli.

CONTE E DI MAIO: «SEGUIAMO LA VICENDA»
«Il Governo segue da vicino la vicenda della Piaggio Aerospace, azienda strategica e leader nel settore dell’innovazione. La nostra priorità è la tutela e la stabilizzazione di tutti i lavoratori. Convocheremo nelle prossime ore un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico. Siamo al lavoro per trovare rapidamente una soluzione positiva». È quanto dichiarano in una nota congiunta il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio.

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